Lug 29, 2014 - escursioni, Senza categoria    No Comments

Più forti del clima – Alla batteria di Pattacroce

14.7.20 SDSC_0821Pare assolutamente incredibile.

Eccoci qui a 2400 metri il 20 di luglio, in una giornata tipicamente invernale, a marciare con i nostri amici su un’ardita strada militare verso la spianata di Pattacroce e i resti delle batterie del Vallo Alpino poste a difesa del valico del Moncenisio.

Siamo partiti poco dopo le 09.00 e, raggiunta Susa sotto un cielo percorso da nuvoloni grigi e tra irregolari spruzzi di pioggia, abbiamo preso a salire verso il valico. Costeggiato il lago artificiale abbiamo imboccato la stradetta che porta al Piccolo Moncenisio

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e presso la cappella di S. Bartolomeo abbiamo superato un ponte di legno per dirigere verso sud e verso la partenza del sentiero.

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Siamo scesi dall’auto e per il capobranco sono iniziati i problemi, già aveva stupito la presenza di Franco seppure le previsioni meteo fossero di pioggia in tutto il nord, anche Rita e Luciano non sono gli stessi dello scorso anno e Maria, seppur temprata dalle uscite ripetute…

Il termometro dell’auto segnava 8°, una pioggia sottile e resa impertinente dal vento non migliorava la tensione verso la cima, mi sono fatto un giretto intorno alle auto, ma ero pessimista. Il partito “della polenta” sembrava prendere piede nei sondaggi. Umidi e infreddoliti i componenti della spedizione sembravano più vicini al ristorante che alla cima di Pattacroce.

Ma ecco che mentre si allacciava gli scarponi, il capobranco, fedele al detto “le chiacchiere smorzano l’entusiasmo, solo l’azione l’accende”, se ne viene fuori con una delle sue solite frasi senza possibili obiezioni “voi fate quel che volete, Jim ed io andiamo”.

Alea iacta est.

Con espressioni ancora poco convinte ecco anche gli altri che continuano a prepararsi per l’escursione,

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raggiungiamo in auto i due nidi di mitragliatrice posti sulla riva del lago, mentre un timido sole viene a portare un saluto che pare di buon auspicio per la salita.

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Dura assai poco. Riprende presto a piovere.

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Tagliamo ogni tanto saltando i tornanti,

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ma il problema è il vento che

porta la pioggia di traverso sollevando le mantelle e bagnandoci senza compassione.

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Il morale resta comunque alto e raggiungiamo le postazioni difensive del Vallo Alpino.

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E’ qui che vedo il capobranco iniziare a soffrire,

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 vuoi per il freddo, vuoi per l’umidità… la fatica non era un problema, ma la gamba comincia a fargli male,

prosegue lo stesso

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ed eccolo sulla cima a litigare col vento e il filo spinato.

L’ho già visto così a caccia, trascinare la gamba, ma continuare a camminare;

anche ora non si smentisce e, mentre le donne con Franco si fermano al riparo del vento,

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con Luciano saliamo alla casermetta e esploriamo gli ingressi delle postazioni.

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Gli spiace di non essere attrezzato per procedere nei freddi cunicoli, ma sono sicuro che nei suoi pensieri sta già studiando di come tornare equipaggiato per la bisogna.

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E viene il momento di tornare alle auto,

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forse con la scusa di qualche foto il capobranco rallenta un po’ la marcia per dare tregua alla gamba,

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ma in breve arriviamo sulla riva e possiamo prendere la via di casa.

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Non senza  fermarsi a Plan des Fontanettes per comprare pane e formaggio del posto.

Anche oggi mi sono proprio divertito, seppure mi sia spiaciuto per gli acuti richiami delle marmotte spaventate probabilmente dalla presenza di un cane, ma vi assicuro che non ce l’avevo assolutamente con loro.

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Alla prossima.

 

 

Più forti del clima – Alla batteria di Pattacroceultima modifica: 2014-07-29T21:56:26+00:00da giovannino16
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