Archive from giugno, 2011
Giu 6, 2011 - fuoristrada    No Comments

Nel Chianti

Grand Tour di Giugno: Seconda parte

O “nel Chiantishire. Tre uomini a zonzo (senza tacer del cane)”

11.6.3 69.jpgPoco dopo le 7 apro gli scuri della mia stanza, al di là della spessa cornice di gelsomino mi appare una splendida giornata di sole, respiro il profumo penetrante dei fiori e mi volto verso Jim che mi guarda sdraiato sulla sua parte del letto. Gli propongo “Dai Jim, usciamo”, mi11.6.3 71.jpg guarda poco convinto, continuerebbe volentieri a dormire, ma bisogna andare, Mariano è già sicuramente in piedi, c’è Gigi da svegliare, la colazione…

Per la colazione abbiamo un’ampia gamma di scelta, te, brioches arricchita con burro e marmellata per Gigi, prosciutto, salame, formaggio caprino e succo di frutta per Mariano, yogurt, brioches, succo di frutta per me, caffè per tutti. Prima di uscire prendo qualche fetta di salame e prosciutto per Jim che lui poi orgogliosamente rifiuta.

11.6.3 76.jpgPaghiamo la stanza e, raccolti i bagagli, ci11.6.3 85 a.jpg mettiamo in marcia verso Monteriggioni, punto di partenza del giro e in quota alla parte turistica della nostra venuta in Toscana, Mariano c’era già stato ma Gigi ed io eravamo curiosi di visitare questo paese cinto di torri ricordato anche da Dante. Non potevamo quindi11.6.3 78.jpg esimerci da una foto sotto le mura e salirne le scale fino a gettare lo sguardo sulle colline intorno. Ma qui dobbiamo affrontare un ostacolo, Jim non ne vuole sapere di salire sulle griglie che fanno da scala, vede il vuoto attraverso i fori e si sente in pericolo, ma poi, viste le nostre insistenze, si adatta seppure di malavoglia a 11.6.3 80.jpgseguirci. Facciamo qualche foto sulle mura e11.6.3 83.jpg convinciamo Jim a ridiscendere le scale. Un breve giro tra le antiche case del paese, ancora qualche foto e quindi mettiamo mano al road book per capire da dove parta concretamente il giro.

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La prima nota in effetti non è molto chiara e Gigi, che aveva promesso di essere la nostra guida per la giornata… che neanche Virgilio con Dante… non ci capisce una pipa e si defila dicendo che deve fare rifornimento. Restiamo quindi con Mariano a cercare di trovare il bandolo del percorso mentre Capocorvo va a cercare un distributore. Sbrogliato l’intricato dilemma ci poniamo all’ombra ad attendere il nostro amico, i minuti passano ma ancor non torna il prode Gigi e allora lo chiamo col cellulare, non ha ancora trovato la benzina ma è quasi arrivato a Siena, se non facesse un caldo incredibile ci sarebbe da ridere, accendo il motore e l’aria condizionata. Siamo solo un po’ defilati sulla strada e se si incrociano due auto una deve fermarsi e quindi dopo la quarta o quinta occhiataccia degli automobilisti di passaggio chiamo Gigi di nuovo, ha fatto rifornimento e sta tornando. Di quando in quando provo a chiamare Gigi con la radio e finalmente dopo altri lunghi minuti mi risponde, ora sta davvero arrivando.

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Quando ci rimettiamo in marcia, Gigi decide di seguire noi e tocca al Prode Navigatore sobbarcarsi il lavoro, giriamo a sinistra con un bar d’angolo secondo road book e ci troviamo la strada sbarrata, poco male invertiamo la marcia e riprendiamo la strada un poco più avanti dopo una rotonda.

Cento metri dopo una seconda rotonda, una deviazione sulla sinistra ci trova pronti a imboccarla secondo le indicazioni, ma non tardiamo a renderci conto che la strada è sbagliata, giriamo ancora sulla provinciale e ci troviamo sulla via già percorsa. Riprendiamo la deviazione di prima per verificare che non ci fossimo persi qualche bivio, ma non abbiamo tralasciato nulla è proprio la nota ad essere sbagliata e non ci resta che chiedere ad un’auto di passaggio per Borgo San Luigi: la deviazione è si a sinistra, ma almeno 500 metri più avanti.

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A questo punto siamo nel road book e procediamo sereni. La strada corre facile tra boschetti e campi coltivati fino ad un altro tratto di asfalto che ci porta alla nota successiva che imbrocchiamo al secondo passaggio, svoltiamo a sinistra tra pini e case, poi a destra in salita e ci troviamo un bel segnale di divieto d’accesso con tanto di delibera del sindaco per lavori dell’ENEL.

 

Un rapido consulto tra me e Mariano, con Gigi che ci domandava per radio perché fossimo fermi, poi continuiamo a salire tra gli ulivi, hai visto mai che l’ENEL abbia fatto il ponte? Niente ponte, operai al lavoro e noi che si torna verso l’asfalto per passare alla nota successiva, poco male erano solo 3-4 chilometri.

Durante questo trasferimento ci siamo fermati ad una COOP per farci preparare i panini per il pranzo da una signora  particolarmente gentile e simpatica con i miei amici che mi prendevano in giro perché avevo indicato la bresaola per il panino dicendo “me lo faccia con quella cosa lì”, poi raggiunto il bivio abbiamo cominciato a salire lungo uno sterrato che  si è fatto via via piuttosto sconnesso tanto che sono riuscito a dare una grattatina alla carena, ma niente di importante.

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Superata la collina ci siamo trovati tra le vigne , abbiamo fatto un po’ di foto e alla ripartenza Gigi è scattato in testa voglioso di guidare la colonna, ma al primo bivio si è fidato del suo intuito proseguendo diritto, il Prode Navigatore seguiva il road book e abbiamo girato a sinistra con Gigi che si è ritrovato ancora a seguire. Ancora un tratto d’asfalto poi siamo scesi lungo un sentiero tra i boschi. Una piccola indecisione nella lettura del road book ha permesso di nuovo a Gigi di passare a condurre, ma ancora è durato poco, al primo bivio il suo intuito lo ha portato ancora sulla via sbagliata e noi non aspettavamo altro per passare ancora davanti. Intanto la strada si è fatta divertente con ripide salite e
altrettanto ripide discese, nulla di particolarmente difficile, ma 11.6.3 119.jpgsicuramente divertenti, alla fine di una di queste anzi ci siamo trovati davanti un torrentello con la strada che pareva finire dopo una curva nel cortile di un casale, tanto che ci siamo chiesti se non avessimo sbagliato strada, ma non era così,11.6.3 120.jpg lo sterrato, superato il casale proseguiva in salita, poi il percorso tornava ad essere facile, ma eravamo comunque soddisfatti del tratto precedente.

Ci siamo fermati a mangiare il nostro panino su 11.6.3 122.jpgun rettilineo tra gli alberi mentre il cielo si scuriva e il temporale tuonava ancora lontano.

Il tratto successivo era ancora facile, larghi sterrati bianchi che tagliavano vasti vigneti che continuavano in uliveti che si perdevano in boschi di rovere e noi giravamo lì in mezzo seguendo il road book interpretato magistralmente dal Prode Navigatore, col cielo che continuava a mutare, prima nuvole scure con grosse gocce di pioggia, poi nuvoloni bianchi, poi il sole e quindi ancora pioggia.

Noi cercavamo una fattoria che vendesse del vino, ma l’unica volta che abbiamo provato a fermarci c’era un sacco di gente per la degustazione e abbiamo subito rinunciato, alla fine non abbiamo comprato neanche una bottiglia di vino pur trovandoci proprio nel cuore del Chianti.

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Il giro è finito dalle parti di Quercegrossa da dove siamo scesi verso la superstrada per prendere la via di casa. Prima di arrivare a Firenze, abbiamo incrociato un temporale coi fiocchi, ma per il resto il viaggio si è svolto senza problemi di sorta.

Come è andato il giro? Riassumerò riportando una conversazione per radio tra me e Gigi:

G. –quando organizzi il prossimo giro?-

Io –dimmi tu quando sei libero e vedo cosa posso fare-

G. –per la fine di Giugno?-

Io –Ok-

 

Giu 4, 2011 - fuoristrada    No Comments

Doppio giro di Giugno parte I

Grand Tour di Giugno: Prima parte

O “alle Cinque Terre sulla via del Chiantishire”

Passato a prendere Mariano, imbocchiamo l’A21 con l’idea di prendere la bretella per l’A7, ma voliamo lo svincolo e proseguiamo verso Voltri, a Masone diamo uno squillo a Gigi che parte da Pegli, ma ovviamente noi ci troviamo imbottigliati nella coda che inizia allo svincolo per Ventimiglia e vedendo che perdiamo un sacco di tempo avvisiamo Gigi che già procede verso il Levante. Restiamo d’accordo di trovarci alle Cinque Terre. Io intendevo l’uscita di Carrodano, Gigi esce a Levanto, ma per fortuna ci risentiamo e riusciamo a trovarci.

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Partiamo spediti verso le alture e, dopo qualche foto al panorama spettacolare, iniziamo il giro senza intoppi, Gigi guida la colonna spavaldamente e due ali di folla festante salutano la sua prima volta a Carrodano.

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DSC_0008.jpgPer parte mia procedo lentamente per non infierire troppo sulla vernice del FreeLander coiDSC_0010.jpg rami che sporgono sul tratturo, qui e là la fiancata geme sommessamente, ma procedo senza ascoltarne i lamenti. Gigi saltella rapido col suo Jimny tra i sassi e i buchi fermandosi di tanto in tanto per qualche foto, Mariano è con lui e penso gioisca allorquando dico a Gigi per radio “se non vai troppo DSC_0012.jpgforte, ti faccio qualche foto da dietro” rallentando la foga del suo pilota. Il Jimny è un gran mezzo, ma, con un po’ di attenzione, riesci a contare le tue vertebre ad ogni buco se vai abbastanza forte!

In un piccolo slargo ci fermiamo a consumare iDSC_0018.jpg panini che avevano acquistato i miei amici mentre io proteggevo dal vigile le auto parcheggiate in maniera approssimativa. I nuovi principi religiosi di Mariano obbligavano moralmente tutti a una certa frugalità, tutti che poi sono io che ho dovuto limitarmi ad un solo panino, Gigi non credo abbia avuto problemi in questo senso, ma non era bello mangiare sotto il naso del nostro amico un paio di panoni come di solito accadeva  e, comunque, il pensiero della cena toscana non permetteva di deprimersi per il sobrio spuntino. E poi c’erano anche delle nespole!

DSC_0023.jpgRiprendiamo la marcia, ancora buchi e ancora inascoltati lamenti della carrozzeria fino all’asfalto dove decidiamo di partire decisamente alla volta della Toscana.

Tutta autostrada giù fino Firenze, poi la superstrada verso Siena, uscita a Badessa e via verso Quercegrossa tra splendide colline dai caratteristici casolari col GPS che guidava la marcia senza indecisioni. Che poi io sono convinto come sostiene lui che Gigi avrebbe svolto altrettanto bene questo compito con la cartina in mano, ma in effetti… consentitemi di dubitarne! Tutte le volte vuole fare il Capocorvo, si parte con lui che deve fare da guida, gli si fornisce il road book… poi al momento di partire… “ma sai, leggere e guidare… devo inforcare gli occhiali da lettura… il road book non è preciso… dai io sto davanti e voi mi date le indicazioni per radio!”

e che ca…!

Comunque sotto guida satellitare abbiamo raggiunto l’albergo, abbiamo posato i bagagli e siamo ripartiti alla volta di San Galgano che distava una quarantina di chilometri.

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DSC_0042.jpgCi siamo goduti la maestosità dei resti della chiesa che, pur nell’assenza del tetto, testimoniavano gli antichi fasti e poi la piccola cappella posta sulla collina sovrastante che pur nella sua raccolta struttura era senz’altroDSC_0049.jpg piacevole con la sua volta a cerchi concentrici che a guardarla dava una sensazione quasi vertiginosa. Un po’ meno entusiasmo mi ha dato la spada DSC_0048.jpgpiantata nella roccia e ancor meno ho apprezzato il negozietto attiguo alla cappella dove facevan mostra di sé la grappa, l’amaro, i souvenir del santo, la Madonna e quant’altro di più o meno attinente, ma questo non c’entra con lo spirito del racconto.

C’entra invece, e come non potrebbe, lo scherzo subito da Gigi, che affetto com’è da una fobia per tutto quanto concerne i polli e gli uccelli in genere, ad un certo punto si avvicina a Mariano e a me chiedendo sgomento per lo schifo profondo che provava in quel momento se quel liquido cadutogli sul capo fosse solo acqua o un escremento di piccione. Noi ci siamo guardati un attimo e ovviamente abbiamo optato per la seconda ipotesi così che il nostro ha sentito l’impulso impellente e irresistibile di lavarsi la testa a unaDSC_0040.jpg fontanella lì vicino.

E a quel punto hai voglia a dirgli “ma dai che è solo acqua!” lui continuava imperterrito a sciacquarsi il capo e, mentre si prodigava con abbondanti abluzioni di acqua gelida, andava dicendo “questo è uno dei lati positivi di avere i capelli rasati!”.

Va beh, una cattiveria che potevamo risparmiarci, soprattutto io che so della fobia del mio amico, ma è stato più forte di noi, immaginatevi la scena, lui un po’ pallido, con il mento sollevato onde evitare che il liquido non identificato gli coli sul viso… dai come fai a dire “è solo acqua”! che poi, a dirla tutta, quando all’arrivo nella stanza in albergo ho chiesto alla signorina della reception se ci fossero guanciali o materassi con le piume alle quali sono allergico, i miei “amici” sono usciti in coro con un elenco di malattie dalle quali sarei stato affetto che quella impaurita era lì lì per chiamare l’ASL per chiedere un nullaosta alla mia permanenza in struttura! Dai, chi la fa l’aspetti…

Terminato il nostro giro turistico a San Galgano siamo partiti verso l’albergo cercando sulla via un ristorante per la cena: quello non ci ispirava, lì no, neanche lì, poi mentre cominciava a scurire abbiamo visto l’indicazione di una trattoria-pizzeria e abbiamo imboccato la stradina, siamo prima finiti nel cortile di qualcuno, abbiamo fatto manovra nel vecchio fienile e tornando indietro abbiamo localizzato DSC_0055.jpgil ristorante. La struttura ricavata da un vecchio casale era molto bella, coi muri ricoperti di vite americana e l’interno assai piacevole con una commistione di rustico ed elegante. Il profumo che aleggiava nella sala era invitante e ci siamo fermati.

Ora ci dovevamo scontrare di nuovo con i dettami della novella identità religiosa di Mariano, va beh l’amicizia, l’umana solidarietà, la comprensione… ma che ca…! rinunciare all’antipasto toscano (che non sapevo cosa fosse ma mi pareva irresistibilmente buono) mi sembrava un insulto anche nei confronti di chi ci ospitava e, scusandomi vigliaccamente col mio amico, ne ho ordinato una porzione. Non me ne sono pentito e anche Gigi che ha potuto apprezzare i crostoni con le salsine, li ha trovati squisiti.

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E siamo al primo. C’è la ribollita. Mariano ne sente già il sapore. Guarda Gigi e me (in fondo potremmo essere considerati due sacerdoti della sua nuova fede) e domanda un po’ a noi e un po’ al cielo “In fondo se mangio solo la ribollita… non può mica essere considerato un peccato grave?”. Come fai, anche se lo pensassi e sinceramente non lo ritengo un peccato mortale, a dirgli “no, ti tocca al massino una bistecchina magra con due foglie d’insalata!”?

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E tutti d’accordo siamo partiti, Mariano ed io ribollita, Gigi pasta e fagioli: una goduria indicibile!

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Poi Gigi ha voluto strafare e ha preso anche cantucci e vino. Ma DSC_0064.jpgquando non è sotto stress, digerisce benissimo!

Unica nota stonata quell’anoressico di Jim, gli ho fatto preparare una porzione di pasta col sugo, ci ho messo dei wurstel, ho mischiato il tutto, lui ha estratto scrupolosamente i wurstel e ha lasciato tutta la pasta, va beh mangerà domani!

E ripartiamo per tornare all’albergo, seguendo le indicazioni del GPS percorriamo le strade buie tra le colline come fini conoscitori della zona, il solito Gigi, si quello che in pectore è sempre Capocorvo, dice che lui con una cartina saprebbe addirittura fare meglio (ma si sa che la sua professione stimola la presunzione e l’egocentrismo!), arriviamo a Quercegrossa ma la deviazione che conduce all’albergo pare inghiottita nel nulla, torniamo indietro, ripassiamo in avanti non senza che Gigi dia una delle sue indicazioni sottolineando che lui è chiaramente orientato, torniamo ancora indietro lentamente e finalmente vediamo l’albergo, ma non posso girare che se no quell’idiota che mi sta attaccato al paraurti mi viene addosso e facciamo ancora una volta inversione. Per fortuna, a dispetto della stazza, il Freelander si gira bene e finalmente possiamo andare a dormire.

Solo due pirla si mettono a chiacchierare proprio sotto la mia finestra, ma proprio quando sto per alzarmi e mandarli… a dormire, ci vanno da soli. Jim ai piedi del letto apprezza, poi aspetta che mi addormenti e salta su, a domani.

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Giu 4, 2011 - fuoristrada    No Comments

Doppio giro di Giugno

Grand Tour di Giugno: Prologo

O sull’evoluzione dell’organizzazione di un giro

Si comincia a parlare con Maurizio del nuovo doppio giro alla fine di Aprile, si discute sul Garda primitivamente, poi esce il nuovo A&F con un giro nel Chianti, io ne ho un altro vecchio nella stessa zona e la mia proposta di utilizzare questi due facili percorsi fuoristrada associando ad essi un giro turistico nella zona trova l’adesione entusiastica dell’altro socio proponente che mi dice di scegliere io i giorni a cavallo del 2 Giugno che tanto lui ha già preso tutta la settimana di ferie. Io mi metto d’accordo col collega che dovrà sostituirmi per il 3 e il 4 e tutto pare filare liscio.

Intanto arrivano un paio di “forse” e  i “non posso proprio” degli altri soci tanto che io comincio a prendere in considerazione di partire in auto da solo col mio cane Jim. Ma ecco che una settimana prima della partenza Gigi mi telefona di essere disponibile a partecipare anche se solo per due giorni; poco male, partiamo presto la mattina e facciamo un giro già il primo giorno, se vogliamo con Maurizio rientriamo il sabato dopo un giro turistico nella zona che certamente merita. E intanto arriva anche l’adesione di Mariano, anche il Prode Navigatore si può permettere solo due giorni, dando una nuova scossa all’organizzazione, va beh rientrerò anch’io il venerdi sera.

A pochi giorni dalla partenza mi telefona l’altro socio proponente che mi dice che stante il ponte festivo, poiché è libera anche la sua compagna, non viene e va a fare un giro con lei. Maria che mi osserva mentre parlo con Maurizio, si stupisce dell’assenza di qualsiasi commento da parte mia e del mio cortese colloquiare con lui. Conoscendomi si aspettava una reazione assolutamente diversa, ma… che vuoi dirgli? Che… e che… ma chi se ne frega! I problemi suoi, sono suoi, come avevo già detto a Maria ero disposto anche a partire da solo con Jim e invece c’erano Mariano in macchina con me e Gigi col Jimny, eravamo una compagnia persino abbondante e di sicuro affiatamento.

Anche Gigi comincia a storcere il naso quando gli dico che i percorsi in fuoristrada sono facili, anzi quando realizza che si tratta perlopiù di sterrati di terra bianca senza particolari difficoltà mi dice testualmente “mi hai proprio smontato, va beh… comunque…”.

Ci risentiamo e, tempo perso per tempo perso, propone una visita a un’abbazia di cui ha sentito parlare, San Galgano. Come dirgli di no?

Comunque avevo in serbo per lui una sorpresa, il doppio giro riceveva un altro mutamento evolutivo per andare incontro alle aspettative del mio vecchio amico ed illustre collega, si partiva giovedi mattina, rendevu (non si scrive così, lo so, ma hai capito, no?) in autostrada, uscita a Carrodano, facciamo la prima parte del giro omonimo, riprendiamo l’autostrada con obiettivo Quercegrossa dove frattanto Mariano, che oltre alla qualifica di Prode Navigatore è anche titolare del Ministero degli Esteri, ha prenotato l’albergo per la notte e, posati i bagagli, via fino all’abbazia di San Galgano per la quota turistica del giro, cena sulla via del ritorno e dormita ristoratrice in attesa del giro sulle colline del Chianti.

Siamo partiti da due giri sul Lago di Garda e siamo passati per Le Cinque Terre per raggiungere il Chiantishire, tutto è bene quel che finisce bene!