Gen 8, 2013 - Senza categoria    No Comments

Giro dell’Immacolata 2012

A Sestri Levante per l’Immacolata.

 

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L’8 dicembre è un classico dei giri del nostro Weorg… Che poi del gruppo non restano che dei tizzoni in mezzo alla cenere… come per tutti i fuochi,  la tendenza di fondo è spegnersi… Ma per fortuna a ravvivare questo sacro fuoco un inaspettato aiuto è giunto da Genova: l’illustre collega e sempreverde amico Gigi si è aggregato con ardore e ha addirittura coinvolto un suo amico, così che erano tre le auto quando presso l’autogrill di s. Ilario un’immaginaria bandiera ha dato il via al giro.

Non che non ci siano stati problemi… tralasciando Pietro che fino a venerdi mattina doveva venire al 99% e come al solito mi doveva chiamare venerdi sera per confermare e poi… ma questa è la regola e non l’eccezione…

Venerdi sera mi ha chiamato Gigi chiedendo conferma, come milioni di Italiani sapeva dai notiziari televisivi che abbondanti nevicate soffocavano il Piemonte, indeciso tra la partenza per il giro e una missione di soccorso per provare ad estrarmi dalla casa coperta da metri di neve –Gigi è sempre catastrofico!- mi ha chiesto tra il serio e il faceto se davvero ce la facevamo…

Qui consentitemi una parentesi che nulla ha a che vedere col giro… ma i giornalisti perché li pagano? E che ca…, se avessi dato retta a loro mi sarei chiuso in casa il giorno dell’Immacolata… “Bufera dell’Immacolata”, “abbondanti nevicate anche in pianura” e tutta una serie di tragedie che avrebbero dovuto colpirci. Io, venerdi, mi ero vestito da spaventapasseri col cappellone, il maglione spesso, le scarpe pesanti… sono uscito dallo studio pensando di dovermi aprire il passo in mezzo a cumuli di neve 12.12.8 1DSCN1792.jpgrimpiangendo di non avere trovato le gomme invernali per il F.L.… invece cadeva qualche farfallina di neve , per terra non c’era nulla e anche a casa, giusto un dito di neve farinosa copriva il Jimny rimasto in cortile…

Se avessi dato retta ai TG, quando Gigi mi ha telefonato mentre terminavo la mia giornata di lavoro a casa di una cliente, avrei detto che era meglio lasciar perdere, ma, fidando sulle previsioni meteo per il giorno dopo ho prontamente risposto “Presenti! e sorridenti al nostro fato!”. Lui ha obiettato un “mah sai, sentendo i telegiornali…”, “ alle 08.30-08.45 partiamo, alle 10.15-10.30 siamo al primo autogrill dopo Genova est”.

Alzarsi alle 07.30 in un giorno festivo mi da sempre un certo dolore, ma ormai viene buio presto e il giro è lungo… alle 08.40 partivamo alla volta della Riviera di Levante e alle 10.20 eravamo all’autogrill dove Gigi e il suo amico Gianni erano già arrivati.

Tra Gigi e me c’è sempre stato un rincorrersi negli sfottò e chi ci sente quando siamo insieme pensa che… ma se ci conosciamo da circa 35 anni e continuiamo a fare cose insieme malgrado si abiti in città diverse, un motivo dev’esserci… nella tradizione del reciproco sfottersi, dicevo, mi sarebbe piaciuto lasciare Gigi a districarsi col road book che ha delle deviazioni difficili da individuare ed è 12.12.8 2.jpggrossolanamente sbagliato, ma dopo il casello di Sestri l. ho avuto una recrudescenza di bontà e mi sono messo alla guida della colonna. Siamo così arrivati facilmente al primo punto sosta dove un nuovo cartello ci imponeva un nuovo divieto –il nostro Paese è una rottura di co…, tutto è vietato, non sarebbe più corretto colpire chi fa concretamente dei danni? Ma anche questo esula dal racconto in oggetto-. Dopo un rapido conciliabolo e 12.12.8 10DSCN1801.jpgqualche pisciatina di Jim, decidiamo di proseguire…

Ma quel che non ci ha impedito il divieto, in breve, la natura ce l’ha precluso, forse anche o proprio per il divieto di passaggio… che una mano al sentiero, i fuoristradisti magari l’avrebbero data. Visto lo stato della carrareccia invece, retro e inversione, GPS impostato su Maissana e via che andiamo. Una deviazione a destra all’uscita di una galleria il GPS non me l’ha indicata e ci tocca tornare indietro, ma in breve, siamo su uno sterrato che ci porterà al Passo del Bocco.

Uno straterello di neve soffice ovviamente non ci spaventa –in effetti qualche problema l’abbiamo avuto12.12.8 17DSCN1808.jpg sull’asfalto nei punti in ombra, ghiacciati e sdrucciolevoli, quando abbiamo sentito i Jimny scodinzolare ma non ce ne siamo preoccupati più di tanto-, continuiamo a salire con qualche errore di percorso non particolarmente 12.12.8 30DSC_1116.jpginfluente e, raggiunto il passo, scendiamo al terrazzo panoramico su Sestri e Moneglia, dove procediamo con le foto di rito.

Sembriamo una pubblicità della Suzuki, ma siamo soddisfatti di avere raggiunto comunque la meta. E scendiamo verso valle per  fermarci per il pranzo.

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Ci accontentiamo dell’antipasto e del primo che, data una certa abbondanza, ci permettono di ripartire in fretta per imboccare il bivio verso il Passo del Biscia.

12.12.8 DSCN1828.jpgCome altre volte ci è successo sbaglio la deviazione e imbocco il primo 12.12.8 DSCN1832.jpgbivio, ma mi rendo conto dopo poche centinaia di metri di aver sbagliato e torniamo indietro. Impostato il GPS sulle coordinate del bivio –prima volta che col mio aggeggio si cimentiamo in long e lat- non possiamo più sbagliare e imbocchiamo la diritta via che dopo breve tratto si copre di neve. Saliamo tranquilli incrociando i caprioli su un lungo tratto in ombra fatto di neve gelata e godendo della bellezza del sentiero e dei panorami.

12.12.8 DSCN1829.jpgRaggiunto un tratto di asfalto dove, come è già accaduto in passato, ho un dubbio sulla direzione da prendere e vado in esplorazione lasciando i miei amici sulla strada principale… mi ritrovo in uno stretto passaggio tra le case che affronto con facilità grazie alle dimensioni del mio Jimny  -col FreeLander qualche problema in più si era a suo tempo posto-, e torno alla testa della colonna per continuare a scendere.

Riprendiamo sullo sterrato e, dopo una sosta per una serie di foto sulla12.12.8 DSCN1836.jpg neve –Gigi provvede a cambiare le scarpette da tennis con degli scarponcini, che uno si chiede perché uno che indossa quattro maglie sotto un giaccone, parta con le scarpe da tennis, ma è un classico che il mio amico ad un certo punto di 12.12.8 DSCN1839.jpgqualcosa debba sentirsi sottoequipaggiato, malgrado la cura che pone nel prepararsi-, raggiungiamo il Passo del Biscia e scendiamo su asfalto verso il bivio per la miniera di diaspro rosso di Gambatesa.

Scendiamo, io cerco di intuire dove si trova il bivio, Gigi conta i chilometri attenendosi al road book, quando finalmente intravedo una possibilità di dirigere verso la miniera, consideriamo che non percorro questo giro da tre anni, il mio amico mi dice per radio “te l’ho detto che il bivio era quello più in alto che ti avevo indicato prima!!!” e mentre io svolto verso la nostra meta, lui spreca una buona occasione per stare zitto, ma questa circostanza denota anche una certa dose di sfortuna del mio amico…

Raggiungiamo la miniera ma una sbarra chiusa ci impedisce di proseguire –maledetto Paese fatto di 12.12.8 DSCN1860.jpgdivieti e dove chi sbaglia non paga mai!!!-.  Mi ero proposto che sarei arrivato alla miniera e, con passo deciso proseguo fino al piazzale, giro tutt’intorno per trovare un pezzetto di diaspro rosso e, trovatolo, torno dai miei amici.

Nella truppa, mentre il sole scende verso l’orizzonte, comincia a serpeggiare la  richiesta del “quando si torna a casa?”, ma poi i sodali mi seguono volentieri quando propongo loro una foto sul ciglio del burrone, che ovviamente facciamo regolarmente. Poi ancora un tratto di sterrato e infine l’asfalto.

Raggiunto il fondovalle, mi fermo e chiedo ai miei amici se vogliano ancora proseguire verso il Rifugio di Pratomollo in notturna, ormai sono quasi le 17.00 e di luce ne resta poca. Gianni mi dice che per lui non ci sono problemi a continuare, Gigi è propenso a rientrare, ormai pare che si finisca per rientrare, ma, io che conosco il mio collega da tempo, butto lì un argomento che ora non ricordo, ma che per lui suona come una sfida e la decisione finale è che si prosegue fino alle 18.00 e poi comunque si rientra, così che Gigi possa essere a casa per le 19.30. Non racconto palle sul percorso che ci attende, mi limito ad evitare di parlare dei 20 km abbondanti di asfalto che ci separano dal prossimo sterrato.

Solo quando, ormai nel buio della notte, Maria comincia a protestare chiedendo dove diavolo stessimo andando e se non mi fossi rincoglionito a continuare ad andare avanti, mi rendo conto di quali sogni potessero venire ai miei amici soli nella loro auto in quel sonno d’asfalto … ma a quel punto, a pochi minuti dalla meta, potevo fermare tutto e dire “OK abbiamo scherzato, torniamo a casa”? Tacito Maria indicandole una vetta innevata lontana e dicendole che stiamo andando proprio là e proseguo.

Qualche rimorso mi è poi venuto quando raggiunto l’abitato di Prato Sopralacroce, mi sono reso conto che non ricordavo come o dove fosse il bivio che dovevamo imboccare, ma proprio quando Gigi cominciava a protestare per radio ingiungendomi di chiedere a qualcuno, qualcosa mi sovvenne dai meandri della memoria e, nel buio, ho individuato la deviazione.

Cominciamo a salire, Maria finalmente capisce che ha già fatto questa strada anni fa nella nebbia e, ricordando il burrone a lato, pensa all’ammutinamento visto che frattanto lo sterrato si è fatto innevato perché abbiamo raggiunto davvero quelle cime imbiancate che apparivano così lontane.

12.12.8 DSCN1865.jpgAlle 17.55 raggiungiamo il bivio per Pratomollo, l’unica volta che abbiamo 12.12.8 DSCN1867.jpgraggiunto il rifugio, ci faceva un freddo che persino Betty si è coperta, già li dove siamo ora fa un freddo boia, c’è una mezz’oretta di strada fino al rifugio, propongo di rientrare… Gigi mi conferma che cominciava ad incazzarsi mentre continuavamo a percorrere asfalto, ma che poi, a posteriori, ne era valsa la pena, anche Gianni mi sembra soddisfatto…


 

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Torniamo sui nostri passi e, fermatici per un caffè all’autogrill ci ripromettiamo  di ritrovarci presto per un altro giro.

 

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Alla Prossima!

Giro dell’Immacolata 2012ultima modifica: 2013-01-08T23:02:08+00:00da giovannino16
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