Giu 14, 2013 - fuoristrada    No Comments

Doppio Giro di Giugno – Sarzana

I soliti tre uomini a zonzo

-senza tacer del cane-

III parte

A Sarzana

La vacanza volge al termine.

Siamo stanchi per la giornata precedente.

Avrei detto che mi sarei svegliato tardi, anzi che avrei fatto fatica ad alzarmi.

c1.jpg

c2.jpgInvece eccomi sveglio alle 06.30, anche Jim è piuttosto stupito.c3.jpg

Riposto Pirandello nella borsa, preferisco ascoltare un concerto per merli e uccellini che viene dal bosco osservando il verde degli alberi dalla finestra della mia stanza.

Poi barba e doccia, due chiacchiere con Mariano mentre Gigi termina gli ultimi ritocchi per conservare la sua inappagabile c4.jpgapparenza, poi la colazione… e viene il momento di lasciare la Fravizzola dove, personalmente, posso dire di essermi trovato benissimo.c6.jpg

Dirigiamo verso Sarzana, raggiungiamo v. S. Francesco e iniziamo il giro seguendo le note del road book stranamente senza problemi, ci addentriamo nel bosco sitibondi di sterrato e con la presunzione della certezza delle indicazioni… che peraltro sono esatte, ma dopo un bivio… sorpresa!!

 “PROPRIETA’ PRIVATA. DIVIETO D’ACCESSO”

Il road book ci indicava di proseguire parlando di divieto illegale, il cartello di fermarci. Dopo un breve istante di indecisione, dietrofront e passo di marcia. Non vale la pena cercarsi delle inutili discussioni.

Dirigere fino alla prossima nota con le coordinate di long. e lat. date al mio GPS cotto dagli anni e dagli scossoni? Perché no? L’alternativa è interrompere il nuovo giro che abbiamo appena cominciato, con nostro massimo scorno e delusione.

E quel “cotto” del mio GPS ci porta verso la collina.

Fui io a sbagliare? Fu lui ad essere confuso?

Quando ci dice “arrivo” non siamo nell’agognata via Prula.

Serpeggia un moto che vuol portar la truppa ad altro giro, a Carrodano per esempio.

c7.jpgMa, fedele all’antica amicizia che con lui mi lega, ripeto al GPS i numeri da seguir per ottenere il risultato… e lui mi segue nella ventura facendoci inforcare uno sterrato. Si va lungo la collina dirigendo verso quel che potrebbe essere il vero arrivo.

E il giunge e fu via Prula.

Riprendiam la via seguendo le nostre note e siamo inseriti in perfetto stilec8.jpg in ciò che la rivista attesta… una splendida discesa, qualche ripida salita… poi incontriamo un tavolino che fa da tappa al passaggio di una manifestazione di mountain bike, chiediamo dunque lumi su ciò che ci può toccare a proseguire. Sorridenti, i due lì posti ci dicono che potremo incontrare i c9.jpgciclisti nel seguitare sulla via. Se vengono in salita non mettono paura e basterà porci a lato per dare strada ai pedalanti… e proseguiamo.

I primi che incontriamo son bikers fai da te che a noi chiedono c10.jpgindicazioni su come proseguir la loro gita.

Poi, nell’arrivare di gruppetti sparsi vediamo la bisogna di fermare le auto al ciglio e dare c11.jpgloro strada, che Gigi ed io sappiamo quanta fatica ti porta l’affrontare la salita.

Quando ormai pensiamo che ognuno pedalante sia passato, ripartiamo e giungiamo a un tratto da pioggia fatto in guisa di solco pericoloso per la coppa, il differenziale e la carena.

c12.jpg



c13.jpg




Fu vera gloria? Senza alcun problema, allegramente e soddisfatti, noi passammo senza tema, per scendere poi verso un ameno paesino.



c14.jpg

Un po’ di asfalto per risalire le colline, poi un facile e scorrevole sterrato.

Quando raggiungiamo ancor la cresta sta piovendo forte e il road book ci pone a seguir un tratto definito “arduo”… ci conviene?

Mariano ed io opiniam per metter fine al giro ed infilar le gambe sotto il tavolino di un’allegra trattoria… dice per radio Gigi “sono assolutamente d’accordo!”.

Di fronte a un tale voto unanime, potevamo non puntare a valle e cercar ristoro… e cibo… e un buon bicchier di vino?

Entrammo nel ristorante in tre… con Jim, ma non fummo ancora accomodati al nostro posto, che il cane, forse per le curve, forse per il mangiar pesante della sera prima, sul pavimento del vomito biliare immantinente emise. Uscii di nuovo e, sotto la pioggia, lo ricondussi all’auto.

Poi tornai al tavolo e, pulito il pavimento delle emissioni gastriche del mio cane, potei godermi un ottimo antipasto e spaghetti con le cozze veramente buoni.

Il giro era finito, ci salutammo cordialmente con il sodale Gigi, poi ancora al bivio per l’A7 per radio…

Stanco arrivai alla magione e, sia il giro, sia il lavoro, sia pure la stagione…

 dopo quattro giorni, ancor son stanco,

ma mi piace ripensare a quei momenti che vivemmo coi sodali, tra la Liguria e la Toscana.

ALLA PROSSIMA!!!

 stem 2.jpg

 

 

Doppio Giro di Giugno – Sarzanaultima modifica: 2013-06-14T14:10:49+00:00da giovannino16
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento