Giu 12, 2013 - Senza categoria    No Comments

Doppio Giro di Giugno – San Cassiano

I soliti tre uomini a zonzo

-senza tacer del cane-

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II parte

A San Cassiano

I muri dell’agriturismo non sono spessi e se alle sei Mariano si mette a parlare al telefono lo sento e mi sveglio… perché parla forte? Ma no, perché ho un udito finissimo e, lontano dalle mura domestiche, probabilmente non sono a mio agio. Sta di fatto che alle 06.12 ero già sveglio.

b.jpgChi ci è abituato… sa cosa fare alle 6 del mattino, io non ho avuto altro modo per passare il tempo che sedermi sul terrazzino in pigiama e jeans a leggere quell’Uno, nessuno e centomila che forse la mia insegnante avrebbe voluto leggessi al liceo. Avevo comunque più buonsenso a diciott’anni, Pirandello mi ha fatto rimpiangere il libro sulla storia dei Templari che stavo leggendo a casa, ma questa è ovviamente una questione di gusti ed esula dal contesto del racconto.

Quando Mariano è apparso in terrazza con un pigiama bianco che mi è parso a pallini, avevo già provveduto alla barba e alle mie quotidiane abluzioni, senza tacere il giretto con Jim che pareva particolarmente apprezzare il luogo. Alle 07.00 ho verificato che fosse sveglio anche Gigi e in perfetto orario abbiamo fatto colazione.

Dunque, si parte… il mio GPS ci manda in salita (scopriremo in seguito che non leggendo il tratto di strada fino alla pizzeria cerca un’alternativa possibile mandandoci a spasso!) ma dopo una serie di curve nel bosco decido che forse è meglio tornare indietro e prendere una strada certa. Dopo una mia impellente necessità che ci fa perdere pochi minuti e trovata una farmacia per il gastroprotettore di Gigi, siamo finalmente in marcia… per essermi svegliato così presto, direi che è già tardi.

Ma il morale è alto e il tragitto scorre rapidamente senza errori (non fa testo un’uscita sbagliata ad una rotonda che ci ha fatto fare un giretto supplementare lungo le mura di Lucca) fino al Ponte del Diavolo dove sostiamo brevemente, poi tutta una tirata fino a San Cassiano dove dobbiamo acquistare il permesso per accedere al percorso.

Mentre scatto una foto alla chiesa del paese, Mariano ha una discussioneb0.jpg con la signora che si occupa dei ticket che mi stupisce non poco (il mio sodale è il meno incline alle discussioni e se c’è da parlamentare è sicuramente lui il più adatto). Io ero fuori con Jim e non ho avuto modo di ascoltare quanto si diceva, ma gli occhi fiammeggianti della donna e l’atteggiamento di Gigi da “guardi che io mi trovo qui per caso, lui non lo conosco nemmeno!” mi fanno pensare che si sia consumata una dolorosa battaglia con forti perdite dalla nostra parte. Sia come sia otteniamo il permesso e finalmente iniziamo il percorso.

Come già avvenne nella nostra prima venuta però, l’imprecisione del road book ci porta nella stretta via del borgo dove ci tocca una difficile inversione.

b1.jpgUna nota sul carattere dei Toscani, da noi, dei foresti che vengano a rigirarsi praticamente in casa nostra sarebbero guardati in malo modo, invece due signori che hanno osservato le nostre acrobazie, da me richiesti sulla via, hanno cordialmente risposto indicandoci dove si dovesse andare, come già accadde in un’altra occasione in Maremma.

Paese che vai, caratteri che trovi!

 

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Finalmente troviamo il bivio giusto e cominciamo a salire con grande 

soddisfazione per l’acquisito permesso.

b5.jpgLo splendido panorama esalta la nostra verve b6.jpgfotografica, poi affrontiamo la discesa.




b7.jpgQuindi superiamo il torrente, b8.jpgchi in auto, chi divertendosi a correre nella fresca e limpida corrente.

Saliamo il ripido sentiero cominciando ad osservare i maestosi castagni che preludono al nostro arrivo nel pianoro dove alberi b9.jpgsecolari ci osservano silenziosi mentre godiamo della pace e della solennità del luogo. Mariano ed b10.jpgio che siamo già passati su questo sentiero con il tempo nuvoloso, rimarchiamo come le sensazioni fossero ancora più marcate con poca luce e una fine velatura nebbiosa, ma Gigi è molto soddisfatto.

b11.jpgRipartiamo e raggiungiamo il passo, qui tira un forte vento e b12.jpgtroviamo campo per telefonare a casa.


Quindi iniziamo la discesa verso il Nido dell’Aquila. Si tratta di una trattoria dove ci siamo sempre fermati per il pranzo, trovandoci b13.jpgsempre bene; questa volta possiamo persino mangiare ai tavoli posti all’esterno. Salsicce per Gigi, “merendino” per noi, pasta fritta e birra per tutti. Ecco perché ci piace fermarci qui!

Ripartiamo. Al bivio successivo Gigi che ha il road book gira a destra, a me pareva di dovere andare ab14.jpg sinistra… non ne abbiamo parlato, accidenti! stiamo b17.jpgsalendo al Passo del Giovo dove poi saremo fermati da una sbarra e dovremo tornare indietro, ma ormai stiamo salendo e la bellezza dei panorami e la cupa ombra della faggeta valgono la pena di qualche chilometro in più.

Torniamo fin quasi al Nido dell’Aquila  per poi riprendere la via su asfalto b18.jpgverso l’ultima parte del percorso, a un bivio Gigi e il b19.jpgsuo road book sono indecisi, io butto lì un “andiamo a sinistra” e poco dopo siamo incastrati tra muri di pietra per una “attenta” visita ad un antico borgo. Molto “attenta” in considerazione del fatto che ogni angolo delle case porta i segni di precedenti passaggi di auto meno attenti del nostro. Ma ne usciamo indenni e il nostro metallizzato non va ad ornare gli spigoli del borgo.

 

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b21.jpgSaliamo verso il Passo del Saltello dove per la b22.jpgprima volta non troviamo vento e freddo, qualche foto allo splendido panorama e la solita foto di gruppo, poi continuiamo verso il Passo delle Radici e la fine del giro.


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Come sempre troviamo un po’ di neve nella parte in ombra del sentiero, ma non abbiamo problemi a raggiungere il confine della provincia di Modena.

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Ora sarò volutamente reticente sul ritorno all’agriturismo, mi limiterò a dire che il mio GPS diceva di girare a sinistra in direzione Lucca, quello di Mariano di proseguire verso Modena, che ad un bivio successivo, il mio GPS indicava a destra, quello di Mariano e Gigi, che millantava una fine conoscenza della zona, proponevano la sinistra. Abbiamo messo da parte il mio GPS (definito “cotto” e “da buttare nel cesso”) e, seguite le indicazioni dei miei sodali in entrambi i casi, partendo dal Passo delle Radici alle 19.50, abbiamo trovato ospizio al “Selvatico” alle 23.10 per una pizza e una vassoiata di wurstel e salsiccia per Jim.

 

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Poi, tutti a nanna.

Doppio Giro di Giugno – San Cassianoultima modifica: 2013-06-12T15:57:18+00:00da giovannino16
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