05/11/2011
1.11.11 Giro dei Santi
Cominciamo male …
Il più tradizionale dei nostri giri, quello dei Santi, sembrava avviarsi ad involtolarsi su se stesso mano a mano che i partecipanti… Mariano per cimiteri, Gigi a pochi giorni dalla partenza… per cimiteri, che da Mariano ce lo si poteva aspettare, ma Gigi… Dio Santo…!!! Il più entusiasta tra tutti noi e ci molla così…! mah, ormai nulla più mi meraviglia.
Restiamo Maurizio (che dopo l’ultimo Grand Tour di Giugno…cui non ha partecipato, non si è quasi più sentito), Pietro (che il suo 90% di probabilità di partecipare ormai è mitico…) ed io. Maria si propone stranamente entusiasta come mio secondo, forse vedendomi pessimista e imbronciato ha pensato così di sollevarmi il morale, Franco è presente come secondo di Pietro, Luciano si è aggregato, Carlo mi ha fatto sapere di essere disponibile come secondo di Gigi (sigh!).
Lunedi ho avuto conferma della presenza dei miei due amici, in questo modo era possibile piazzare anche i tre navigatori senza deludere nessuno, tutto è bene quel che finisce bene, non mi resta che prenotare il pranzo alla trattoria “da Piero”.
Ma ho fatto il conto senza l’oste…. La trattoria domani è chiusa.
Dopo Gigi, ci tradisce Piero! Riposo settimanale, d’accordo hanno diritto anche loro a un giorno di festa, ma… proprio domani? La vita è crudele con chi organizza i giri e già pregusta un ottimo pranzo con gli amici.
Chiamo Maurizio e gli propongo una variazione del percorso e il pranzo o in un agriturismo sopra Finale o direttamente sul mare e lui è d’accordo. Telefono quindi all’agriturismo e riesco a prenotare per 8 (“si mangia dall’una”, “si ma fino a che ora ci date da mangiare?” “alle due, alle tre, alle quattro…” mi piace questo discorso, si mi piace proprio! Un po’ di elasticità fa sempre piacere a chi organizza un giro), quindi confermo a Maurizio il punto di ritrovo e studio il percorso, fare prima il pezzo da Mallare o quello da Osiglia? Arrivare con l’autostrada o con la statale? Ma che me ne importa, comunque domani …
si parte.
Un filo di ritardo ma nulla che rovini il morale della truppa, imposto il GPS su Osiglia e via in autostrada. Raggiungiamo Altare dove solitamente usciamo, io non leggo bene il GPS, lui non dice nulla, esco non esco… esco. No ca… dovevo prendere il casello successivo, va beh
volevo iniziare col sentiero da Osiglia che non facciamo più da un pezzo, partiremo invece da Mallare. I miei sodali non ricordano una pipa del percorso e non si accorgono di nulla.
A questo punto volevo condurli fino a una vecchia struttura militare fortificata molto particolare che sbarrava l’accesso alla valle, ma non imbrocco il bivio e arrivo
direttamente in paese accorciando di un bel pezzo la strada che percorriamo di solito ma ovviamente nessuno si accorge di nulla (Dio mio come sono bravo nei miei errori!!). Raggiungiamo Mallare e iniziamo a salire sullo sterrato verso la Colla di S. Giacomo con Maurizio capofila che si ricorda del
percorso, testuale, mano a mano che ci passa. Raggiunto il passo e fatte un po’ di foto, cominciamo a scendere verso Pian dei Corsi. Arriviamo all’asfalto e io cerco la via che successivamente ci porterà all’agriturismo e dico ai miei amici di memorizzare
il punto perché tornando in discesa è difficile individuarlo, tempo sprecato.
Seguiamo l’asfalto fino al Santuario della Madonna delle Nevi dove facciamo altre foto sotto e alle pale eoliche
poi imbocchiamo lo
sterrato in discesa. Maria comincia a patire i solchi sullo sterrato, i salti, le ripide discese, le pozze fangose e, un po’ per fare qualche foto, ma soprattutto per togliersi dal “pericolo”, scende dall’auto e fa un pezzo a piedi. Scendiamo tra i castagni sul sentiero

asciutto e duro (Pietro aveva avuto notizie dalla sua intelligence che avremmo trovato un fondo estremamente fangoso e come non essere d'accordo con i suoi

informatori pensando a quanto successo nel Levante… ma nei fatti tali notizie si sono verificate assolutamente inesatte).
Mentre con Maria scendiamo alla testa della colonna, possiamo ammirare prima due caprioli che fuggono al nostro arrivo, poi anche due pernici rosse che non posso esimermi dal fare alzare da Jim –quando avrà ancora la possibilità di assaporare il profumo delle rosse?-, poi raggiungiamo l’asfalto. La truppa smania per il
pranzo, “è già mezzogiorno!!”, “non dobbiamo far tardi!!”, “c’è Zoh” e così via. Ma la mia determinazione è incrollabile, senza porre tempo in mezzo svolto verso Osiglia deciso a fare ancora il tratto di percorso che avrebbe dovuto essere quello iniziale.
Raggiungo il bivio, a sinistra la Madonna delle Nevi a destra Osiglia a 9 km. Ma 9
km di curve, poi il tratto off road, poi tornare al Santuario, arriviamo a mangiare minimo minimo alle due, va beh dai, svolto a sinistra e cominciamo a cercare lo sterrato che ci porterà al ristorante. Avevo detto ai miei amici di memorizzare il punto, ho sostenuto tempo sprecato, Pietro quando mi sono fermato al bivio per poco non mi tamponava, va beh chiacchieravano…
Iniziamo la discesa verso Finale, in breve raggiungiamo il bivio che l’ultima volta con Maria ci ha portati su un lungo giro intorno all’agriturismo e questa volta non mi lascio fregare, in pochi minuti raggiungiamo il ristorante. E’ la una passata da poco, la truppa è felice per il pranzo imminente e io sono soddisfatto di avere raggiunto l’obiettivo con pochi e non significativi svarioni.
Il pranzo è ottimo e abbondante a parere di tutti,
il prezzo più che accettabile, acquistiamo olio, miele e marmellata, la signora ci fornisce la ricetta delle frittelle liguri che hanno sbancato e si riparte.
Ci resta da percorrere il sentiero nella faggeta che con l’autunno ci accoglie con splendidi colori e spazi di una luminosità quasi irreale, ancora
qualche sosta poi raggiungiamo il Melogno.
Qui la truppa si divide in due gruppi, i “teneri” che fanno fuoristrada perchè a mezzogiorno si mangia e vogliono essere a casa presto anche a costo di sacrificare il giro a queste loro priorità e gli “irriducibili” a loro volta divisi in “duri” cui poco importa dell’ora del ritorno, ma non transigono sull’ora del pranzo e i “duri e puri” cui non importa né dell’ora del ritorno né dell’ora del pasto o addirittura neppure del fermarsi a mangiare pur di concludere il giro. Per capirsi, Pietro, Luciano, Franco e Carlo hanno
preso la via del ritorno sulla Statale convinti di
fare una furbata evitando di trovare traffico in autostrada, Maurizio e Betty, i “duri” del gruppo e Maria ed io, i “duri e puri”, siamo scesi su sterrato fino al casello di Finale per poi rientrare, fatte le foto di rito sulla via, abbreviando i tempi in autostrada, senza tralasciare la doverosa sosta per un caffè all’autogrill.

Conclusione: una splendida giornata di fuoristrada, con un pranzo apprezzato da tutti malgrado la serrata di Piero, il rientro a casa alle 18.45 per i “teneri” e alle 19.05 per gli “irriducibili”, con un diversità nei tempi quindi che non giustificava la ritirata dei nostri amici che non confidavano nella loro “guida”.
16:27
Scritto da: giovannino16
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