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Apr 1, 2013 - mountain bike    2 Comments

Tre mesi in bici

Preparazione invernale…

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“Chiusa la caccia, andiamo in bici”, lo dico tutti gli anni ma poi… piove, fa freddo c’è umidità… e poi la nebbia, la neve… va beh poi, non se ne fa più niente.

 

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Ma quest’anno con Luciano abbiamo chiuso il 2012 con quattro uscite il 23, 26, 29 e 30 dicembre e ci abbiamo preso gusto. Abbiamo iniziato con un giretto sulle rive del Tanaro verso Piovera, nell’ovatta della nebbia e nel bianco della galaverna.

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Poi abbiamo allungato gradualmente i percorsi sfidando sentieri fangosi dopo la pioggia e approfittando delle giornate di sole sui sentieri induriti dal gelo, abbiamo così ripercorso la riva dello Scrivia fino a Castelnuovo e, dopo avere raggiunto i confini delle nostre precedenti esplorazioni, abbiamo deciso che con l’anno nuovo avremmo cercato nuovi sentieri e orizzonti lontani.

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Appuntamento per il 1 gennaio, anche per smaltire le scorie dei pesanti banchetti accumulate nelle feste, ma proprio quel giorno la sorte ci pone il problema della pioggia… che fare? Lasciare abortire l’uscita o rischiare un malanno tra le risate degli amici che finora non hanno mai partecipato? “Tenuta da canoa e partiamo”, Luciano è un po’ dubbioso, poi si lascia convincere.

 

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Iniziamo l’anno sotto la pioggia, troviamo un percorso che raggiunge un’antica abbazia presso Rivalta Scrivia e la raggiungiamo all’uscita seguente in una splendida giornata di sole.

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La domenica successiva dirigiamo sulle rive di Tanaro subito dopo la confluenza col Bormida, ci perdiamo la strada arata da un contadino che non apprezza la gioia di un giro in campagna, ma procediamo ugualmente e raggiungiamo una carrareccia proprio mentre comincia a piovere.

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Quando poi arriva di nuovo il sabato, nevica. Dopo qualche perplessità decidiamo di andare lo stesso e abbiamo ragione, a parte il fatto che nella neve non avevamo mai pedalato, riusciamo a goderci la nostra uscita, seppur breve… e un sorso di te caldo presso la cappella della Madonna delle Vigne… che intorno di vigne ne rimangono poche, ma tant’è, la cappella rimane.

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Dopo un successivo breve giro verso la cascina Passalacqua in cui, raggiunta una cava, riusciamo ad impiastrare le bici in maniera immonda

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e un’uscita verso Tortona e lo Scrivia in cui vediamo anche  un branco di caprioli sul limitare del bosco,

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prendiamo la via delle colline e raggiungiamo Fiondi attraverso strade sterrate che ci portano proprio dietro il paese, poi stanchi, rientriamo raggiungendo l’asfalto attraversando un prato in discesa con nostro massimo diletto.

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Il sabato successivo siamo in tre, abbiamo con noi anche Paolo e torniamo a Fiondi. In settimana ha di nuovo nevicato, ma c’è il sole e i panorami sono splendidi. Un motivo di più per apprezzare la nostra uscita.

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Il weekend successivo ancora a Fiondi, con pranzo al sacco, per raggiungere Pecetto, quindi rientriamo attraverso una bella discesa che ci riporta sul percorso fatto all’andata.

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Nell’uscita successiva abbiamo un nuovo amico che ci accompagna sulle strade rese fangose da un’altra settimana di pioggia, è Marco, il figlio del mio vecchio sodale di caccia, che temevo si annoiasse con noi vecchietti, ma i 45 chilometri percorsi fino all’Abbazia di Rivalta hanno reso piacevole anche questa uscita e anche per lui.

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L’uscita successiva porta ancora Luciano e me sulle colline di Fiondi, raggiungiamo ancora Pecetto e stavolta scendiamo lungo una ripida e piacevole discesa verso Pellizzari per rientrare dopo un breve tratto di statale sulla via percorsa all’andata.

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Il 31 marzo è Pasqua, ha piovuto tutta la settimana, decidiamo per un giretto tutto percorso restando sull’argine per non infangarci troppo, ma quando vediamo il Po sullo sfondo e una carrareccia fangosa che ne raggiunge la riva…

 

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è più forte di noi e il giro sull’argine degenera in una scorribanda tra profonde pozzanghere da cui usciamo dopo una perigliosa ricerca di una strada che ci eviti di ripercorrere a ritroso la fangaia.

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Tre mesi abbastanza fitti di uscite in bici, che in teoria dovrebbero portarci ad una forma accettabile per obiettivi più impegnativi senza fare una fatica eccessiva come è capitato lo scorso settembre quando abbiamo affrontato il nostro primo percorso alpino.

Set 24, 2012 - mountain bike    No Comments

Al Vallone del Valasco

Prima uscita alpina.

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Noi siamo gente di pianura….

Che ci facciamo con la bici in montagna?

Le mie ferie continuano senza caccia…

Tempo fa mi aveva punto l’idea di un giro con la m. bike in montagna, ma la mancanza di tempo e di sodali disposti a venire, non mi avevano mai permesso di realizzare il progetto.

Pensavo ad una strada ex militare, con scarse pendenze, da raggiungere con l’auto e da percorrere senza troppa fatica.

Quest’anno pareva fossimo addirittura in quattro a partecipare al proposito, tanto che stavo pensando di affittare un furgone per portare le bici, poi Gigi ha ritirato la sua adesione, Alessandro aveva un impegno e siamo rimasti Luciano ed io. A questo punto bastava la mia auto.

L’obiettivo era di raggiungere Terme di Valdieri e, parcheggiata l’auto, iniziare quella che su un libro era descritta come “una breve salita”, per poi raggiungere il Rifugio del Valasco nel Vallone omonimo e magari salire ancora un poco verso dei laghetti posti più un alto dove avremmo anche potuto visitare delle fortificazioni costruite nel periodo prebellico sul confine francese.

La partenza è stata un po’ tribolata per una certa difficoltà nel riuscire a stipare e legare le bici in macchina senza rovinarne gli ingranaggi  o danneggiare l’auto.

E se nei programmi si partiva alle 09.00, nei fatti si è partiti alle 09.45…

 poi la presenza dei camion nei tratti di statale, poi il bar di Terme chiuso e il dover ritornare a S. Anna per farsi fare due panini, poi… poi abbiamo iniziato il giro, ma se in teoria sarebbe dovuto accadere tra le 12.00 e le 12.30, abbiamo cominciato a salire solo alle 13.20.

 

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Il primo approccio è stato una breve scorciatoia su un 

12.9.21 DSCN1181.jpgsentiero per i camminatori, con un tira e spingi delle bici tra i sassi sulla ripida salita, così, tanto per farci capire che la vita non sarebbe stata facile.

Raggiunta comunque la carrozzabile 12.9.21 DSCN1182.jpgex militare, siamo saliti in sella e abbiamo cominciato a pedalare lungo la sterrata erta di sassi e in lieve pendenza. Che a vederla quella lieve pendenza ci faceva un baffo, ma a salire… il rapporto ridotto trasferiva 12.9.21 DSCN1194.jpggrande potenza alla ruota che finiva per slittare, il passare ad un rapporto più lungo trasferiva una tale potenza al mio apparato cardio respiratorio che mi costringeva a fermarmi. E’ iniziato quindi un fiero combattimento tra noi e la salita fatto di pedalate, soste e camminate con la bici al fianco.

Mentre salivamo riandavo al passo del libro che avevo letto e che descriveva la “breve salita” per farmi 12.9.21 DSCN1197.jpgcoraggio, se si tratta di una “breve salita”… ormai siamo quasi arrivati… e andavo avanti.

Il fatto di essere in un luogo molto bello ci 12.9.21 DSCN1206.jpgdava la scusa per fermarci ad ammirare e a fotografare i panorami, contestualmente riprendevamo fiato, soprattutto io, che Luciano è sicuramente più in forma e allenato, non fuma e ha un regime di vita più attivo del mio che sto perlopiù alla scrivania. Comunque l’altitudine giocava sicuramente una parte in quanto, anche il mio sodale ha ammesso di avere patito un’insolita dispnea non correlabile semplicemente alla salita.

12.9.21 DSCN1207.jpgMa continuavamo a salire tornante dopo tornante, un po’ a piedi, un po’ 12.9.21 DSCN1208.jpgin bici. Dopo un’oretta ci siamo fermati per mangiare il nostro panino, dire che fossi stanco non si può, era che quando cominciavo a salire, vuoi pedalando, vuoi spingendo la bici, una sgradevole sensazione di… era come se qualcuno mi si sedesse sul torace impedendomi di espandere i polmoni.

12.9.21 DSCN1217.jpgPoi anche un gruppetto di camosci ci12.9.21 DSCN1221.jpg ha dato modo di riprendere fiato in maniera dignitosa, mostrandosi sull’altro lato della valle e lasciandosi fotografare, anche se la piccola Nikon che mi ero portato non era efficace a quella distanza.

E riprendiamo la marcia.

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12.9.21 DSCN1225.jpgUna cascatella, un paio di rocce sul sentiero, altre scuse per una foto e per rifiatare, poi la salita si addolcisce, il torrente sale e si avvicina al sentiero, raggiungiamo un gruppo di larici con l’acqua che ruscella poco distante da noi, siamo quasi arrivati, di là dagli alberi indoviniamo il Vallone del Valasco.

Poco dopo, soddisfatti, usciamo dagli alberi e ci 12.9.21 DSCN1230.jpggodiamo la vista delle montagne che si allargano liberando un ampio pianoro col limpidissimo ruscello che scorre al 12.9.21 DSCN1237.jpgcentro, là in fondo la ex casa di caccia reale.

Percorriamo il sentiero fino a dove ricomincia 12.9.21 DSCN1239.jpga salire verso i laghetti che stanno là in alto… e ci fermiamo. Siamo in ritardo sui 12.9.21 DSCN1245.jpgtempi, l’aria comincia a diventare fresca, non sappiamo se i fieri sassi lungo la discesa ci daranno altre sorprese, meglio rientrare. Ancora una foto e prendiamo la via del ritorno.

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12.9.21 DSCN1253.jpgIn discesa non abbiamo problemi di 12.9.21 DSCN1257.jpgrespirazione, solo di tensione per tenerci in equilibrio evitando gli ostacoli dati dai sassi e dai buchi, talora rallentiamo, talora 12.9.21 DSCN1258.jpgprendiamo coraggio e velocità affrontando dei tratti meno sconnessi. Per noi gente di pianura è esaltante questa discesa che non ci permette di perdere di vista un attimo la strada per evitare quel sasso che ci potrebbe far cadere.12.9.21 DSCN1262.jpg

Ma non cadiamo, giusto il tempo per qualche foto e per risolvere un piccolo problema al freno anteriore di Luciano, poi raggiungiamo l’auto.

12.9.21 DSCN1263.jpgSi torna a casa soddisfatti e con il proposito di ripetere l’esperienza, magari preparandoci (o preparandomi) un po’meglio sotto il punto di vista atletico e tenendo presente che se 5 km di salita sono una “breve salita”, se Terme di Valdieri si trova a 1368 m. e il Rifugio di Valasco a 1763 in quei 5 km si superano 400 m. di dislivello che per gente di pianura come noi non sono cosa da poco. Se poi c’è sovrappeso, scarso allenamento ed abitudine al tabacco… come mi ha confidato Luciano…”ad un certo punto, ogni volta che ci fermavamo, temevo che mi dicessi che volevi tornare indietro”.

Invece non ci ho neppure pensato.

 

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LaValle di Valasco vero Terme di Valdieri..