Mag 22, 2012 - Senza categoria    No Comments

Scendendo sul Borbera

In canoa sul Borbera 

Una canoa gonfiabile viene venduta  per le acque placide di un lago o di un fiume tranquillo o del mare calmo e, prima con Valter, poi con Luciano, abbiamo sperimentato la canoa biposto su laghi interdetti alla navigazione a motore, a Candia e a Mergozzo, sul mare a Varigotti, poi sull’Orba, sul Tanaro, ma, pur nella considerazione della scarsa manovrabilità e dell’ingombro del canotto, mi pungeva la sfida di una discesa nella corrente.

Dopo il ritiro di Valter dall’attività remiera ho cominciato a temere che il nostro Sea Tiger avrebbe finito i suoi giorni ammuffendo in garage e cercavo  tra i miei amici qualcuno che potesse sostituirlo. Quando Luciano ha accettato di partecipare, abbiamo provato sul Tanaro e sulle ali del suo entusiasmo per la gita sul fiume abbiamo concluso l’anno scorso con il proposito di riprendere l’attività in primavera con intenzioni assai pretenziose.

1.jpgE durante una gita domenicale con Maria siamo passati lungo il torrente Borbera là dove l’acqua scorre tra alte pareti di roccia ruscellando tra grossi sassi… uno spettacolo davvero eccitante.  Ho quindi raccontato al mio nuovo socio del posto e la domenica successiva, approfittando della giornata di pioggia, ci siamo recati in loco per un sopralluogo.  Inutile dire che non stavamo più nella pelle per provare a scendere col nostro canotto sulle ali della corrente!

Tutto deciso per la domenica successiva, trovato anche un ristorante per il pranzo dopo la discesa, mobilitate Maria e Rita per il supporto logistico, non ci resta che aspettare che passi la settimana…  Previsioni meteo: coperto per il sabato, pioggia per domenica. Decidiamo di rimandare il Borbera accontentandoci di un’uscita sull’Orba dove Luciano non è mai stato.

Passa un’altra settimana… previsioni meteo: coperto il sabato, pioggia per domenica.  E che ca…!! ma allora ce lo fa apposta!

Io sono un istintivo, dopo un momento di sconforto ho provato a rivoluzionare i piani e ho proposto al mio sodale di partire il sabato pomeriggio e limitarsi ad una pizza dopo la discesa.  E lui ha accettato il nuovo piano.

Torno tardi da un corso di aggiornamento con il cielo che s’incupisce sempre più, Luciano arriva puntuale e mentre carichiamo l’attrezzatura sulla sua auto comincia a piovere. A questo punto potrebbe anche nevicare, noi si parte!

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Percorriamo il tragitto fino al Borbera sotto una pioggia battente che non influisce sul nostro entusiasmo, mostriamo a Maria dove deve venire a recuperarci, quindi,  caricataci l’attrezzatura in spalla, mentre la pioggia diminuisce d’intensità fino a perdersi nello schiarirsi del cielo, seguiamo il corso di un piccolo affluente che ci porta ad uno slargo ghiaioso del Borbera dove  gonfiamo la canoa e ci immergiamo nella corrente.

Passano pochi secondi, poi ci troviamo con la prua del canotto rivolta a monte, passano ancora un pugno di s3.jpgecondi e ci troviamo schiantati contro alte rocce nell’impossibilità di andare avanti o 4.jpgindietro presi in una forza che non ci aspettavamo. Altri secondi passano mentre cerchiamo una via d’uscita, dietro di noi uno stretto passaggio tra le rocce che, se ci muovessimo , probabilmente non riusciremmo ad attraversare senza farci molto male. Per fortuna non siamo fermi in mezzo alla corrente e il fondo è basso , Luciano decide di scendere dalla canoa e ci tira a riva. Guardiamo a 7.jpglungo la strettoia e ci convinciamo che di lì non riusciamo a passare. Luciano prova a cercare un sentiero che ci permetta di aggirare la strettoia e, trovatolo, cominciamo ad inerpicarci su una ripida 8.jpgsalita tirandoci dietro l’ingombrante canotto; dopo qualche centinaio di metri nel bosco e qualche foto su un caratteristico ponte, scendiamo nuovamente verso il ghiaione del Borbera e finalmente ripartiamo… comunque non senza qualche difficoltà nel mantenere l’assetto dell’imbarcazione, la corrente tira, il mezzo non è maneggevole, per noi c’è l’imbarazzo della prima volta… cerchiamo di darci un po’ di contegno passando davanti a una coppia con un cane e scendiamo con la corrente.

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Mano a mano che procediamo la tensione si riduce e la nostra efficienza aumenta, talora anche la corrente aumenta e la canoa procede sfiorando il 10.jpgfondo di massi, talora toccandoli, talora sbattendoci sopra, fino a incagliarsici costringendoci a faticose manovre per rimetterci in moto. In un tratto più stretto con una forte corrente però il fiume ha la meglio e ci mette di traverso, ci troviamo imbottigliati sopra due grossi massi posti a pelo d’acqua e cominciamo una lunga lotta per t12.jpgoglierci dalla scomoda posizione. Dopo diversi minuti di spingi e tira avevamo ottenuto di  metterci con la prua rivolta a monte e la canoa incastrata tra due rocce. 13.jpgAncora spingi e tira poi cominciamo a sfilarci, il tira e spingi diventa frenetico fino a toglierci dalla scomoda posizione, non ci resta che porre la prua nella corretta direzione di marcia.

Si susseguono tratti rapidi e profondi con altri tratti in cui l’acqua scorre bassa sui sassi e ci costringe a usare la pagaia per spingere sul fondo piuttosto che 14a.jpgper remare. Talora la corrente prende forza e nelle curve la scarsa maneggevolezza del canotto ci porta a 15.jpgsbattere contro le rocce ma la canoa regge bene e proprio allora noi ci divertiamo di più, pian piano poi cominciamo a indovinare la giusta traiettoria per evitare le secche e per non finire contro le rocce. D’accordo ogni tanto ci tocca scendere dall’imbarcazione, un po’ per superare un tratto particolarmente basso, talora per svuotare l’acqua che abbiamo imbarcato, talora solo per riprendere 18.jpgfiato e fare qualche foto, ma nel complesso stiamo vivendo un’avventura 20.jpgassai piacevole.

 

 

 

 

Dopo tre ore di discesa raggiungiamo la spiaggia con una scalinata che ci permette di raggiungere la strada, il cellulare finalmente ha campo e decidiamo di terminare qui la nostra avventura.

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Aspettando l’arrivo della seconda auto sgonfiamo la canoa e cominciamo a cambiarci. Recuperata l’auto di Luciano lasciata a monte, torniamo a casa per una padellata di penne e la finale di coppa a casa mia. Pronti per nuove avventure.

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Ps: in questi casi ti viene da pensare, la pioggia che smette di cadere mentre ci accingiamo all’imbarco, la corrente che ci trascina di lato alla partenza e ci mette in condizione di recuperare la riva senza gettarci nel tritatutto della strettoia tra le rocce, il canotto che s’inclina ma non si rovescia durante i nostri tentativi di uscire dall’imbroglio dei massi… il Signore delle Praterie ha un occhio di riguardo per i suoi figli più sconsiderati?

Scendendo sul Borberaultima modifica: 2012-05-22T13:54:00+00:00da giovannino16
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