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Ago 19, 2012 - fotografia    No Comments

In Val Gesso

 

Salvati da un bassotto e altre storie

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Sveglia alle 07.15… una vera fatica alzarsi…

Ieri in bici, nel letto sentivo i muscoli indolenziti, il caldo afoso, una stramaledetta zanzara che mi veniva a ronzare nelle orecchie… alle 02.30 ero ancora a leggere delle Alpi Marittime, poi ancora Luca Goldoni e finalmente mi sono addormentato. Ovvio che quando Maria ha provato a svegliarmi non potevo fare altro che girarmi   dall’altra parte con un grugnito. Il secondo grugnito è uscito alle 07.30 quando mi sono rigirato per spegnere la sveglia. Alle 07.45 Maria mi ha svegliato di nuovo e questa volta mi sono proprio dovuto alzare. In fondo, date le premesse, arrivare al casello alle 08.25 con soli 10 minuti di ritardo è stato un ottimo risultato.

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Restava ancora da decidere la meta, Alpi Marittime o3.jpg Moncenisio? Ci eravamo anche procurati il “passaporto” per l’espatrio di Jim, ma il pensiero delle code al confine… andiamo a Entracque e alle Terme di Valdieri.


Su guida GPS siamo arrivati abbastanza in fretta a Terme di Valdieri e qui volevo 5.jpg4.jpgsalire verso il Vallone di Valasco, ma ho sbagliato il bivio e siamo arrivati in un ampio pianoro dove abbiamo camminato un po’, fatte tante foto e goduto del fresco della montagna.

 

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7.jpgAlle 12.40 si è cominciato a pensare che fosse 6.jpgmeglio cercare un posto per mangiare e, anche in considerazione della quantità di gente che c’era in giro, personalmente dubitavo di trovarlo. Scesi a Terme di V. abbiamo mandato Maria in un ristorante ma non c’era posto, altri ristoranti non ne abbiamo visti e cominciamo a scendere. A questo punto chiedo a Domenico, il nostro specialista in tecnologie, di trovare un ristorante e lui comincia ad armeggiare col suo GPS,  “ce n’è uno a 4 km verso nordest”, io guardo il sole e dico che dobbiamo scendere, Domenico armeggia con la bussola del GPS e conferma. Ripartiamo e dopo 4 km giusti ecco un bar ristorante sulla destra con un’ampia veranda che guarda il torrente. Mi fermo ma, mentre Maria già slaccia la cintura per scendere a chiedere se c’è posto, arriva Domenico “aspetta, me lo da più in basso” e aggiunge “vedo già la bandierina…!” lasciandoci piuttosto perplessi sulla natura di detta bandierina. Riprendiamo la discesa verso la fantomatica bandierina e raggiungiamo S. Anna di V., troviamo un ristorante, che non era quello indicato dal GPS, ma comunque anche qui non c’è posto e un bar vicino ha finito i panini. Non ci resta che tornare alla trattoria poco più in alto col persistente dubbio di cosa potesse indicare quella bandierina.

Ancora prima di scendere dall’auto, un cartello col cagnolino e la scritta “io resto fuori” mi mette subito di cattivo umore, ma l’entusiasmo dei miei sodali alla notizia che ci danno da mangiare mi costringe a parcheggiare nella mezz’ombra data dal ristorante e ad entrare.

Ma sono di cattivo umore e come sempre non sono capace di nasconderlo, esordisco con “mi può portare una forchetta, per cortesia?” alla volta del ristoratore venuto a prendere le ordinazioni, “perché, cos’ha questa?”, “è sporca!”, lui prende la forchetta e va via. Mi porta la birra e io comincio a berla mugugnando, m’importa una pipa che la birra non sia abbastanza fresca, penso a quanto caldo ci sia in macchina e ho voglia di alzarmi e uscire ad aspettare che gli altri finiscano di mangiare, quel che mi fa rabbia è che siamo nella veranda, all’aperto, che fastidio può dare Jim?

Il mio malumore sale, ormai sono deciso a cercare un panino in un bar, sto per alzarmi quando Vanessa “e si che quelli lì un cane ce l’hanno…!”, mi volto e vedo un bassotto sotto un tavolo vicino, lo vede anche Maria che parte in tromba e va a protestare. Passa solo qualche minuto e Maria torna con l’autorizzazione per fare entrare Jim. Pochi minuti dopo, parcheggiata meglio l’auto, Jim è sdraiato al fresco accanto alla mia sedia. Il pranzo era buono, non eccezionale, ma per un prezzo assolutamente accettabile e nessuno ha più trovato da protestare. Un bassotto ha rimesso sui giusti binari un pranzo che mi stava andando di traverso ancor prima di iniziare a mangiare.

9.jpgFatte due foto alla cascatella che vedevamo dal 10.jpgristorante saliamo di nuovo verso Terme di V. senza peraltro esimerci da una sosta per attraversare un ponte sospeso che ci porta fino al torrente dove facciamo bere Jim un po’ infastidito dal rumore dell’acqua, fotografiamo una nutrita colonia di farfalle, saltelliamo “agilmente” sui 11.jpgsassi, per poi tornare a passare sul 12.jpgponte. Che poi nessuno di noi pensava di poter cadere nel torrente sottostante, ma quando arrivi a metà del ponte mentre qualcun altro inizia a camminarci… quello inizia a dondolare e a vibrare dandoti una sensazione di disequilibrio che, per 14.jpgesempio, ha costretto Jim a camminare pancia a terra con 20.jpgfrequenti trepidanti soste e Maria a fare l’ultima parte di corsa. Nel complesso, possiamo solo dire che 19.jpgè stato assai divertente.

Risaliti a Terme di V. imbocchiamo il bivio giusto per il Vallone di Valasco, ma dopo un paio di curve ci troviamo con la strada chiusa da un divieto di passaggio e un parcheggio completo. Non ci resta che tornare indietro e dirigere verso Entracque come avrebbe già voluto Domenico.

21a.jpgRaggiunta l’amena località turistica, la troviamo invasa da un’orda di varia umanità che rende difficile il passaggio, senza parlare di parcheggiare che sarebbe cosa davvero impossibile. Raggiungiamo dunque una diga, dove un po’ per il sonno, un po’ per il caldo, do segni di cedimento e fatte ancora un po’ di foto, decidiamo di scendere verso casa.

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Mi dispiace di avere abbreviato la giornata in montagna dei miei amici e un’oretta di aria 23.jpgcondizionata mi rimettono in discreta forma, quindi, giunti a Pollenzo, mentre passiamo lungo il vecchio muro della ex riserva di caccia dei Savoia, cui tanto tiene Mariano, decido di andare a vedere la chiesa il cui 24.jpg25.jpgcampanile svetta sulle case del paese.

Entrati nella piazza, troviamo una serie di strutture risalenti all’epoca monarchica che stimolano la nostra attività fotografica e io scopro che quell’Università del gusto cui aveva accennato Mariano esiste 

27.jpg29.jpgdavvero con la più pomposa dicitura di “Università di Scienze Gastronomiche”.

Che sorge spontaneo un dubbio, i docenti saranno cuochi o medici dietologi con una particolare    attitudine a mangiar bene?

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Ripartiamo, ma la “scienza gastronomica” lavora nel subconscio di Maria che quando passiamo in Alba e vede che il negozio delle specialità di Langa è aperto, mi fa fermare per “un’occhiatina veloce, solo per vedere cosa vendono…”. Domenico è un po’ perplesso,  ma mi segue volentieri nell’inversione per raggiungere il negozio.

Io resto fuori con Jim, Maria, Vanessa e Domenico entrano. Poi i padroni mi invitano ad entrare anche col cane e facciamo il nostro ingresso in questo ambiente ricchissimo di cose buone, vedo gli occhi lucidi di Maria, la curiosità golosa di Vanessa e Domenico, comincio a temere una nuova attesa come la volta del miele in Val Maira e preferisco uscire, magari sapendo che li aspetto nell’afa…

I minuti passano lenti, poi finalmente escono, Domenico ha già in bocca il gusto di pane caldo, burro e tartufo che preparerà appena arrivato a casa, Maria già si gusta un risotto con Castelmagno e tartufo da preparare domani sera… che dire? Due docenti per l’università del gusto!

La prossima volta? Mi piacerebbe un giro in bici in trasferta, su una strada senza troppi sassi e con pendenza abbordabile, riuscirò a trovare qualche sodale per affrontare anche questa avventura? Vedremo.

 

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Ago 8, 2012 - fotografia    No Comments

Ancora a Elva

Ritorno a Elva

A fotografar marmotte

Il caldo della pianura è insopportabile… con Domenico siamo d’accordo di andare a fare qualche foto in montagna… perché non tornare a Elva?

12.8.5 1.jpgPassiamo dalla Val Varaita per raggiungere il Colle di Sampeyre, ma questa volta ci accoglie una giornata uggiosa, tra svolazzi di nebbia e spruzzate di pioggia… e che ci importa? Almeno fa fresco.

Raggiunto il passo comunque il tempo migliora e, a 12.8.5 2.jpg12.8.5 4.jpgtratti, spunta persino il sole coi colori che diventano subito più luminosi.

Lasciata l’auto seguiamo il sentiero osservando i prati alla ricerca delle marmotte, 12.8.5 2a.jpgma non riusciamo a vederne.

12.8.5 3.jpgNon ce ne preoccupiamo, ci godiamo il fresco dei 2000 metri e quel poco 

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di panorama che ci 

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consente la nebbia,



poi si
va a pranzo alla Locanda di Elva.


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Ottimi ancora i ravioli e l’agnello con12.8.5 13.jpg le patate, ottima l’atmosfera conviviale favorita da un buon dolcetto… non ci resta che fare un riposino nella piazza prima di tornare al Colle di Sampeyre.

12.8.5 16.jpgSul passo ora il tempo è  proprio grigio e pioviggina,
scendiamo alla baita per acquistare il formaggio poi proviamo a cercare 

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le marmotte, finalmente Domenico ne vede una, si 

piazza per la foto… arriva Jim di gran carriera e quella s’intana.

12.8.5 15.jpgMa non demordiamo, scendiamo per qualche centinaio di 12.8.5 18.jpgmetri e finalmente riusciamo a fare qualche foto ad una marmotta e al suo pargolo, la luce non è buona, ma comunque i soggetti sono davvero simpaticissimi.

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12.8.5 21.jpgPoco distante un’intera famiglia di 12.8.5 20.jpgmarmotte si lascia fotografare senza particolari timori, anche perché abbiamo lasciato Jim in auto.


 

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12.8.5 23.jpgRaggiunto l’obiettivo marmotte, 12.8.5 24.jpgscendiamo ancora e Maria, Vanessa e Domenico vanno a comprare il miele, incredibile il tempo che ci mettono, tanto che quando alla sosta 12.8.5 25.jpgsuccessiva Maria, che voleva trovare la ricotta tanto decantata dal cuoco della locanda, trova chiuso, non posso fare a meno di gioirne.

La tappa successiva è il vecchio borgo 12.8.5 26.jpgdi Molino, si quello del geometra Walser, dove ci aggiriamo tra le vecchie 12.8.5 27.jpgcase di pietra con Domenico che è particolarmente interessato ai macchinari della segheria.

Ma la giornata sta per finire e ci rimane la lunga via del ritorno, dobbiamo ripartire.

Ci godiamo ancora l’Orrido d’Elva, strada 12.8.5 29.jpg12.8.5 30.jpgbellissima da guidare, soprattutto se non capita di incrociare qualcuno, Maria patisce un po’ gli strapiombi, ma alla fine è assolutamente soddisfatta.

 

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12.8.5 13a.jpgIn effetti siamo tutti soddisfatti… e 12.8.5 DSC_0326.jpggià stiamo preparando una gita per ferragosto a fotografare… vedremo.

 

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