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Giu 6, 2012 - canoa    No Comments

3.6.12 Sullo Scrivia col canotto

 

In canoa sullo Scrivia12.5.3 PICT0081a1.jpg

 

Girando con la bici alla ricerca di nuovi sentieri, abbiamo trovato una carrareccia che corre lungo lo Scrivia e che ben si prestava alle nostre uscite domenicali senza troppo impegnarci. Vai una volta, vai due, con Luciano abbiamo cominciato a valutare la possibilità di scendere il torrente con il canotto e sullo slancio delle due recenti uscite abbiamo deciso di verificare se ci fosse abbastanza acqua e se dunque si poteva provare.

 

12.5.2 DSCN0234.jpgApprofittando del sabato festivo, eccoci dunque sulla riva dello Scrivia per un sopralluogo  in vista dell’uscita  col canotto e per una breve sgambata con la bici. Scesi sul ghiaione abbiamo verificato che l’acqua fosse sufficiente per 12.5.2 DSCN0237.jpgmuovere il canotto e ci siamo avviati lungo il sentiero sempre osservando le evoluzioni del corso del torrente.

Un passaggio tra i rovi per continuare la nostra ricognizione, poi superiamo l’autostrada e valutiamo il passaggio dello 12.5.2 DSCN0236.jpgsbarramento, “ma si, in un modo o nell’altro passiamo!”. Raggiungiamo il ghiaione dove eravamo venuti con Maria e Jim, l’acqua è molto meno di allora, ma con un rapida puntata 12.5.2 DSCN0238.jpgsull’isolotto di ghiaia al centro del fiume, decidiamo che si può ancora passare. E riprendiamo il sentiero verso Castelnuovo. 

12.5.2 DSCN0241.jpgGiunti in vista del paese, lasciamo lo sterrato e,imboccato il ponte,  da lì valutiamo dove sbarcare e dove lasciare un’auto per tornare a casa.

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La via del ritorno ci pesa assai meno malgrado il vento contro: ormai tutto è predisposto, domani sullo Scrivia.

 

Per essere sincero qualche dubbio l’avevo, poca acqua, la corrente, il canotto poco maneggevole… ma si, magari domani piove…

 

12.5.3 DSC04286.jpgNo, al mattino di domenica non piove, il cielo è piuttosto triste colorato di 12.5.3 PICT0069a.jpgnuvoloni grigi e non fa neppure caldo, ma ci mettiamo in marcia. Lasciata un’auto in prossimità del ponte di Castelnuovo,  torniamo verso Tortona e raggiunto il punto di partenza, iniziamo a gonfiare il canotto. Poco dopo leviamo le ancore.

 

12.5.3 PICT0068a.jpgRestano i dubbi sulla profondità dell’acqua, ma per ora si va.

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Quando il corso del torrente si allarga, il fondale si alza e noi tocchiamo, scopriamo che sollevandoci sulle braccia, anche il fondo del canotto si alza e passiamo meglio, quando l’acqua è proprio poca, scendiamo e tiriamo la 12.5.3 PICT0072a.jpgcanoa. Ma sono brevi passaggi, per lo più filiamo abbastanza bene in favore di corrente e di vento, dove la corrente è più forte patiamo le curve strette per la scarsa 12.5.3 PICT0107a.jpgmaneggevolezza  dell’imbarcazione e a volte finiamo contro le frasche o sulle rocce della riva, ma non è nulla, noi ci si diverte.

 

12.5.3 DSC04293a.jpgRaggiungiamo quello slargo di acqua verde e profonda che avevamo ammirato passando in bici e dove spesso ci fermiamo per qualche foto, pagaiamo controcorrente ed entriamo nella lanca. Mangiamo il nostro 12.5.3 PICT0100.jpgpanino, gonfiamo un poco il canotto e, fatta qualche foto, ripartiamo.

 

12.5.3 PICT0111a.jpgIn vista dell’autostrada ci distraiamo un attimo e imbocchiamo un ramo cieco del fiume che ci pareva  più profondo, invece non riusciamo neppure a girarci e dobbiamo tornare indietro in retromarcia, poi il fondale basso ci costringe a scendere. Nei pressi dello 12.5.3 PICT0113a.jpgsbarramento il fondale è invece molto profondo e l’unico approdo che troviamo è piuttosto fangoso, ma il tratto sui prismi che ci permette di superare il cemento è meno impegnativo del previsto.

 

12.5.3 PICT0114a.jpgSuperato un tratto irto di massi camminando nell’acqua, in breve siamo di nuovo sul fiume.

 

Qui viviamo il momento più adrenalinico della giornata, il fiume riduce la sua larghezza  a pochi metri e la corrente si fa forte, il canotto viene sballottato 12.5.3 PICT0097a.jpgrudemente e punta diritto sui prismi, Luciano si agita e mi scarica una palata d’acqua fredda sulla schiena mentre la prua salta sui prismi e si inchioda, il canotto gira su se stesso e pone la poppa a valle, Luciano sbarca sui prismi, scendo a mia volta e cominciamo a studiare su come possiamo ripartire. Di mettere nella giusta direzione prua e poppa della barca non se ne parla, la corrente è troppo forte, noi proviamo e riproviamo, ma è proprio impossibile. Dopo qualche minuto di tentativi e di ipotesi sul come ripartire, in mancanza di un’alternativa fattibile, 12.5.3 PICT0091.jpgpropongo di liberare il natante e, salendo al volo riprendere la navigazione lasciandoci trascinare dalla corrente senza vedere dove ci porta. Luciano è un po’ dubbioso, ma si adatta e, 12.5.3 PICT0123a.jpgtenendo fermo il canotto alla meglio saltiamo sopra rapidamente…  partiamo. Dopo una decina di metri nella corrente, la nostra corsa rallenta e possiamo rigirare il canotto sistemandoci adeguatamente per riprendere a dirigerne la rotta. Ma non è facile la corrente resta forte e tende a mandarci in secca, noi lavoriamo alacremente per tenerci dove il fondale è più profondo e quando pare che ci siamo riusciti…il corso del fiume si stringe,  la corrente accelera ancora e ci getta verso una curva strettissima che ci tira verso la riva coperta di frasche. Ne usciamo senza problemi mentre il fiume si allarga ancora e ci porta dolcemente avanti.

 

12.5.3 PICT0138a.jpgMa non dura molto, ecco che il corso si stringe ancora, vedo un tronco semisommerso, “tutto a sinistra!” e cominciamo a pagaiare con foga, evitiamo il tronco ma la corrente è forte, subito dopo due grossi rami di un albero abbattuto ci sbarrano la strada ad altezza del torace, “tutto a destra!”12.5.3 PICT0086a.jpg e cominciamo a pagaiare con forza, ma i rami si avvicinano velocemente e noi non riusciamo a dirigere il canotto abbastanza in fretta, “giù tutti!” e mi stendo all’indietro così da evitare l’impatto. Anche Luciano penso abbia fatto lo stesso, perché, superato l’ostacolo, ci siamo trovati a ridere come matti.

 

12.5.3 PICT0140a.jpgDa lì in avanti il fiume si allarga e, eccettuando una secca che ci rallenta un poco, procediamo tranquillamente fino a che dietro gli alberi compare una 12.5.3 PICT0144a.jpgtorre e oltre un’altra curva ecco il ponte di Castelnuovo; ci avviciniamo lentamente cercando un punto comodo di approdo, ma la riva è alta e ripida, l’ultimo sforzo è per salire fino alla carrareccia dove potere sgonfiare il canotto e caricarlo sull’auto parcheggiata poco distante.

 

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Recuperata l’altra auto lasciata a Tortona, torniamo a casa.

 

Ora cominceranno a innaffiare i campi e l’acqua diminuirà ancora, ci restano Tanaro e Bormida che però sono molto inquinati,  cercando su internet ho trovato un bel percorso sul Ticino, oppure potremmo semplicemente dedicarci alla mountain bike… vedremo.  

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