Archive from febbraio, 2011
Feb 20, 2011 - bike    No Comments

Ancora in bici

 

Domenica in bici…

anzi sabato.

Le previsioni meteo promettevano sole per sabato ma minacciavano pioggia per domenica… di nuovo!

Noi si era d’accordo per un giro in bici domenica mattina, ma l’estrema duttilità del nostro gruppo e la capacità di adattarsi dei sodali ci hapermesso di riorganizzarci e di partire per il nostro giro il sabato pomeriggio.

D’accordo, la partecipazione non è stata un successo, ma questo non è avvenuto per il cambio del programma: Dante aveva sporcato la bicidomenica scorsa e non voleva ripetere l’esperienza, Paolo aveva degli impegni familiari, Franco, malgrado la giornata soleggiata, se non ci sono almeno 20°, dice di sentirsi sottoequipaggiato, Alessandro ufficialmente non si sentiva bene, ma chi lo conosce è più portato a pensare

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che il fango non facesse parte dei suoi interessi. Siamo rimasti Luciano, con i copertoni nuovi dopo la doppia foratura di domenica scorsa, Francesco alla sua prima uscita stagionale ed io, con la mia gamba malandata, il peso eccessivo e il fiato limitato dal fumo, dallo scarso esercizio e dall’età.

11.2.19 4.JPGSiamo partiti alle 14.30 e dopo un primo tratto di asfalto abbiamo imboccato lo sterrato.

Abbiamo quindi percorso l’argine verso Sale e, malgrado io rallentassi l’andatura del gruppo, abbiamo raggiunto abbastanza agilmente Alluvioni, siamo scesi fino al Po e abbiamo quindi preso la via del ritorno. A questo punto avevamo percorso più di quindici chilometri e io cominciavo a sentire la fatica, diciamo fatica ma era una sensazione di disagio legata al respiro, alle gambe dure e al fastidio procuratomi dalla sella; dopo i 25 chilometri pedalare era sgradevole, fossi stato solo mi sarei fermato un po’ a riposare, ma non lo ero e il tempo era pas

sato, il sole scendeva verso occidente e si avvicinava la sera. Ai 30 chilometri abbiamo svoltato sulla provinciale e

gli ultimi 5 li abbiamo percorsi sull’asfalto, non andava bene, ma andava meglio.

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Sono arrivato a casa provato dai 35 chilometri del percorso, ma ero soddisfatto… continuando con le uscite, malgrado la bici non sia il

miosport, comincerò a pedalare con meno difficoltà, qualche chilo accumulato in inverno mi lascerà e col tempo più clemente la maggiore attività all’aperto mi aiuterà a migliorare le mie capacità motorie. Forse…

 

 

 

Sicuramente invece Francesco avrà difficoltà a superare quella sorta di fobia che prova quando sente l’abbaiare anche lontano di un cane, anche quando l’animale è un quindici centimetri di bastardino dal musetto simpatico; se poi si tratta di un doberman di quaranta chili, diventa irrilevante che sia chiuso in un cortile recintato, il suo abbaiare lo sgomenta e il vederlo correre avanti e indietro lungo la recinzione lo getta nel panico, in fondo basterebbe un buco per permettergli di uscire e a quel punto… comunque bisogna apprezzare che abbia accettato di ripassarci davanti al ritorno anche se11.2.19 12.JPGistintivamente avrebbe preferito passare su un’altra strada per evitare di vederlo ancora. Buona la sua prestazione per essere la prima uscita della stagione.

 

 

Luciano… lui è quello più anziano, ma è anche quello più in forma, ha continuato a pedalare per tutto l’inverno ed è quello che quindi sente meno la fatica, ora che poi ha i copertoni nuovi… come lo fermi? 

 

Feb 14, 2011 - bike    No Comments

Domenica in bici

 

Bikers

Tutta la settimana bel tempo… chiuso in studio o girando di corsa per la città a lavorare, tutte giornate da più di 10 ore… sabato mattina ho ancora da fare… il pomeriggio… il sole splende nel cielo ma io sono d’accordo con Domenico per cambiare le porte dello studio che quindici giorni fa mi hanno fregato il portatile e almeno ci provo a impedire che me ne fottano un altro, non che ci creda tanto, ma almeno per entrare dovranno fare un po’ di fatica…

Ma alla fine della settimana c’è la domenica e, caschi il mondo, si va in bici.

Mi sveglio alle 8 senza la sveglia, mi rigiro assaporando il calore del piumone, mi stiro… come ho dormito bene! Penso con piacere a dove trovo le cose da bici, devo ricordarmi di mettere un po’ d’olio nel cambio… arriva Maria: “sai che ha piovuto stanotte?”… uno sbotto di bile mi refluisce su dal duodeno e mi colora anche la faccia… verde di rabbia mi precipito alla finestra e apro gli scuri… una grigia atmosfera fatta di nubi, nebbia e umidità traspira dal campo di fronte… e che ca…!!!

Maria che immagina i miei pensieri ma non si sa trattenere: “ dici che viene qualcuno?”

E’ la bile che guida i miei pensieri a questo punto: “chi se ne frega! Se non viene nessuno, abbasso la sella e vado a fare un giro col cane!”  e lei: “ ma se piove ti bagni tutto… e fa più freddo di ieri…”. Mi astengo dal rispondere e vado in bagno.

Alle 8.30 sono pronto, non sono sicuro che arrivi qualcuno, ma io sono pronto. Sto andando a prendere la bici e arriva Luciano, mi appresto ad uscire e arriva Paolo. Maria che comunque vada cerca il pelo nell’uovo: “e Dante non viene?”, “Dante lo andiamo a

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prendere!” diciamo noi… e si parte.

Dante è già pronto, sta uscendo nel suo nuovo abitino da bici frutto del nostro imperversare, mio e di Luciano, sul suo abbigliamento “siberiano” nell’uscita della domenica precedente.

Il gruppo è completo (Franco, se non c’è il sole e almeno 20°, non viene), muoviamo verso Piovera fino all’Alberina e quindi iniziamo lo sterrato, pedaliamo di buona lena fino all’argine e puntiamo sul Tanaro.DSC03211.JPG

Avvicinandoci al fiume il fondo diventa argilloso, pregno d’umidità e scivoloso, ad un certo punto le rotaie create dai trattori piene d’acqua rendono Luciano che guida il gruppo un po’ dubbioso, si ferma e voltandosi chiede“continuiamo o torniamo indietro?”. Io che arranco in fondo alla fila, faticosamente in equilibrio sulle ruote che scivolano, “vai, vai che il bello viene adesso!”.

Passiamo su un tratto inerbito, non fangoso come il precedente, ma ugualmente molle e faticoso,  poi scendiamo in lieve discesa verso il fiume. La mia preoccupazione va al dopo, al rifarla in salita, ma è solo questione di un attimo che siamo già sulla riva del Tanaro. Qualche foto, un po’ di te caldo e si riparte; in fondo la salita non è così faticosa, è peggio il riuscire a mantenere l’equilibrio con le ruote che scivolano da una parte e dall’altra.

A questo punto davanti a noi c’è un boschetto di robinie, una delle ultime vestigia di quello che un tempo mi si dice fosse un grande bosco che correva continuo lungo le rive del fiume, cerchiamo un sentiero che lo attraversa, ancora una quindicina di anni fa il bosco era più vasto e ne percorrevamo i sentieri in bici o in fuoristrada, ora… va beh troviamo il sentiero e ci addentriamo tra gli alberi ricoperti di edera, a me piace, e penso anche ai miei amici, pedalare nell’ombra silenziosa del bosco, la più bella foto del giro la faccio proprio qui e viene bene nonostante la scarsità di luce.

 

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DSC03217.JPGPiù avanti il sentiero si stringe e si fa coperto di rami, Luciano scende dalla bici “se no buco per laDSC03219.JPG terza volta in un mese!), io provo a passarci sopra. Poco dopo  un albero abbattuto blocca il sentiero, dobbiamo superarlo con le bici in spalla e al di là Luciano si rende conto di aver bucato la ruota anteriore (per me ha qualche problema con i copertoni)…

 

 

 

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Provo a pensare come potrei fare arrivare Maria fin lì col fuoristrada per raccogliere il nostro sodale, ma fortunatamente Dante ha uno spray per le forature,

 

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siamo dubbiosi che funzioni, ma ci proviamo e ci va bene, la gomma tiene  e possiamo continuare il giro.

Dopo una sosta per una foto con lo sfondo del fiume,

 

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usciamo dalle robinie e ci dirigiamo verso l’argine seguendo la strada più lunga ma più comoda e raggiungiamo l’asfalto. Ancora qualche chilometro fino a casa, domenica prossima riprendiamo da dove abbiamo lasciato… se non piove, naturalmente!