Browsing "varie ed eventuali"
Ott 5, 2011 - varie ed eventuali    No Comments

ferie

Vennero le ferie… e se ne andarono…

Dopo tanto aspettare, quindici giorni passano in un attimo, anzi dopo i due primi giorni di lavoro con quasi 22 ore al mio attivo  tra studio e domiciliari, mi domando persino se ne valesse la pena…

Ma poi qui davanti alla pagina bianca, mentre cerco di dimenticare le cose che ho da fare domani, penso che, si, ne valeva la pena, soprattutto in quest’era digitale dove comunque ti restano i ricordi attraverso le foto dei momenti che hai vissuto…

Quindici giorni… è cominciato con il sabato mattina con le ultime cose da fare, il pomeriggio vissuto in trepidante attesa del primo giorno di caccia (non più la trepidazione di un tempo, con il giro preliminare col mio amico Cesare per 11.9.17 1.jpgdecidere dove iniziare… Cesare ha appeso il fucile al muro, Luna non ce la fa più, anche lui ha perso smalto, tanto non c’è11.9.17 2.jpgselvaggina…), ma… si parte in bici con i miei amici, faccio in modo di passare dove poi intendo andare a caccia, anche questo è un modo di preparare il primo giorno… e il giro comunque è piacevole, si arriva sul fiume, una gara di salto del sasso, e si continua…

11.9.17 16.jpg

 

 

 

 

 

Domenica mattina, un tempo in piedi alle 5 senza la sveglia, fucile e cartucce pronti sul tavolo, i cani… Niente di tutto ciò, sveglia alle 9, Jim che mi guarda anche se non capisce bene 11.9.18 1.jpgcosa sta per succedere, la cartuccera mezza vuota, il fucile, quello nuovo, leggero, che con quello sbaglio persino poco… ma non è più la stessa cosa… Si parte comunque, cammino, Jim corre come un pazzo, io sono qui, lui è già nel paese vicino, ma non vediamo niente, anche colleghi cacciatori se ne vedono pochi. Al pomeriggio piove11.9.18 9.jpg ma andiamo lo stesso, più che altro per qualche foto… E abbiamo vissuto il 38° 1° giorno di caccia.

Lunedi, mi alzo tardi, indosso la tenuta di giardinaggio, prendo gli attrezzi e vado dietro casa… suona il cellulare: una chiamata che non posso… e vado, la vita, la morte, sono in ferie, ma ci sono cose che non puoi demandare… La sequela burocratica dell’accaduto, poi vado in giardino. Alle 16 in bici con Luciano che Alessandro non c’è, Francesco lavora… Franco… non viene.

11.9.20 6.jpgMartedi fuoristrada… parto con Maria alla volta di Gargnano sul Lago di Garda,11.9.20 24.jpg qualche difficoltà a trovare l’inizio del giro, poi quando pare che tutto vada per il verso giusto… ci perdiamo e iniziamo una salita di quasi 18 km con momenti di preoccupazione vivissima, ma riusciamo a tirarci fuori anche questa volta. Non mangiamo nulla, eccettuando brioches e cappuccino all’autogrill, ma a conti fatti e usciti dal periglioso sentiero, siamo felici.

 

 

11.9.20 45.jpg

Mercoledi si torna a caccia e Jim alza il suo primo fagiano, con rapidità e precisione lo abbatto (ero girato dall’altra parte e col fucile in spalla), cade tra le alte sterpaglie dove dubito di riuscire a recuperarlo, ma se ne occupa il mio cane che non lo riporta, ma gli si siede di fronte attendendo che io lo raccolga. Non è un grande risultato, ma noi siamo comunque soddisfatti, la mia gamba fa male, il cane è impreparato, la selvaggina è poca, si, noi siamo soddisfatti.

11.9.26 1a.jpgGiovedi in bici con Luciano, che Franco11.9.26 10a.jpg porta Zoh al campo di addestramento, Alessandro si dimentica… e noi si va ugualmente e il giro ci porta a scoprire nuovi e interessanti sentieri.

Venerdi In giardino, la sera da Franco, gorgonzola, pecorino e salame, poi il biliardo.

11.9.25 2.jpgSabato e domenica ancora a caccia. Domenica pomeriggio con l’amico Lucianino, che è venuto a fare un giro dalle nostre parti e abbiamo sentito volare un fagiano, visto no, che è partito basso sotto le piante di un boschetto e a noi non è rimasta che l’allegria del sentire la sua canzone lanciataci quasi come un sberleffo nel volar via. Non è gran cosa ma, almeno per me, è bello anche questo.

Lunedi ancora in bici con Luciano, martedi in giardino e mercoledi ancora a caccia.

11.9.29 6.jpgGiovedi si parte con Mariano alla volta di Genova, dove ci troviamo con Gigi per un11.9.29 3.jpg giro sulle alture di La Spezia, trovato il punto di partenza ci procuriamo sommarie vivande e partiamo. All’inizio pare che tutto si svolga per il meglio, poi la strada si fa dura, incontriamo un albero abbattuto e dobbiamo 11.9.29 21.jpgtoglierlo dal percorso, poi ci  poniamo a valutare un profondo solco sulla carrareccia e studiamo di riempirlo di terra11.9.29 7.jpg e sassi, ma per fortuna prima di cominciare il lavoro, Gigi e Mariano vanno più in basso a vedere come si evolve il sentiero che a Gigi pareva sbucare, dopo un breve tratto, sull’asfalto. Quello che tra i rami del bosco pareva una strada asfaltata 11.9.29 29.jpgera in realtà una grossa roccia grigia e il sentiero si perdeva in una profonda escavazione creata dalle piogge, assolutamente insuperabile coi nostri Jimny. Non ci restava che risalire la via che avevamo disceso decisi, con la convinzione di raggiungere la meta. Per tacitare la nostra frustrazione abbiamo messo mano ai panini. E tale solo fatto è bastato a migliorare l’umore della truppa. Impostato il Gps sulle11.9.29 46.jpg coordinate del punto successivo, siamo ripartiti e sembrava che, rientrati nel road book, fossimo sulla diritta via, d’accordo, abbiamo dovuto chiudere qualche buco con sassi e pala, però lavoravamo fiduciosi di trovare coi nostri sforzi il traguardo. Ma, in un modo o nell’altro, travisammo ancora le indicazioni date dalla rivista e raggiunto un quadrivio, che non era assolutamente nel road book ci siamo fermati per decidere che strada pigliare. Una possibilità era tornare indietro fino all’asfalto, ma noi, sitibondi di avventure e conoscendo le difficoltà del percorso già affrontato, abbiamo deciso di proseguire in salita e ci è andata bene, abbiamo
raggiunto in breve l’asfalto, talmente in breve che, dopo una scoscesa salita fino a una baita segnalata da un cartello, col solo Mariano un po’ scettico, abbiamo ripercorso i nostri passi per imboccare un altro bivio e raggiungere poi l’asfalto dalla parte opposta della montagna. Qui, dato che ormai l’ora si faceva tarda, abbiamo imboccato la via di casa.

11.9.30 9.jpgVenerdi ho coinvolto Luciano per un giro in canoa sul Tanaro, ero un po’ dubbioso della riuscita della cosa, arrivare al fiume,11.9.30 12.jpg gonfiare il natante, ma poi piacerà al mio amico? Luciano era addirittura entusiasta e dispiaciuto solo che la stagione avanzata non ci permetterà probabilmente altre uscite. In effetti è bellissimo starsene nella quiete del fiume, soprattutto al ritorno, portati dalla corrente… ma se non ci siete stati non potete capirlo… Alla sera di nuovo a casa di Franco, questa volta è stata trippa e fagioli, poi ancora biliardo.

 

 

11.9.30 10.jpg

Sabato e domenica ancora a caccia, domenica pomeriggio, partiamo con Maria più che altro per fare qualche foto sul fiume, poi passando vedo che hanno tagliato un campo di 11.10.2 c9.jpgmais e torno indietro. C’è già un tale che11.10.2 c36.jpg però è più preoccupato per avere perso le chiavi della macchina e aspetta un amico che gli porti le altre per tornare a casa. Mi dice di andare tranquillo e io m’incammino, fucile in spalla come al solito, nella stoppia di granturco. Maria resta a chiacchierare col collega cacciatore sul sentiero, io parlo col cane invitandolo a venire vicino alla riva della roggia, lui se ne infischia e corre nel campo. Fatti una decina metri, sono lì che cerco di trattare con Jim un comportamento più consono, quando un fagiano11.10.2 c25.jpg parte a pochi passi da me e vola verso il punto da cui son 11.10.1 16.jpgpartito. Girati, tira giù il fucile, un attimo e sparo, niente, sparo di nuovo, lo tocco ma continua ad andare, “punta ca…, hai solo più un colpo!” sparo di nuovo e il fagiano cade a qualche decina di metri da Maria che si spaventa persino. Recupero il fagiano che Jim trova ma non riporta e andiamo11.10.2 c2.jpg a fare le foto sul fiume.

11.10.2 c45.jpgLe ferie son finite, affogo il dispiacere del ritorno al lavoro in uno splendido piatto di pasta e fagioli e vado a dormire sereno, so cosa mi aspetta il giorno dopo, ma la vita è questa… e fra cinque giorni è comunque ancora sabato.

11.10.2 c53.jpg

 

 

Giu 13, 2010 - varie ed eventuali    No Comments

Consigli

Combinato disposto per non prendere peso con la bisboccia del venerdì sera con gli amici

o

della “dieta asincrona”.

10.6.11 8.jpg

Tutti abbiamo notato come la maggior parte dei nostri concittadini siano stati presi in braghe di tela da questa strana primavera piovosa e fredda che improvvisamente ha lasciato il posto ad un caldo afoso e soffocante che ci ha fatto togliere il maglioncino e la giacchetta che bene o male nascondevano alla meglio i rotoli di ciccia accumulati tra dicembre e maggio.

Hai voglia a ricorrere al medico per una dieta, da un giorno all’altro ci siamo trovati in maniche di camicia con la ciccia esposta agli occhi di tutti, prendere 5 o 6 chili in inverno è facilissimo, perderne 4 a comando… difficilissimo.

Tanto più difficile per noi del “Gruppo del Biliardo” che il venerdì ci riuniamo a casa di Franco per una robusta cena che ci prepara al meglio per le partite sul panno verde.

Ed eccoci dunque lì ieri sera,

Maurizio e Pietro avrebbero tardato, allora ho avuto il tempo di passare da casa dove Maria aveva preparato un’abbondante quantità di gnocchi al Castelmagno per portarli ancora caldi da Franco.10.6.11 3.jpg

10.6.11 2.jpgAbbiamo iniziato con salame, gorgonzola e pecorino, poi abbiamo messo mano agli gnocchi,

10.6.11 5.jpg

per finire con dei dolcetti ripieni di marmellata e cioccolatini.

E’ rimasto assai poco, degli gnocchi nulla.

10.6.11 6.jpg

Poi siamo passati al biliardo.

10.6.11 10.jpg

Come rinunciare alla serenità conviviale che precede la partita?

E’ parte integrante della serata che si svolge solitamente in allegria

anche sulle ali di quel piacevole senso si sazietà che deriva da una cena abbondante.

Ma come evitare che il piacere della cena si accumuli sgradevolmente su addome e fianchi?

Permettemi di consigliare sommessamente un regime dietetico-comportamentale per ovviare a questo inconveniente, la “dieta asincrona” che ho sperimentato fino a un certo punto, in questo fine settimana:

Si comincia con un pranzo leggero il venerdì, tipo bistecca e insalata senza pane,

meglio sarebbe una sogliola ai ferri, ma non sempre Maria se ne ricorda,

si partecipa alla serata di biliardo

e il sabato a pranzo ci si limita a un po’ di frutta (ananas, mela, melone, ribes rosso, come mi ha preparato oggi Maria).

Nel pomeriggio attività fisica:

10.6.12 sull'orba 3a.jpgnoi siamo andati con Valter in canoa sull’Orba, accompagnati ad alcuni amici che 10.6.12 sull'orba 4a.jpghanno comprato la canoa uguale alla nostra e l’hanno varata quest’oggi.

Quando la fame comincia a farsi sentire si può assumere un panino piccolo (per me oggi con prosciutto e formaggio).

Dato che il giro in canoa non mi aveva stancato molto, al ritorno mi sono fatto un bel giro in bici con il cane che, è vero, all’inizio un po’ mi tira ma poi comincia a trottare al mio fianco e con la bici senza cambio saltare i cavalcavia…

La sera, sarebbe opportuno cenare con un brodo di verdura senza patate e legumi, un po’ di tonno (sott’olio o al naturale, a scelta) e pomodori e cetriolo con un cucchiaio d’olio extravergine.

Ritengo che in questo modo i problemi della cena pesante del venerdì non si porrebbero.

A me invece si porrano perché questa sera tornando dal giro in bici, alla fatidica domanda di Maria “allora tonno e pomodori?” ho risposto

“No, per dire la verità ho una fame che non ci vedo, fai un po’ pasta”.

E pasta è stata, col tonno è vero, ma una porzione abbondante, molto abbondante, seguita dal formaggio caprino acquistato a Castelmagno.

Va beh, domani proseguirò con la dieta asincrona…

Sempre che non mi venga troppa fame.

Giu 2, 2010 - varie ed eventuali    1 Comment

COSE VECCHIE E NUOVE

Un periodo senza scrivere nulla, non colpa del computer e neppure per mancanza di cose da scrivere. Forse solo pigrizia.
Il nostro gruppo di amici ha continuato con le solite occupazioni e mentre il gruppo del biliardo si strutturava e si ampliava, altri bikers si sono aggiunti per i giri domenicali e il fuoristrada… beh fuoristrada poco, un solo giro con Maurizio e Franco, che come navigatore… ma come fotografo, più che accettabile.
Ma andiamo con ordine.

0 1a.jpgIl venerdi sera è ormai acclarato come momento di riunione collegiale a casa di Franco, per la partita a biliardo, 0 2a.jpgche poi il biliardo… ma si, il biliardo è la scusa, il bello è la compagnia, le prese in giro e soprattutto la cena prima di giocare: una volta è il gorgonzola (un chilo in 4 + un bel salame e una pagnotta da un chilo),

0 3a.jpg

una volta i 4 salumi (salame cotto e crudo, prosciutto e mortadella), una volta la pizza (16 pizze in 6),

0 4a.jpg

una volta i salamini (3 o 4 a testa + un giro di salsiccia magari con una polenta abbrustolita nel forno), una volta farinata, salame e 0 6a.jpg0 7a.jpgRoccaverano, etc.

0 5a.jpg

E poi, non contenti delle libagioni suddette, per finire, una volta il tiramisù, un’altra i cannoli,

0 8a.jpg

un’altra il gelato di Ciccio, non ci facciamo mancare proprio niente. La compagnia va da 4 fino a 8 e vi posso assicurare che ci divertiamo. Chi vince? Ma chi se ne frega, “l’importante è partecipare”!

0 9a.jpg

1 1a.jpgIl giro in fuoristrada si è svolto a Sestri Levante, le strade erano un po’ peggio delle altre occasioni in cui siam1 2a.jpgo andati in considerazione delle piogge che si sono ripetute in questa primavera che stentava a partire, ma non abbiamo avuto grandi problemi, se non nella parte iniziale e abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi preposti:

1 4a.jpg

1 3a.jpg il pranzo al sacco, il percorso sul primo e più divertente tratto del road book, il traguardo a Borzonasca, persino 1 5a.jpgcon una variante su sterrato causa strada chiusa al Colle della Biscia per una manifestazione più a valle, con, infine, la cena nel ristorante che già ci aveva così bene ospitati in una precedente occasione.
Anzi, rispetto alle precedenti occasioni, per la prima volta, abbiamo raggiunto il Rifugio di Pratomollo… che ci faceva un freddo e tirava un vento… ma si era contenti lo stesso.

1 6a.jpg

2 1a.jpgLa mountain bike… abbiamo cominciato col gelo, coperti come orsi polari e andavamo anche bene malgrado la 2 3a.jpgnebbia, la galaverna e il tratturo gelato, poi mi è venuta una tracheite noiosissima e ci siamo un po’ persi. Ma abbiamo ripreso appena possibile e oltre a Luciano e Paolo, una re-entry, si sono aggregati Francesco e Alessandro.

2 2a.jpg

2 4a.jpgPoi ha piovuto, mi è tornata la tosse e io non ho più partecipato, domenica scorsa ho abbozzato un giro sulla bici 2 5a.jpgda passeggio con Jim, il mio cane.

2 6a.jpg

Un tempo giravo in bici con Tom e Giacomo al guinzaglio e andavo benissimo, ma Jim è incontenibile così che ho rischiato di cadere più volte, forse un giorno riuscirò a portarlo a spasso in bici quando non si può andare nei campi, ma per ora è un vero pericolo per la mia incolumità.

2 9a.jpg

E lo scudetto? E la Coppa Italia? E la Champions?
3 1a.jpgAbbiamo festeggiato a casa, passando a casa di amici milanisti e juventini, andando a goderci il casino in piazza 3 2a.jpgper finire come da tradizione con l’imbandierata sulla serranda del macellaio milanista.

3 7a.jpg

 Un anno incredibile che si ripeterà chissà quando, se si ripeterà.

 

3 3a.jpg

A noi comunque resterà il ricordo anche se la cena commemorativa celebrata in quel di Vado e caldeggiata da 3 5a.jpgValter e me, memori di uno 3 6a.jpgsplendido risotto di pesce, non è stata propriamente all’altezza (e il fatto che avessero cambiato il cuoco non ci ha consolati).

3 8a.jpg

Ora anche il cuoco dell’Inter è cambiato speriamo che il suo risotto resti comunque all’altezza, non chiediamo “Tre Tituli” ma qualcosina anche per la prossima stagione…

3 9a.jpg

 

Feb 7, 2010 - varie ed eventuali    1 Comment

A volte ritornano

&

 

Ripresa

“Non mia la colpa, ma della mala bestia”

Non riuscivo più a trovare il modo di arrivare al blog per aggiungere qualche minch…ta cercando tra quelle che regolarmente faccio da solo o in compagnia.

non che fosse una grave perdita nell’economia globale dell’universo, ma mi ci divertivo.

Chiunque condivida  lo stesso piacere, capirà l’esuberante contentezza che ho provato nel vedere che con il nuovo computer ero di nuovo in grado di scrivere sul mio blog.

In questi mesi in effetti minch…te ne ho fatte tante e a raccontarle ci vorrebbe un sacco di tempo,  che poi non ho neppure e quindi mi limiterò a un po’ di foto,

=”center”>che un’immagine spesso vale più di tante parole e ci vuol molto meno tempo

Dunque.x09.12.29 04.jpg

x09.12.29 03.jpgComplice anche il tempo inclemente, si è consolidata la tradizione delle partite a biliardo da Franco con la abbastanza frequente raccomandazione ai partecipanti,

“non venire mangiato del tutto, che portiamo qualcosa e mangiamo prima di giocare”.

 

x09.12.29 02.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

x10.1. 10 3c.jpgFuoristrada poco, anzi niente, non fosse stato per un giro nella nostra campagna che ho fatto conx10.1. 10 17a.jpg Giovannina: lei voleva andare da un nostro amico che compiva gli anni, io ho acconsentito a patto che si andasse a fare qualche foto sul fiume.

dal nostro amico non ci siamo stati tanto, ma di fango il Jimny ne ha tirato su parecchio.

x10.1. 10 23a.jpg

x09.12.27 13b.jpg

 

 

 

Al fiume siamo andati anche in altre occasioni, ma non c’era la neve e la Giovannina si è divertita di più (per non parlar dei cani… e di me).x09.12.26 40.jpg

 

x09.12.26 13a.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima nevicata mi ha permesso comunque di fare qualche bella foto al Jim

 

x09.12.19 60a.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

e a Pepa,

 

x09.12.19 56a.jpg

 

 

 

 

 

 

 

ma si è sciolta subito e a Natale ho deciso che era il momento di cominciare un po’ di attività fisica, poichè la caccia era ormai finita.

Cosa di meglio della mountain bike?

Ed eccomi pronto a partire il giorno di Natale, da solo, tanto per provare se si poteva fare.

 

x09.12.25 046.jpg

x10.1.17 2.jpg

 

 

 

 

 

Visto che non era impossibile, ho coinvolto altri miei amici, prima Dante, poi lui e Luciano, poix10.1.6 1.jpg Cesare, Marco e Paolo. La scorsa settimana Paolo poteva solo al sabato, Dante e Luciano la domenica mattina ed io sono andato prima con l’uno, poi con gli altri e alla fine della fiera mi son fatto più di 55 km di cui una buona metà in sterrati fangosi.

 

x10.1.30 5.jpg

 

 

 

 

 

Non ci ha fermati la neve, il fango, la nebbia, il freddo, la galaverna…

 

x10.1.23 6.jpg

 

 

 

 

Una volta che ero da solo, in effetti il fango mi ha fermato, ma è stato un momento,

 

x10.1.3 5.jpg

 

 

 

una pulitina alla bici e sono ripartito.

Come non rammentare poi il derby?

Il sabato precedente, eravamo in bici con Dante e Paolo, entrambi milanisti, che non riuscivano a mascherare un certo ottimismo, io dicevo che magari un pareggio…

 

x10.1.23 9.jpg

 

 

 

Sul rigore parato da J.Cesar, non ho potuto esimermi dal telefonare a Dante (che mi ha mandato a cag… senza neppure chiedere chi fossi), a Paolo ho scritto un SMS appena finita la partita,

Se restavamo in 7, il Milan vinceva,

forse!

 

 

x09.12.28 004.jpg

 

 

 

Gen 2, 2009 - varie ed eventuali    No Comments

Capodanno

31 dicembre, una soluzione autarchica

 

Un raffreddore infame, vado a lavorare che qualsiasi statale avrebbe chiamato il medico e si sarebbe inzuppato in poltrona davanti alla tv. Poca gente in studio, esco alle 12 e qualcosa, sono d’accordo con la Giovannina che oggi veniamo a comprare i pesci per la cena di stasera, ma sono già qui perché tornare in città nel pomeriggio che magari nevica?

Vado in ben due supermarket, nel primo non trovo l’ingresso e vedendo arrivare due  sessantini mi fermo per vedere come fanno loro ad entrare: scesi dall’auto vengono avanti e mi guardano, si avvicinano ai carrelli, discutono un po’ che non hanno la moneta da infilare che quasi quasi gliela do io così facciamo più in fretta, mi riguardano e cominciano a preoccuparsi, poi il marito di malavoglia tira fuori il portafogli con borsellino e nell’aprirlo mi guarda di sottecchi, anch’io mi rendo conto che la mia presenza può creare malintesi e mi spiego un po’ imbarazzato, “stavo solo ad aspettare per vedere voi da dove entrate, che qui la porta è chiusa”, si allargano entrambi in un sorriso ed entriamo insieme al di là di un muro che nascondeva l’ingresso. Auguri&auguri e io mi dirigo verso il banco dei pesci, non c’è più molto ma la commessa mi svende con un po’ di sconto gamberoni e capesante residui purchè me li prenda tutti e io lo faccio di buon grado. Nell’altro supermarket prendo un polipo e un sacchetto di cozze: i pesci li abbiamo.

Il pomeriggio non usciamo dunque? Ma neanche per idea!

“E se venerdi nevica? Non ho croccantini per i gatti e Valeria mi ha procurato quelli buoni che vanno bene per Orso!”, frattanto si è messo a nevicare ed io e il mio raffreddore ci rimettiamo in marcia, un passo dai nostri amici veterinari per gli ultimi auguri -e per ritirare i croccantini di Orso- compriamo un fiore, un po’ di pane e un chilo di farina.

Torniamo a casa che c’è già un dito di neve per terra, faccio scendere i cani e passo direttamente in cucina, Mariano sta a casa e poi va a vedere la festa coi fuochi in piazza, Valter è a Roma, noi la sera dell’ultimo dell’anno abbiamo deciso di passarla da soli a casina nostra con una bella cena di mare.

Immagine 018.jpg

Iniziamo con un aperitivo a base di Campari, Curacao e Veuve Cliquot che per il colore ottenuto ho chiamato Gasoline e ci accompagnamo le capesante gratinate della Giovannina.

Quindi attacchiamo gli spiedini di cozze, lardo e aglio (rielaborazione mia di una ricetta da un libro di cucina sarda), per poi proseguire con bavette con polipo e cozze (ricetta dallo stesso libro di cui sopra) e terminiamo con una zuppa di lenticchie (tradizione impone!) con polipo, cozze e gamberoni che ho creato sul momento e non mi ha assolutamente deluso (neanche il giorno dopo, quando abbiamo terminato quanto avanzatone la sera prima, anzi direi che era persino più buona).

Abbiamo atteso la mezzanotte, abbiamo risposto a tutti quelli che ci hanno fatto gli Auguri, abbiamo sparato un paio di mortaretti –di quelli piccoli, che mal che vada ti fanno venire una bolla sulla mano- e abbiamo iniziato serenamente l’anno coi nostri cani&gatti piuttosto infastiditi dai botti.

Una versione autarchica del Capodanno, ma non ci lamentiamo neanche un po’.

 

 

Ott 30, 2008 - varie ed eventuali    No Comments

Prossimo fine settimana

Un tranquillo week end di riposo

La scorsa settimana ho avuto un discreto daffare: venerdi a cena da amici, un corso d’aggiornamento il sabato mattina, torno a casa preparo le cose per il mare e poi vado a farmi un giro a caccia. Devo tornare in fretta casa per andare alla festa dei 50anni di Dante, vado a dormire all’1.30 –ora legale- e mi alzo alle 5.30 –ora solare- per portare a spasso i cani, prendiamo anche un fagiano e torniamo a casa alle 9.45.

08.10.8 1a.JPG

Alle 11 arriva Valter con la canoa nuova: nella puntata precedente il SeaTiger I si era sgonfiato per un difetto della camera d’aria termosaldata e il Decathlon ci ha direttamente cambiata la canoa per non farci perdere tempo.

Guido fino a Varigotti, variamo il SeaTiger II

1.JPG

e iniziamo ad immergerci, io ho un po’ di problemi con la cintura dei pesi che non sta su ma mi girano le palle ad andare sulla spiaggetta per mettermi a posto: è popolata di nudisti e questo non mi darebbe fastidio più di tanto, se non da fastidio a loro la mia tenuta tipo omino della Michelin… il fatto più preoccupante è che siano tutti uomini, qualche dubbio lì per lì viene.

PICT0024.JPGMeglio levare la cintura e tornare al campo base, metto in ordine i pesi e faccio un po’ di passaggi per qualche fotografia PICT0033.JPGsubacquea.

PICT0036a.JPG

Intanto è arrivato un amico di Valter e lui sta sulla riva a chiacchierare. Quando sto a mia volta uscendo dall’acqua sento tutta la stanchezza accumulata e, va bene che ero sbilanciato dal tenere in mano i piombi, le pinne e la maschera, va bene che ero imbambolato dalla muta, ma un’onda solo un po’ più alta è riuscita a farmi cadere. E queste sono cose che danno fastidio.

Immagine 108.JPG

2.JPGAnche guidando verso casa ho dovuto fermarmi per un caffè, perché i fanali delle auto cominciavano a sfumare nel buio.

 

Ma ad una certa età succede di patire un po’ la stanchezza e quindi i programmi per il prossimo fine settimana erano ugualmente pieni di attività: venerdi pomeriggio ero indeciso se andare a lavorare, avrei potuto preparare i road books per il giro ad Ormea, il sabato almeno un amico avrebbe dovuto partecipare con un Defender e avevo trovato un navigatore in II per sostituire il Nicolino impegnato in escursioni cimiteriali, altri due amici erano in forse per partecipare; la domenica eravamo d’accordo col Valter per un’uscita al mare o al lago. All’alba, prima di partire, avevo due cani pronti e determinati per un giro a caccia.

 

Poi il navigatore in II ha dato forfait, il socio certo per il giro in fuoristrada mi ha detto che ha dei problemi, gli altri due in dubbio non li ho più sentiti e, pur avendo trovato un eventuale altro navigatore in II, con la sola mia auto mi dispiace un po’ andare alla ventura sulla montagna.

 

Ieri sera Valter non è venuto a casa mia a vedere la partita dell’Inter come di solito (in effetti non ci ha perso niente), un’aspirina e a letto con una camomilla, raffreddato; quindi anche la canoa di domenica sembra allontanarsi.

 

Oh, saranno contenti i cani che andranno a caccia al mattino e poi anche verso sera.

08.9.14 143.jpg

 

E in fondo, se contestualmente mi riposo un po’ anch’io, non sarà forse meglio?

 

Ma oggi è solo giovedì e magari qualche idea mi viene, chissà che ne dice la Giovannina di un giro in canoa o in fuoristrada?

08.8.14 i 026.JPG

 Dirà che le dispiace lasciare a casa da soli Buba infortunata e Orso Grigio che è troppo piccolo,

 

quante palle, li mettiamo in macchina anche loro con Kate e Spack e partiamo, pardon, li mettiamo sull’arca e partiamo…

08.9.14 153.JPG
Ott 12, 2008 - varie ed eventuali    No Comments

Anche le ferie stancano

Una settimana di ferie

Io faccio due settimane di ferie, una dopo la terza domenica di settembre, rientro a lavorare per una settimana, poi un’altra settimana di ferie.

Questa seconda settimana è iniziata con le vicissitudini di Buba, domenica ero una specie di mummia avendo dormito si e no due ore, sono andato due volte dai veterinari con la mia gattina, lunedì l’hanno operata amputando il moncone della zampa,

482005362.JPG 

1265448314.JPGmartedì siamo tornati per il controllo, mercoledì sono andato a caccia qualche ora con Marco, 744275727.JPGabbiamo girato in lungo e in largo senza alzare il fucile, tornando a casa ho trovato Giovannina preoccupata che Buba non mangiava e non urinava e siamo partiti alla volta dell’ambulatorio dei nostri amici veterinari (per fortuna che non ci fanno pagare la tariffa intera, altrimenti lavorerei per pagare i loro compensi).

 

Ce ne andavamo bordesando bordesando col vecchio Samurai quando dietro una curva ho visto uno straccetto rannicchiato sulla strada: era un gattino che cercava quel po’ di tepore che emanava dall’asfalto; raccoltolo abbiamo proseguito.

 

Nel frattempo Buba ha fatto pipì inondando i pantaloni di Giovannina, i veterinari hanno detto che tutto andava bene e hanno dato un’occhiata anche al gattino nuovo, promettendo di trovargli una sistemazione se fosse sopravvissuto.

 

1302499284.JPGPorti a casa un fagottino di pelo e poi lo dai via?1585834841.JPG

 

Ma dai!

Non noi, la sera, viste le dimensioni dell’esserino, era già diventato Orso Grigio e faceva parte della famiglia. Eccettuando Condoleezo, gli altri gatti non hanno apprezzato il nuovo arrivo e l’hanno fatto segno di ringhi e sbuffi, ma si abitueranno, se Orso sopravvive.

 

Giovedì ho lavorato dalle 09.10 fino alle 18.30 in giardino, con una breve pausa per il pranzo,

 

venerdì sveglia alle 07.00 per un giro in fuoristrada col Nicolino, si va a Pian Sottano: uscita al casello 227789296.JPG132944080.JPGdi Finale L. e via verso il Santuario della Madonna della Neve, gli splendidi colori autunnali degli alberi fanno da cornice al sentiero secco e polveroso, il Jimny salta come un canguro sul terreno indurito dalla siccità, noi all’interno siamo sbattuti or qui or là, ma ridiamo sereni.

 

Raggiunto il Santuario, iniziamo la discesa verso Pian Soprano non senza avere dissetato Spack che fa parte della comitiva.

 

Anche qui il sentiero è secco e duro, obbligandoci a prestare molta attenzione laddove dobbiamo superare dei tratti dove i trattori dei tagliaboschi hanno lasciato dei profondi solchi assai pericolosi per la carena dell’auto.

1038320177.JPG

 Comunque non troviamo particolari difficoltà e raggiungiamo il ristorante “Da Piero” senza grosse preoccupazioni.

 

Iniziamo con gli affettati, assaggiamo la farinata, poi ci vengono proposti i taglierini coi funghi in una quantità industriale.

1234169845.JPG

2101035339.JPG

 

Fedeli al motto “se li avanziamo si offendono e poi son così buoni…”, finiamo le 6 o 7 porzioni che ci vengono poste davanti ripulendo anche per bene il piatto di portata.1079732475.JPG Il buon senso ci consiglierebbe di metter fine al fiero pasto, ma la gola è più forte della spada e dunque vai col cinghiale. Anche questo è in quantità industriale, ma noi lo finiamo caparbiamente, anzi Nicolino finisce il panino che ha iniziato pucciando anche nel piatto di portata.

226773781.JPG

 

Al dolce però rinunciamo, ci alziamo per andare a prendere caffè e amaro al banco, Nicolino lo fa con fragore, tirandosi dietro 820273829.JPGe facendo cadere la sedia.

 

Lasciamo il ristorante pieni di quella felicità che viene dal sereno senso di sazietà che deriva da un pasto ottimo e abbondante gustato in letizia.

 

E riprendiamo il giro.

 

Saliamo tra i boschi per poi ridiscendere fino a Bormida. Qui ritorniamo sull’asfalto e ci dirigiamo verso Varigotti per dare un’occhiata alle condizioni del mare visto che il giorno dopo, cioè oggi, 1139225646.JPGsiamo d’accordo col Valter di andarci con la canoa e la muta.

 

Durante la discesa Nicolino si lascia prendere dall’abbiocco e mentre io guido con attenzione curva dopo curva, lui si addormenta profondamente; come potrei esimermi dall’immortalarlo in una foto che, seppure non rende onore al flebile russare del mio amico, esalta la sua espressività mimica?

 

Si risveglia sul lungomare e andiamo a fare quattro passi sulla spiaggia con Spack che non apprezza assolutamente la rumorosità dei movimenti del mare.

71782142.JPG

 

Mentre torniamo a casa, telefona Giovannina che non trova più Buba, Dio del cielo ha solo tre gambe, dove vuoi che sia andata? Ma Giovannina è sempre tragica e a me non resta che pigiare sull’acceleratore.

 

Cerca sotto le ortensie, sotto le rose. Sotto il ribes è inutile che ieri ho dimenticato di chiudere l’acqua del pozzo e ho allagato tutto, mi levo dai piedi la mia compagna, mandandola a cercare in casa e comincio a passare il giardino metro per metro col supporto di una lampada.

 

Chiama, chiama, chiama, la gattina esce dal suo nascondiglio e la trovo in bella vista dietro le viti.

 

Bon anche questa preoccupazione si è risolta.

 

Le ferie stanno finendo, sabato mattina sveglia alle 06.15 e andiamo a caccia con Marco e non alziamo una piuma, alle 10 torno a casa e preparo le cose per il mare, Giovannina non viene, resta nella nostra clinica veterinaria attivata nei suoi reparti di ortopedia e pediatria, mi dispiace ma restiamo d’accordo che saltiamo la cena a Vado e al ritorno ceniamo a casa mia.

 

Alle 12.30 arrivano Valter e Bruna con il secondo a base di pesce e gli antipasti, Giovannina ci promette gnocchi al Castelmagno.

 

E partiamo. La mia macchina oltre a noi tre è colma in tutti i suoi spazi e il nostro arrivo a Varigotti crea nuovamente qualche problema di traffico.

40520658.JPG

 

Raccontare il pomeriggio al mare sarebbe difficile, resti che ci siamo divertiti, che il mare era splendido seppure ormai freddino, che abbiamo fatto un mare di foto, Bruna da terra e noi con la nuova macchina impermeabile di Valter dal e nel mare.

 

771206461.JPGLa partenza con la canoa,278365325.JPG

 

il passaggio fino agli scogli,

560516462.JPG

 

  la discesa nell’acqua fredda un po’ accaldati, prima io,

638612680.JPG2077885921.JPG

 

18503297.JPGpoi Valter, che vista la mia reazione era un po’ restio,

1539251433.JPG

907191530.JPGle nuotate con la nostra mutina nuova,1270729925.JPG

 

le risalite in canoa,

1234768085.JPG

 

l’incontro con qualche pesce,

1907862965.JPG951839169.JPG

 

821206405.JPGil rientro al tramonto,

gli agi del nostro campo base.

 

316175348.JPG

 

 

Se un’immagine vale mille parole…

 

Poi a casa, cena, scaricare le foto.

 

Alzarsi questa mattina alle 7.30 mi è costata fatica, ma dopo le 10 i miei vecchi cani patiscono il caldo e se non li porto a caccia si offendono.

 

 

 

Ott 6, 2008 - varie ed eventuali    1 Comment

Una giornata lunghissima

Sveglia alle 06.15, lunga passeggiata nei campi con Marco, Kate alza un fagiano e lo abbattiamo.

 

Torno a casa verso le 10 e preparo l’attrezzatura per il mare, la nostra intelligence ci informa che le condizioni meteo a Varigotti sono buone, ma vento e mare non lo sono altrettanto. Fiduciosi nelle nostre risorse, partiamo lo stesso.

 

Sempre l’intelligence ci ha informati che hanno chiuso le cabine sulla spiaggia, col Valter risolviamo rapidamente il problema: passiamo al Decathlon e compriamo una tenda a rapido montaggio per ovviare al problema spogliarsi-vestirsi, radunare tutte le nostre cose.

 

La prima impressione che ci viene dal mare è positiva, pare calmo, ma tante vele all’orizzonte mi fanno pensare che tiri vento.

 

Raggiungiamo il parcheggio, la nostra attrezzatura è ingombrante quanto quella della compagnia appoggio di un reparto corazzato, siamo tutti carichi di borse e anche il semplice attraversamento della strada per raggiungere la spiaggia crea qualche problema al traffico.

 

Occupiamo qualche decina di metri quadrati di spiaggia e cominciamo i preparativi, gonfiamo la canoa, montiamo la tenda – Dio mio come è stato facile! -,

cominciamo la vestizione dei guerrieri e ci dirigiamo verso il mare.

 

Arrivando l’impressione era stata di potere affrontare facilmente le onde, mano a mano che ci avvicinavamo ci chiedevamo se mentre ci preparavamo il mare non ci avesse puntati per mandarci tutto in vacca.1767011021.JPG

 

434993299.JPGE comunque entriamo nell’acqua con la canoa in mano, una prima onda entra con abbondanza nell’”abitacolo”, una seconda onda doppia la prima spazzando via le pagaie, ci guardiamo col Valter e, mentre lui tira a riva la canoa, io parto all’inseguimento delle pagaie; recuperare la prima che resta nel bagnasciuga è abbastanza facile con una breve camminata, la seconda tende a prendere il largo e ad allontanarsi verso est. Quando sono con l’acqua alle ginocchia un’alta onda cerca di farmi cadere, vedo la successiva ancora più alta cui non riuscirei a resistere e per evitare brutte figure, con la muta slacciata mi ci tuffo dentro come ai bei tempi e esco dall’altra parte cominciando a nuotare verso la pagaia. La raggiungo con facilità, anche la corrente mi aiuta, ma nel frattempo l’acqua entra copiosamente nella muta, io divento una specie di vescica galleggiante assai difficile da manovrare, la corrente mi porta al largo, la mano destra è impegnata a tenere la pagaia, i piedi tendono per azione della muta gonfia d’acqua a stare fuori dall’acqua; inizio una difficile lotta contro gli elementi nuotando come posso verso riva, un paio di volte penso di mollare la pagaia, ma poi tiro avanti e infine riesco a toccare la sabbia.

 

Ancora un paio di onde alte cercano di abbattermi, motteggiando non ricordo quale film, mi rivolgo al mare “Non riesci a fare nulla di meglio?” e sbuffando come una vaporiera mi dirigo verso il campo base.

 

1398628404.JPGValter intanto si è preparato per provare con la zavorra, io indosso le pinne e la maschera e lo guardo scendere in acqua, intanto riprendo fiato.

 

Vedo un paio di onde schiaffeggiare il mio amico –una di queste saprò dopo che gli ha strappato via lo440837795.JPG snorkel-,

 1619457475.JPG

Bruna fotografa questa mia attesa e allora parto anch’io, nuotiamo per un po’ insieme, con le pinne è tutto più facile, ma comunque piuttosto stancante e la mia gamba sinistra, sempre lei, ad un certo punto comincia a dolermi, dico a Valter che io rientro e insieme ci dirigiamo verso riva.

1575410803.JPG

Se montare la tenda è stato facile, smontarla e ridurla all’iniziale borsa rotonda ha necessitato assai più tempo ma, nella somma del dare e avere, il suo acquisto è stato certamente utile.

638361173.JPG

 

Vado a cercare una farmacia per procurarmi un Voltaren per il dolore a questo punto piuttosto forte e ritorniamo all’oramai solito ristorante di Vado per poi rientrare ascoltando Inter-Bologna.

 

A casa scarichiamo le foto della nuova macchina fotografica subacquea di Valter, la mia macchina è caduta in terra e si sono in qualche modo cancellate tutte le foto che aveva fatto Giovannina, quindi ci salutiamo dandoci appuntamento per la prossima impresa.

 

Con la Giovannina cominciamo a radunare il nostro plotone di gatti, Pepa c’è, rientrano Condoleezo, Eisenhower, Serena, Trepentole e Percivala.

 

Chiamo Buba due o tre volte, eccola fuori dalla veranda, Giovannina le apre e lei entra zoppicando, Giovannina strilla “è andata sotto una macchina!”, la metto sul tavolo e vedo che le manca di netto la zampa posteriore destra con un brandello di carne e osso appeso al moncone per la pelle.

 

Mentre la mia compagna telefona ai nostri amici veterinari non trovandoli, io metto la gattina nella gabbietta da trasporto e dico a Giovannina di chiamare Valter –arrivando a casa avevo bevuto quell’amaro che avrei preferito dopo cena e cui avevo rinunciato per paura dell’etilometro e poi sentivo un po’ le gambe molli guardando la mia gattina-.

 

Valter stava già pregustando il profumo delle sue lenzuola, ma non erano passati 10 minuti ed era già arrivato.

 

Abbiamo caricato Buba in macchina e siamo partiti raggiungendo in pochi minuti l’ambulatorio veterinario aperto 24 ore.

 

Lì hanno medicato ed eseguito la pulizia del moncone, gli esami erano abbastanza buoni.

 

Mentre aspettavamo abbiamo cercato di capire la dinamica dell’accaduto e probabilmente è stato un cane, magari il rottwailer dei vicini che l’ha raggiunta mentre Buba cercava di sfuggirgli arrampicandosi sulla rete metallica o una volpe o un cane da caccia, ma l’ipotesi più probabile è la prima, visto che la gattina non si allontanava mai troppo.

 

La veterinaria di turno voleva ricoverarla in osservazione per poi intervenire sull’arto quando le condizioni fossero stabilizzate.

 

Mi sono reso molto antipatico alla dottoressa, ma ho firmato per la dimissione: vivesse o morisse nel suo ambiente, tra i suoi amici, che ci stava a fare in un’anonima gabbia senza nessuno che le stesse vicino?

 

Siamo arrivati a casa alle 04.10, ho avvisato con un messaggio Marco che non sarei riuscito ad andare a caccia alle 06.45 e i miei amici veterinari, chiedendogli a che ora potevano vedermi Buba.

 

Alle 8 mi avevano già risposto e, malgrado sia domenica, ha ricevuto le cure del caso e già domani potrebbero intervenire con l’amputazione dell’osso rotto.

 

Una giornata che non finiva mai e chi ha un animale capisce perfettamente quanto possa essermi pesata.

 

Auguri Buba.