Ago 2, 2012 - fuoristrada    2 Comments

Grand tour di Luglio – II giro

Tre uomini in auto

Senza tacer del cane

Cap. III – Da Elva a Castelmagno

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Anche domenica mi sveglio stranamente prima delle 07.00 e questa volta senza particolari rumori generati da Harris che peraltro è già in piedi, aspettiamo comunque le 07.30 per svegliare anche George. 

La giornata è splendida, non una nuvola percorre il cielo tra le montagne, il sole lentamente accende le vette di fronte alla mia finestra.

Mentre aspetto i miei amici faccio un giretto con Jim così che possa 12.7.29 DSCN0426.jpgsalutare i suoi nuovi amici, poi, consumato il rito della colazione con un’altra pantagruelica esibizione di mattiniero appetito per i miei sodali, non senza un momento di malinconia, lasciamo la locanda S. Pancrazio che così bene ci ha accolti in quel di Elva.

Cominciamo a ridiscendere verso il fondovalle, poi vedo una sterrata sulla destra che avevo già notato in un precedente passaggio in Val Maira, chiamo George e gli propongo la deviazione, Harris non è entusiasta “dai, andate 12.7.29 DSCN0431.jpgavanti…!”, ma George è subito d’accordo “appena posso faccio inversione!” e poco dopo imbocchiamo la deviazione. Non andiamo molto lontano e il percorso non offre un interesse particolare, ma ci permette di raggiungere un antico borgo dove troviamo un mulino e alcune case che a me ricordano l’architettura Walser. 12.7.29 DSCN0436.jpgNe nasce una discussione coi miei sodali sulla distribuzione territoriale della cultura Walser, Harris sostiene che ci troviamo in Occitania, George mi riprende malamente dicendo che questa regione non ha niente a che fare coi Walser… di fronte a tanto accanimento, non mi resta che buttare lì “magari è passato di qui un geometra Walser…!” per evitare una diatriba che si annunciava lunga e tumultuosa.

12.7.29 DSCN0448.jpgTornati sull’asfalto scendiamo fino al fondovalle e cominciamo a risalire la Val Maira verso la deviazione che ci dovrebbe condurre fino alle valli Stura e Grana superando i 2550 metri in prossimità del Colle del Mulo.

Non sono convinto di trovare subito la diritta via, ma dopo qualche chilometro ci rendiamo conto di essere nel giusto quando Harris nota un campeggio con tende di tipo indiano che avevamo già visto in passaggi precedenti.

Ormai tranquilli, possiamo salire godendoci il panorama delle valli 12.7.29 DSCN0455.jpgche percorriamo, George è particolarmente 12.7.29 DSCN0456.jpgentusiasta e non risparmia la sua macchina fotografica. Mano a mano che saliamo e diminuiscono i villeggianti, aumentano le marmotte che si lasciano vedere nei prati e, tolto qualche gruppo di bikers e rari fuoristrada, non incontriamo nessuno.

 

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Raggiunto un pianoro dove sostiamo sempre per la bellezza delle montagne, mentre George e Harris osservavano le marmotte, con

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 Jim sono andato giù per un sentiero che non sapevo dove portasse,
 a prima vista sembrava raggiungere un becco di roccia con un qualche manufatto posto in cima. Ho chiamato i miei amici e 12.7.29 DSCN0474.jpgabbiamo imboccato il sentiero con le auto… dietro una curva però, 12.7.29 DSCN0462.jpgmentre si accentuava la ripidità, il fondo della carrareccia si faceva assai sconnesso facendoci dubitare di riuscire a passare. Rapida frenata e retromarcia. George non è convinto e scende a piedi a capacitarsi del mio dietrofront, poi torna un po’ sconsolato. Qualche foto sulla cresta del sentiero e si riparte.

12.7.29 DSCN0479.jpgGeorge sperava di vedere il Monviso nel giro precedente, ma il cielo nuvoloso non glielo ha permesso, quindi quando ha cominciato a dire che la montagna là in fondo che si stagliava alta sopra il profilo dei picchi vicini era il Monviso abbiamo pensato a un miraggio, ma fatto il punto con attenzione… perché non poteva essere proprio…?  

Proseguiamo. Ancora qualche foto prima di arrivare all’ampio 12.7.29 DSCN0480.jpgpianoro coronato di alte vette e popolato di turisti e di campeggiatori, saliamo ancora poi attendiamo 12.7.29 DSCN0483.jpgGeorge che raggiunge i 2667 metri del Colle del Mulo, inutile andarci insieme, basta uno per scatenare le occhiatacce dei camminatori, noi ci siamo già arrivati in altre occasioni.

Propongo a George di raggiungere un valico sovrastato da alcune casematte e, mentre Harris mostra ancora scarso entusiasmo, il mio illustre collega accetta di buon grado e partiamo.

12.7.29 DSCN0493.jpgDi solito raggiunto il passo dobbiamo ritornare 12.7.29 DSCN0485.jpgindietro perché la valle al di là è adibita a pascolo, ma questa volta come già ci è capitato qualche anno fa in compagnia di Maurizio, non ci sono vacche e possiamo proseguire. Il sentiero passa su un saliscendi assai ripido dove ricordo di avere toccato 12.7.29 DSCN0494.jpgmalamente col Freelander, passo piano col Jimny e un sonoro botto mi fa pensare di avere fatto del male alla mia vettura, passa  anche 12.7.29 DSCN0497.jpgGeorge e tocca anche lui, arrivati in cima alla salita porto Jim al laghetto sottostante, così che possa dissetarsi poi controllo gli eventuali danni: nulla di grave, ho toccato col gancio di traino anteriore mentre iniziavo la salita.

12.7.29 DSCN0505.jpgRipartiamo sul sentiero sconnesso dove già con Maurizio eravamo andati su tre ruote con un certo grado di preoccupazione. Questa volta potevamo anche 12.7.29 DSCN0507.jpgevitarlo, ma George che trova di buon gusto appiccicarsi alla parte posteriore di chi lo precede, non mi ha permesso una manovra in retro e non ho potuto esimermi dal mandarlo a 12.7.29 DSCN0515.jpgquel paese stando su tre ruote. Torniamo sul sentiero principale e dirigiamo verso l’asfalto. Un breve passaggio in Valle Stura e cominciamo a scendere in Valle Grana, il giro sta per finire.


 

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A Pradleves ci fermiamo per comprare il Castelmagno e mandiamo George in ricognizione al ristorante “Le tre verghe d’oro” per vedere se ci accettano malgrado siano già le 14.15 e malgrado Jim che non può restare sull’auto parcheggiata al sole. Rimango stupito quando George ritorna e mi indica col pollice levato che possiamo mangiare, ma finire il giro con un bel piatto di gnocchi al castelmagno è un piacere che corona degnamente queste due splendide giornate in fuoristrada.

 

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Finito il pranzo ci poniamo sulla via di casa. Dopo Caraglio ci perdiamo George che segue una strada diversa, ma siamo già d’accordo per un nuovo giro alla fine di agosto.

Arrivederci.


Grand tour di Luglio – II giroultima modifica: 2012-08-02T01:09:14+00:00da giovannino16
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2 Commenti

  • gentile sig. Magistro , ho molto apprezzato le sue qualità di scrittore. il suo racconto è intenso e pregnante , ma nel contempo fresco e godibile. spero di leggere altri resoconti di viaggio del trio . auspico che ad un personaggio della intensità emotiva di George venga riservato uno spazio maggiore.
    saluti accademici
    Alessandro M

  • Gent.mo sig. Manzoni
    nel ringraziarla per il suo lusinghiero commento, mi piace sottolineare quanto di George venga a costruire lo svolgersi del racconto, proprio nei dialoghi tra lui e il narratore vive il percorso in fuoristrada.
    Per quanto riguarda il trio e quindi nuovi episodi con nuove avventure… ovviamente vedremo.

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