Archive from novembre, 2010
Nov 11, 2010 - fuoristrada    No Comments

Da Finale a Pian Sottano

GIRO DEI SANTI

Il primo del mese Gigi non poteva e dunque il Giro dei Santi è stato posposto al 7 novembre.

Precisazione altrimenti inutile ma necessaria per chi non dia un senso indicativo alla data del giro, ma esiga una correttezza Immagine 022.jpgnumerica degna di ben altra e più importante vicenda.

 

Si è aggregato anche Maurizio e siamo partiti alle 08.30 della domenica Franco, Luciano –alla sua prima esperienza- ed io (per non parlar del cane) sul mio Jimny, Betty e Maurizio sul Terrano, alla volta di Varazze da dove, incontrato Gigi e passato Franco sull’altro Jimny, avremmo mosso alla volta di Finale L. per iniziare lo sterrato verso il Colle del Melogno.

Gigi alla testa della colonna muoveva piuttosto lentamente tra sassi e buche accelerando solo là dove vedeva una pozza nell’intento non troppo nascosto di infangare per bene la sua auto, qualche sosta per le foto e per fare sgranchire le zampe a Jim e l’arrivo al colle è avvenuto senza particolari difficoltà.

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Anche questa volta la sterrata in discesa verso l’agriturismo Cadell’Alpe era chiusa per lavori e abbiamo proseguito sull’asfalto.

(Non posso qui esimermi dal menzionare il fatto che Maurizio, altrimenti molto parco nel fotografare i passaggi più difficoltosi delle altre vetture… molto parco, un eufemismo per evidenziare che se si tratta di fare una foto ai sodali mentre ce la mettono tutta per superare un ostacolo non muove il proprio minuscolo sedere dal sedile del Terrano e praticamente mai… va beh, questo nostro fotografo di fiori e paesaggi, si è preso la briga di scendere per fotografare il mio di sedere

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 mentre stavo decifrando la motivazione della chiusura della strada anche per lui.

Una critica? Ma Dio ci scampi e liberi! Un invito a darsi un po’ più da fare per immortalare i passaggi dei compagni che già lo fanno anche per lui e come fa piacere a lui vedere quelle foto… e dimentichi i sederi degli altri, che oltretutto stanno lavorando anche per lui!)

Raggiunto un bivio, mentre nella precedente occasione a settembre con Maria e Franco abbiamo svoltato verso Osiglia, ho indicato per radio a Gigi di svoltare verso Bormida.

 Il mio amico, che ancora guidava la colonna, è rimasto un po’ imbambolato a guardare i segnali probabilmente per nulla aiutato dal suo “provetto” navigatore.

“Vai a sinistra!” gli ho gridato allora pensando che raccogliesse l’idea di scegliere tra le due strade che aveva davanti, lui invece ha invertito verso la strada in discesa che veniva chiaramente indicata per Osiglia dalla segnaletica. Mi sono stufato e ho preso risolutamente la testa della colonna sulla via proposta, non sapevo dove ci portasse, ma asfalto per asfalto, tanto valeva cambiare.

E in effetti avevo in mente un’altra possibile destinazione, invece ad un certo punto mi sono ritrovato a Pian Soprano, a un paio di chilometri dal ristorante ed era da poco passato mezzogiorno.

Ho rallentato e ho proposto a Gigi e Maurizio di fare il percorso all’inverso fino alla Madonna della Neve, lo avevamo fatto con Gigi in compagnia di due Defender milanesi e il mio amico, memore delle difficoltà proposte dal tratto in salita, ha

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preferito rinunciare ad essere l’apripista, Maurizio… pure e sono partito io per primo seguito dai miei amici.Immagine 032.jpg

Immagine 031.jpgLa sterrata non è facile di suo, i cingolati dei boscaioli hanno creato delle profonde carreggiate e le copiose piogge della settimana precedente hanno fatto il resto sul fondo argilloso della carrareccia. Le mie gomme non sono più nuove e ho slittato diverse volte, ma solo in una occasione ho temuto di dover ricorrere alla corda dei miei amici quando ho sentito che il fondo del Jimny era adagiato sul fango e le ruote hanno cominciato a slittare.

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Ma è stata questione di poco e il Jimny si è tratto d’impaccio.Immagine 033.jpg

Immagine 035.jpgNon vorrei menzionare qui che l’impaccio derivava anche dal fatto che Gigi ha la maldestra abitudine di stare attaccato a chi lo precede e quindi la retromarcia era inibita dal suo essere troppo vicino, ma lo faccio a scopo didattico e con spirito fraterno senza volontà alcuna di fargli una critica, però, magari mi leggerà e deciderà di evitare una siffatta cattiva abitudine.

Comunque, abbiamo superato diversi punti difficili con le ruote in precario

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 equilibrio al di sopra di profondi solchi scavati dalla pioggia e, quando ormai già si vedeva il chiarore del cielo nel diradarsi del bosco, proprio all’ultimo tratto fangoso…

Uno stridio metallico si è levato dall’anteriore del mio Jimny, quasi un lamento di grande sofferenza, un gemito acuto e Immagine 041.jpgpenoso…

Qualche centinaio di metri e siamo sull’asfalto, verifico che non ci siano pezzi staccati che possano spiegare il rumore, provo a fare qualche metro sull’asfalto e il rumore si attenua, quasi sparisce, porto allora Luciano fino alle pale eoliche che non aveva mai visto e raggiunti di nuovo i sodali Immagine 045.jpgripartiamo verso il ristorante.

Lungo la discesa però il rumore si ripresenta in un crescendo di acutezza fino a Pian Sottano dove è ormai un urlo continuo e straziante.

Sono comunque sereno, sono convinto che non sia nulla di grave e deciso a non farmi rovinare il pranzo dall’indisposizione della mia auto.

E, diciamo la verità, il mio appetito non ha affatto risentito delle preoccupazioni per lo stato del Jimny e neanche il mio buonumore (per inciso, che buoni i taglierini coi funghi!).

Il pranzo è stato in effetti apprezzato da tutti e in armonia abbiamo spazzolato tutte le vivande facendo ben pochi prigionieri, perché, come dice Franco, se c’è da soffrire…

L’allegra compagnia dopo mangiato, ha dovuto comunque affrontare il problema della mia auto.

Ormai ero convinto che fosse un problema nella ruota anteriore destra e abbiamo iniziato a smontarla.

Che uno dice che difficoltà c’e a togliere una ruota?

Chi lo dice non era lì:

Primo, ho dovuto capire come si toglieva il crick dal baule, poi dove piazzarlo sotto l’auto, poi abbiamo cominciato a togliere i bulloni; fino qui difficoltà modeste, ma il più era fatto, ora si trattava solo di staccare la ruota… tira, spingi, ci siamo messi Foto 029.jpgin due, poi altri due, l’abbiamo presa a calci, abbiamo messo i bulloni un po’ lassi e ho provato a fare qualche decina di metri… niente la ruota pareva saldata.

Dal baule del Terrano è uscita una mazzetta, ho provato a batterla sulla gomma, niente.

Luciano ha preso un pezzo di legno e ha cominciato a mazzolare sul cerchione, niente.

E’ uscita la signora del ristorante con lo Svitol, niente.

Ci ha proposto allora di chiamare un meccanico e Gigi ha prontamente aderito alla proposta beccandosi un’occhiataccia da parte mia (più tardi confesserà che la sua diagnosi era ben più allarmante per la salute della mia auto).

Luciano ha ripreso a mazzolare, poi ho mazzolato un po’ io, Maurizio tirava…

Finalmente l’ossido che bloccava il cerchione ha cominciato a cedere, Luciano batteva con rabbia, noi tiravamo e la ruota ha finalmente ceduto e, lentamente, si è lasciata staccare.

Abbiamo girato il mozzo e il rumore ha continuato a prodursi, allora ho cominciato a ravanare col cacciavite dietro il mozzo, poi è toccato a Luciano ed eccolo lì!

un sassolino rossastro è uscito da dentro il metallo e come per incanto il lamento è finito,

tolto quel piccolo dente il dolore è svanito.

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Rimontata la ruota, siamo ripartiti alla volta di Finale con l’intenzione di fare qualche foto sulla spiaggia.

Ma il tempo era passato rapidamente e faceva quasi scuro, la strada che non avevo mai preso ci ha portati nuovamente al Colle del Melogno ed io mi sono fermato, un po’ per comprare del formaggio da una bancarella –poi imitato anche dai miei Immagine 046.jpgsodali-, un po’ per proporre di rifare in discesa il tratto percorso al mattino. Per le foto sulla spiaggia ormai era tardi, ma qualche foto al buio, con lo sfondo della riviera, la abbiamo comunque Immagine 054.jpgfatta.

E siamo scesi, non avevo fretta, Jim patisce un po’ l’auto, viaggiavo abbastanza lentamente chiacchierando con Luciano…

E Gigi stava lì, ad un metro da me coi fari che mi si riflettevano nello Immagine 059.jpgspecchietto ad ogni buco e probabilmente ignaro che se avessi frenato per un ostacolo improvviso nel buio, avrebbe rischiato di tamponarmi.

Lungi da me l’intenzione di muovergli critiche, ma perché mi ha messo in condizione di dover accelerare per togliermelo dalla coda?Immagine 061.jpg

Jim non ha sicuramente apprezzato gli scossoni cui è stato sottoposto e per mera fortuna non ha manifestato il suo disappunto vomitando sul sedile.

Ma Gigi, e i fanali di Gigi, sono spariti laggiù nel bosco.

Abbiamo comunque raggiunto l’autostrada e ci siamo fermati a Varazze per recuperare Franco.

Mi è parso che tutti fossimo soddisfatti del giro, il solo rammarico è di non riuscire a ritrovarci tutti insieme più spesso.

Stiamo lavorando per organizzare qualche giro in più per il prossimo anno, ma, presi tra gli impegni di tutti, è difficile, oh come è difficile, ma provarci non costa nulla.

Ormai ci resta solo l’8 dicembre, poi… vedremo.