Giu 11, 2013 - fuoristrada    No Comments

Doppio Giro di Giugno – Tra Lucca e Sarzana

I soliti tre uomini a zonzo

-senza tacer del cane-

I Parte

Arrivo a Fosdinovo

Senza cercare altri sodali, che tanto è tempo perso, partiamo Gigi, Mariano ed io per il doppiogiro di giugno.

Non trovando rifugio presso l’agriturismo che ci ospitò due anni orsono, ho prenotato in prossimità di Sarzana, tre stanze con bagno che ci hanno concesso come singole. Il programma è di muovere da lì verso Bagni di Lucca e percorrere il giro di San Cassiano. Che uno dice… perché non in un posto più vicino alla partenza del road book? Perché Gigi deve tenere aperto lo studio anche venerdi e quindi una base a due ore da Genova va benone.

Con Mariano e Jim partiamo alle 16.30 marciando tranquilli verso la meta, raggiungiamo Sarzana e con il GPS del telefono del mio sodale saliamo verso Fosdinovo e l’agriturismo Fravizzola.

a1.jpgIn breve raggiungiamo un posto strano, fiorito di resti ferrosi di antichi fasti motociclistici, agricoli, militari, aeronautici, ciclistici… sovrastati da a3.jpgcampane ornate da vecchi elmetti, un’accozzaglia di metallo memore di chissà quante e quali storie ridotta a mero spettatore del passaggio di gente ignara di quanta vita passò nell’uso di tali oggetti. Noi passiamo e ripassiamo sotto e a fianco di tali resti… proprio lì il di Mariano cellulare riferisce la presenza del nostro asilo, ma vediamo solo la pizzeria col parcheggio ornato di siffatta dovizia di metallo… non può essere la nostra meta… e saliamo ancora. Poi torniamo indietro e ripassiamo davanti a codesta pizzeria… solo allora io vedo l’indicazione della via… Fravizzola… allora siam nel giusto! E Mariano va a chieder lumi su dove sia l’agognato ricetto. Gli viene a spiegar la dritta per raggiungerlo una gentilissima signora cui però la concession della favella venne meno per ignote cause vascolari, si accende una gran lotta tra lei e il mio sodale, lei che spiega a gesti e mozziconi di parola, lui che cerca di arrivare ad una soluzione, alla fine poi, seppur dubbiosi, ripartiamo, forse un breve tratto ci porterà proprio alla meta.

 

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Dopo una curva, un’altra curva… una Ford cerca il frontale arrivando di gran carriera e a mezza via, eccitando un sentito vaffanculo da parte mia. Son lì che ancora rimugino sull’idiota che incrociammo poch’innanzi quando con l’estremo del mio occhio noto il coperchio di una botte appeso a un muro… vuoi che sia…? Freno e torno indietro un poco… c’è scritto Fravizzola. Un’ardua manovra ci permette la salita e una signora sorridente ci conferma il nostro arrivo.

Sbarchiamo il bagaglio e scegliamo per noi le stanze al piano superiore… poi andiamo a vedere come sia il servizio in quella così stravagante pizzeria… che facciano entrare Jim a me pare buon segno, l’ambiente è piacevole con le sue allineate collezioni di boccali, registratori di cassa con ancora i rotolini di carta pronti a registrar gli incassi, le foto di miss e dive e tanto altro appeso ai muri. Mentre Jim si corica accanto al a4.JPGnostro tavolo, assaggiamo il Vermentino e ordiniamo l’antipasto… E il giunge e reca una composizione di salumi con un fior di lardo al centroa5.jpg che pare un origami da accompagnarsi con focaccia con o senza rosmarino. E poi la pizza… la definirei vasta, oltre che buona, così com’era debordante il piatto, sottilissima e croccante…

Ma tralasciamo il desco e andiamo ad aspettar Gigi… fatti due calcoli, ormai prossimo dovrebbe essere il suo arrivo. Interpellato, il nostro amico ci comunica di essere ancora in prossimità di Rapallo e ci invita a rientrare nell’agriturismo che se proprio non fosse riuscito a raggiungerci, ci avrebbe chiamato lui.

Abbiamo cominciato a scommettere sull’ora in cui ci avrebbe chiamato. Passati più di 20 minuti dalla più pessimistica previsione di Mariano, gli ho telefonato io. Secondo lui era sulla via dell’agriturismo, ma non trovava l’ingresso. Noi dal terrazzino vedevamo fino all’incrocio, “Torna alla pizzeria e poi vieni verso di noi, ti guidiamo fino all’imbocco della salita…”

“Sono davanti alla pizzeria, parto adesso…”

Due fanali si avvicinano, “eccolo! vieni avanti così… forse va troppo veloce… no, non è lui, ha i fanali ovali…” e continuiamo così per una decina di minuti, qualche auto passa, ma Gigi no. Poi capisco cosa crei l’impiccio… Gigi non sta percorrendo via Fravizzola, sta salendo e scendendo sulla strada per Fosdinovo.

 

Lo richiamo e gli spiego che deve proseguire sulla via della pizzeria, lui pensa che lo prenda per il culo, in effetti la strada sembra finire dopo lo spiazzo e poi non capisce come noi si possa affermare di vederlo mentre arriva (e Gigi è sempre molto sospettoso).a6.JPG

Alla fine decide di fare come gli dico e poco dopo compaiono finalmente due fari rotondi.

“Fermati, lampeggia… è lui! Vieni avanti… ancora qualche centinaio di metri… fermati, guarda in alto… ci vedi sul terrazzo? guarda, adesso spengo la luce!” lui ovviamente non vede una pipa, ma riusciamo a fargli imboccare la salita.


Ora la truppa è al completo e possiamo andare a dormire.

Che intanto è mezzanotte passata.

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Doppio Giro di Giugno – Tra Lucca e Sarzanaultima modifica: 2013-06-11T14:20:00+00:00da giovannino16
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