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Dic 6, 2010 - fuoristrada    No Comments

A Sestri L.

Giro dell’Immacolata

 

(che l’abbiamo fatto il 5 per permettere a Gigi di partecipare…

Immagine 012.jpge lui non è venuto)

 

Siamo partiti in una mattina freddissima per raggiungere Sestri Levante dove cominciava il giro.

Dalle nostre parti la neve si era già sciolta ma verso Tortona abbiamo trovato la pianura innevata e, a mano a mano che salivamo verso l’Appennino, lo spessore della coltre nevosa aumentava.

Poi, passata la galleria dei Giovi, la neve è sparita, ma, imboccata la A10, dopo ogni galleria scoprivamo che il cielo era sempre più scuro e gonfio di pioggia (o neve).

Si era deciso di andare per il pranzo al ristorante, ma comunque, per non sapere nè leggere nè scrivere, raggiunta Sestri, abbiamo 10.12.5 24a1.jpgacquistato un po’ di focaccia in loco, che non si sa mai.

Maurizio ha guidato con sapienza la colonna e abbiamo cominciato a salire, davanti a noi salivano altre tre auto che probabilmente seguivano il nostro stesso road book, ma nel solito spiazzo noi ci siamo fermati perdendo così  i nostri occasionali compagni.

La temperatura era gradevole rispetto a quanto avevamo lasciato nella nostra Padania, ma, malgrado questo, Franco, per l’occasione mio valente copilota, ha sfoggiato un abbigliamento da Orso Yoghi che si appresta al letargo e, per non sapere né leggere né scrivere, l’ha mantenuto ogniqualvolta siamo scesi dall’auto.

Jim ha apprezzato l’occasione per sgranchire le zampe, noi per fare un po’ di foto

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10.12.5 035.jpg(dopo le mie proteste per le poche foto fatte durante i giri, in quest’occasione gli scatti si sono davvero sprecati, con le 10.12.5 37.jpgfotocamere di Maurizio, di Franco, la mia e anche col cellulare di Maurizio).

Poi abbiamo cominciato la discesa e sono cominciate le buche create dalle piogge nella carrareccia.

Di per sé il giro è facile ma l’erosione dell’acqua ci ha dato modo di fare un po’ di foto che mostrano le doti di agilità delle sospensioni delle nostre auto, non abbiamo patito particolarmente i vari passaggi e mai in effetti abbiamo avuto timore di non passare, ma la soddisfazione di superare gli ostacoli a mano a mano che si presentavano è stata davvero 10.12.5 29.jpggrande.10.12.5 44.jpg

Persino la carrareccia occupata in parte da una frana che si era staccata dalla parete di terra e sassi è stata superata di slancio (non senza una nutrita salva di scatti digitali, ovviamente).

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Poi il guado, con Maurizio che si è finalmente guadagnato le ali (e ha forse finalmente compreso che i paraspruzzi e le pedane non c’entrano niente con le turbolenze dell’acqua).

10.12.5 93.jpg10.12.5 76.jpg

10.12.5 78.jpgE ancora una salita argillosa con le ruote che scivolavano sul fondo viscido

(e ancora qualche foto fatta a Maurizio che mi precedeva) e ancora una sosta

(e altre foto. Soprattutto rimarchevole quella di Franco che, pur avvolto nelle coltri della sua felpa, è stato il primo a risalire in auto patendo il vento che spazzava la radura dove ci eravamo fermati).

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Poi la salita verso il Passo del Bocco, non senza una sosta nello spazio attrezzato dove l’occhio spazia verso il mare coi porticcioli delle cittadine rivierasche.

In effetti il pensiero di mettersi a mangiare come abbiamo fatto in altre occasioni sul tavolo di legno con un vento gelido che sferzava il pianoro non era allettante, Franco ne era addirittura spaventato e i suoi occhi spalancati (erano gli occhi l’unica parte scoperta che potevamo notare) quando ho chiesto se ci si voleva fermare a mangiare in quel posto mi hanno convinto a non riparlare della cosa e, fattomi un giretto per scattare qualche foto a Jim con lo sfondo del mare, siamo ripartiti.

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10.12.5 107.jpgSuperato il passo abbiamo rivisto la neve che imbiancava il paesaggio e una nuvola umida e scura che incombeva su di noi minacciando precipitazioni abbondanti.

Senza porre tempo in mezzo abbiamo puntato verso valle per raggiungere il ristorante fermandoci a Campore di Maissana dal “Maffun” dove, in un ambiente familiare, abbiamo spazzolato un buon pranzo (come al solito Betty ha messo in evidenza la sua golosità per i dolci, facendo sua anche la mia porzione di torta che, in presenza di uova, ho dovuto rifiutare).

A questo punto si poteva continuare il giro puntando verso il Passo della Biscia e probabilmente sarebbe stato divertente il tragitto sterrato con la neve, ma sono stato messo in minoranza e, democraticamente, ho accettato di puntare verso Sestri per una sosta sulla spiaggia.

10.12.5 119.jpgSul percorso mi sono fermato presso un ruscello per permettere a Jim di bere, ma la cosa non è stata particolarmente10.12.5 120.jpg apprezzata dal mio cane, io comunque ne ho approfittato per scattargli qualche altra foto.

Poi, trovato fortunosamente un parcheggio, abbiamo raggiunto la spiaggia, che ci tirava un vento freddo, ma così freddo…

comunque, con Franco nel suo ormai solito avvoltolato da orso, abbiamo trovato il modo di apprezzare anche questa parte della giornata, persino Jim si è lasciato lambire le zampe dalle onde (in effetti un po’ più perplesso l’ho visto quando ha provato ad assaggiare l’acqua di mare).

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10.12.5 125.jpgQuando ci siamo stufati di farci schiaffeggiare dal vento, siamo partiti.

Sull’autostrada, dopo Ronco, abbiamo anche subito la neve, ma anche questa non ci ha creato eccessive difficoltà e siamo arrivati a casa soddisfatti.

Spero riusciremo ad organizzare i tradizionali giri di Capodanno e dell’Epifania visto che probabilmente la neve verrà a rendere morbidi e splendenti i sentieri della nostra pianura, altrimenti se ne riparlerà quando il miglioramento delle condizioni atmosferiche ci permetterà di ripartire,

per ora assaporo il piacere del giro di oggi.