Ago 1, 2012 - fuoristrada    No Comments

Grand tour di Luglio – I giro

Tre uomini in auto

Senza tacer del cane

Cap. II – Da Elva a Sanfront e ritorno

La sveglia alle 05.00 non è propriamente nelle mie abitudini, ma il passo felpato di Harris è riuscito incredibilmente a svegliarmi. Non riesco a riaddormentarmi, vado alla finestra e faccio qualche foto 12.7.28 DSCN0341a.jpgalla luce che comincia ad inondare la valle, ma il cielo non promette nulla di buono, nuvoloni grigi si inseguono tra le montagne, cade anche qualche goccia di pioggia ma io mi godo comunque il fresco dell’alba. Jim mi guarda infastidito dalla levataccia, ma non si muove dalla sua parte del letto.

Alle 06.30 trovo giusto andare in bagno a lavarmi, ancora qualche foto, mi assicuro che Harris si sia alzato e subito dopo le 07.00 sveglio anche George che mugugna ma poi si alza.

Con Jim facciamo un giro nel borgo, diamo un’occhiata alla 12.7.28 DSCN0353.jpgchiesetta, al piccolo cimitero, Jim fa amicizia con alcuni cani locali che non si mostrano particolarmente amichevoli ma riusciamo facilmente ad evitare la rissa. Colazione alle 08.10 coi miei amici che mangiano in maniera veramente esagerata, poi si parte.

Dopo una cinquantina di metri c’è il bivio verso il

12.7.28 DSCN0371.jpg

Colle di Sampeyre che raggiungiamo in pochi minuti e iniziamo il giro scendendo lungo la strada militare in direzione Valmala godendoci lo spettacolo della Val Maira che si espande sotto di noi mentre il cielo tende al sereno, i temporali restano lontani là verso la piana.

Si sprecano le soste per qualche foto, una 12.7.28 DSCN0361.jpgtelefonata a casa, visto che finalmente troviamo campo coi cellulari, Jim osserva i movimenti delle marmotte un po’ imbarazzato dai loro fischi di allarme, poi George ricomincia col discorso delle due strade per arrivare a Dronero, del ponte che lui ha superato, io non ribatto, ma Jim che ha 12.7.29 DSCN0453.jpgmeno pazienza  di me, passa con noncuranza vicino al nostro amico e scarica una spruzzatina di pipì sui pantaloni di George. Questo scatena l’ilarità del resto del gruppo e mette fine alle farneticazioni di George.

E ripartiamo.

Per un tratto viaggiamo lasciandoci alternativamente il passo con un 12.7.28 DSCN0377.jpggruppo di bikers, poi attraversiamo una fitta macchia di vegetazione con fiori gialli, bianchi e lilla sul sentiero sassoso che ci porta fino ad un passo dove scambiamo due chiacchiere coi bikers che si fermano per un veloce panino.

Riprendiamo il percorso in salita e dopo un tratto abbastanza  comodo raggiungiamo l’asfalto. George che finora ha guidato la colonna in maniera abbastanza accettabile va via veloce, insensibile al fatto che Jim patisce l’auto e mi costringe a non forzare nelle curve per evitargli malesseri… e toppa in maniera clamorosa… non sto parlando del fatto che non vede la sterrata sulla sinistra, potrebbe capitare a chiunque, ma quando lo avvisiamo per radio che dobbiamo imboccare la deviazione, risponde risentito che è ora che noi la si pianti di prenderlo in giro, ma figurati se c’è una sterrata! Con pazienza gli spieghiamo che c’è la sterrata e che noi l’aspettiamo al bivio. Finalmente ci crede e torna indietro seppure ancora dubbioso, poi, davanti alla sterrata “non pensavo neppure che ci fosse una sterrata”. Finalmente cominciamo a scendere verso il santuario, vorrei fare uno scherzo a George imboccando una deviazione che ho fatto a suo tempo quando siamo dovuti tornare indietro poiché le piogge avevano reso impraticabile il percorso, ma questa volta è la deviazione ad essere impraticabile e ci limitiamo a scendere sul sentiero più conosciuto. Quando rivediamo una salita che con George avevamo percorso in un giro precedente dopo avere sbagliato strada, è più forte di noi, una breve retromarcia e torniamo a salire, non contenti, imbocchiamo una deviazione sulla sinistra e percorriamo sentieri ignoti con un occhio al GPS che ci mostra come noi si stia girando intorno al santuario di Valmala, ma a George che guida la nostra piccola colonna, non lo diciamo per non rovinargli il divertimento. Dopo diversi minuti di sterrate più o meno sassose raggiungiamo lo spiazzo del santuario.

Percorriamo la discesa fino al fondovalle e risaliamo la Val Varaita verso Sampeyre dove ci riforniamo di panini prima di dirigere verso Becetto e quindi, raggiunto il Colle del Prete, cominciare la sconnessa discesa verso Pasturel sostando soltanto presso un torrente per mangiare i panini e permettere a Jim di dissetarsi.

La ripida discesa sul sentiero sassoso che porta proprio a Pasturel mette a dura prova le nostre vertebre, scossone segue a scossone e il Jimny con la sua struttura rigida non assorbe una cippa così che arriviamo in fondo abbastanza provati. Ancora un tratto che Harris ed io sapevamo interrompersi nel bosco, per vivacizzare il percorso ad uso del nostro capocolonna, poi ci fermiamo per decidere come proseguire.

L’idea era di tornare con la statale, ma il GPS ci da una settantina di km da lì ad Elva e io sinceramente non gradisco l’idea, Harris propone di andare a fare un giro a Cuneo per una passeggiata sotto i portici, George è per la statale, dopo un caffè a Sanfront, Jim si astiene da ogni commento. Dopo un’altra serie di proposte più o meno strampalate ci accordiamo per tornare al Colle della Gilda e imboccare la variante che il road book ci fornisce come estremamente difficile.

La salita sui sassi e la delusione per non avere potuto andare a passeggiare sotto i portici del capoluogo, amareggiano Harris che ad un certo punto se ne esce con la citazione da Arma Letale “sono troppo vecchio per queste cose”. E lo posso capire, chi è alla guida segue il percorso e vede prima i sassi e i buchi, prevede gli scossoni e si prepara, si aggrappa al volante attutendo gli urti almeno in parte, il navigatore è meno attento e più facilmente subisce i colpi di sasso e di buca…

Raggiunto comunque il vasto pascolo del Colle della Gilda, riprendiamo fiato e con George facciamo correre Jim con una palla da tennis, poi, dopo un profondo respiro, ci accingiamo ad affrontare il percorso difficile.

Il fatto di incrociare una Qashqai che risaliva il sentiero, ci ha fatto dubitare della difficoltà del percorso, ma in effetti… che delusione! 12.7.28 DSCN0388.jpgUn sentiero assolutamente senza alcuna difficoltà, anzi… unico fatto rilevante è stato 12.7.28 DSCN0387.jpgdato dal GPS che ha letto una strada che si è spenta tra un gruppo di vecchie case di pietra, ma che ci ha portati a vedere una chiesetta molto particolare. Usciti dal pertugio tra le case abbiamo ripreso il sentiero principale e abbiamo raggiunto l’asfalto.

 

12.7.28 DSCN0392.jpg


Da Sampeyre siamo risaliti sul colle omonimo, ma visto che era 12.7.28 DSCN0393.jpgancora presto, abbiamo ancora imboccato un sentiero sconosciuto tra i boschi che ci portati fino ad un borgo isolato dove abbiamo deciso di tornare indietro per non fare di nuovo tardi per la cena.

E la cena è stata di nuovo ottima con “ravioles” 12.7.28 DSCN0400.jpgai mirtilli e polenta e coniglio 12.7.28 DSCN0402.jpgche hanno entusiasmato la nostra comitiva. Jim si entusiasmato a sua volta con degli involtini di pollo gentilmente forniti dalla signora della locanda per la sua cena.

 

12.7.28 DSCN0415.jpg


Poi due passi in paese e quindi buona notte.

 

12.7.28 DSCN0412.jpg


Domani verso la Valle Grana.

Grand tour di Luglio – I giroultima modifica: 2012-08-01T01:08:39+00:00da giovannino16
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento