Archive from agosto, 2010
Ago 17, 2010 - fuoristrada    No Comments

Giro ferragostano

10.8.15 168.jpg10.8.15 60.jpgUn po’ fuoristrada,

un po’ escursione

nel Vallone dell’Arma

Sempre più dura organizzare le cose, dicevo, si tratti del biliardo, del giro in bici o in canoa, non parliamo del giro in fuoristrada…
E dopo un venerdi nero per il biliardo
(Valter mi ha mandato un sms alle 18.30 per dirmi che non veniva,
Bobo l’ho chiamato io per ricordarglielo e mi ha richiamato alle 19.30 per dirmi che a sua volta non veniva,
10.8.13 4.jpgMariano, che davamo per scontato, non si è visto),10.8.13 5.jpg
venerdi nero, dicevo, nel quale Franco ed io ci siamo trovati soli a combattere con una chilata abbondante di gorgonzola e un salame

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(peraltro con risultati lusinghieri, vista l’esigua quantità di cibo avanzato),

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quando per tutto il sabato ha piovuto…
pensare a come sarebbe riuscita l’escursione ferragostana con Domenico e Franco fino a 2500 metri, con il mio Free Lander e la berlina di Domenico, era cosa da far rizzare i capelli.
Ultima telefonata ai miei sodali sabato sera, erano si un po’ preoccupati per il tempo, ma convinti a partire, e allora, fatta una copia della pagina del libro da cui ho tratto l’escursione, mi sono coricato sereno.
Sono arrivato in orario (tre minuti di ritardo per me vuol dire in orario), a prendere Franco e al casello di AL-Est dove già ci attendeva Domenico e siamo partiti.
Questa volta niente road book, solo indicazioni di massima ma comunque, fino a Cuneo la strada la conoscevo, a Demonte mi ha portato il GPS, il bivio per il Vallone dell’Arma stavo per volarlo, ma assolutamente casualmente, Franco ha letto a voce alta l’indicazione su un segnale e, con sterzata repentina, che magari ha un po’ disorientato i nostri amici sull’altra auto, ho imboccato la deviazione e abbiamo cominciato a salire.
800, 1200, 1600 metri diceva il GPS, ma la strada era giusta?

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Mucche curiose ci osservavano dai prati, indicazioni sulla via… nessuna.
L’equipaggio del Free Lander era carico e di ottimo umore, ma ho cominciato a dubitare che dopo due ore e mezza di strada l’altro equipaggio… io glielo avevo detto che la strada era lunga, ma a volte trovi dei rompicoglioni che pensano che le montagne siano appena dopo la prima ansa del Tanaro e cominciano a sbuffare.
Alla prima apertura del paesaggio su una vallata immensa e splendida, con la scusa di fare qualche foto, ho fermato il convoglio e ho provato a tastare il polso della truppa. Ciò che temevo non si è minimamente verificato, tanto Domenico che Natascia erano di ottimo umore e persuasi a continuare.
Il cielo grigio non ci spaventava minimamente.
Dei miei dubbi sulla bontà della strada che stavamo percorrendo non ho parlato, perché rovinar loro la gita?
Raggiunti i 2400 metri segnati dal GPS, attendevo con ansia il bivio che mi descriveva la pagina che avevo stampato.
Ad un certo momento abbiamo raggiunto un colle, metterci un ca… di cartello no eh?!

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Oh, era a 2400 metri, si poteva girare a sinistra… ostentando la sicurezza di chi sa quel che si fa, fatta qualche foto, ho girato la prua verso la valle e verso lo sterrato.
Procedevamo lentamente, ma il mezzo del mio amico non era adatto e d’ogni tanto mi fermavo per verificare la sua volontà di proseguire, ma mai il minimo dubbio è trapelato dalle sue parole e abbiamo continuato fino ai resti di alcune casematte 10.8.15 17.jpgposte in passato a difendere i sacri confini della Patria e dove ora una comitiva si apprestava ad un picnic.
Tirava un vento freddo che ci ha costretti a vestirci rapidamente con felpe e giacconi, poi rivoltomi ad uno dei nostri nuovi vicini che girava con una coperta avvolta in vita per combattere il freddo, ho chiesto se fosse quello il Colle Margherina.
Non era quello ma eravamo a poche centinaia di metri dalla nostra meta.
I miei amici non potranno mai sapere quanto ne sia stato felice, senza road book ero arrivato all’obiettivo e non ci restava che trovare un posto per mangiare i panini che avevamo acquistato per via prima di iniziare la nostra escursione.
E dunque, fermatici presso uno slargo che poteva essere il nostro colle, abbiamo tirato fuori le cibarie, il vento era freddo, 10.8.15 27.jpgma escluso Franco che era un poco sottoequipaggiato, stavamo abbastanza bene e col freddo i panini erano una vera leccornia.
Mentre stavamo pranzando il cielo grigio che ci aveva accompagnati fin lì si è fatto ancora più scuro e il vento ancora più freddo, quindi è partita una mitragliata di neve-grandine (vi giuro che sulle 10.8.15 30.jpgorecchie infreddolite la grandine fa un male infame!) che ci ha costretti a finire di mangiare in auto.
Dopo una ventina di minuti le nuvole hanno finito le munizioni e siamo usciti dai nostri ricoveri.
Partire per la gita in programma che era di circa un paio d’ore fino a delle fortificazioni più in alto non ci è sembrato il caso e coi cani abbiamo cominciato ad esplorare i 10.8.15 51.jpgdintorni senza troppo allontanarci dalle auto. I panorami erano splendidi, su una piccola altura Maria ha trovato delle stelle alpine che con Domenico abbiamo prontamente fotografato e

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 stavamo discutendo se fosse il caso di mettere comunque in marcia la colonna quando una nuova raffica di grandine ci ha rimandati in auto.

E durata poco e quando ormai era solo uno stillicidio di nevischio io sono uscito dalla macchina e ho proposto la mozione di raggiungere un crinale che si trovava a una mezz’oretta dalle auto per vedere cosa ci fosse al di là.
Franco, le mani affondate nel giaccone insufficiente a proteggerlo dal freddo, era un po’ titubante, 10.8.15 95.jpgma coinvolto dall’entusiasmo degli altri si è aggregato di buon grado, anzi si è fatto carico dello zainetto di Maria e del guinzaglio ora di Luna, ora di Jim tenendoli seco, dopo che Maria tenendoli entrambi è finita col sedere per terra.
Abbiamo scattato una quantità inverosimile di fotografie mentre salivamo l’erta scoscesa e, 10.8.15 93.jpgraggiunta la cresta, abbiamo trovato un’altra splendida valle con un laghetto azzurro/verde.
Da lì abbiamo individuato due vecchie postazioni per mitragliatrici poste in alto a proteggere la valle,

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poi ripensando alla piccola cartina che avevo sulla scheda del percorso mi sono orientato su dove ci trovassimo: lassù in alto c’era il Colle del Mulo che abbiamo altre volte raggiunto dalla Valle Grana, eravamo proprio dietro a quell’altra splendida valle che già tante volte abbiamo percorso in fuoristrada.

                                         

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10.8.15 96.jpgIntanto il tempo era passato, dovevamo ridiscendere alle auto e tornare.10.8.15 101.jpg
Mentre scendevamo, quelle splendide montagne hanno voluto salutarci concedendosi alla nostra vista con il sole che ha pian piano scacciato le nuvole,

certo col sole la giornata sarebbe stata ancora più bella, ma nessuno di noi si è lamentato quando ci siamo trovati intorno al tavolo a Borgo San Dalmazzo a chiacchierare davanti a una pizza sulla via del ritorno.

 

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Ritorneremo!

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Anzi, non dubito che la prossima volta, meglio attrezzati, non si riesca a raggiungere la Valle Maira passando per il Vallone dell’Arma. Se il mio senso dell’orientamento non è quello del mio navigatore ufficiale (pari a quello di un frigorifero –ipse dixit-), ci si deve riuscire attraverso la via che ho fotografato sotto la grandine in una perlustrazione solitaria proseguendo sulla via militare mentre i miei amici mangiavano.
Ciascuno si diverte come può,
io ho poco tempo, quasi niente ferie, ma così mi diverto.
E se dovremo andare da soli,
con l’aiuto del Signore delle Praterie,
ce la faremo!
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Ago 3, 2010 - fuoristrada    2 Comments

A Sanfront

Sempre più dura organizzare le cose

si tratti del biliardo, del giro in bici o in canoa, non parliamo del giro in fuoristrada…

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Maria dice che sono io che sono un po’ anarchico nei miei legami sociali e vorrei che tutti fossero come me… e magari ha anche ragione.

E va bene, sono io che son fatto male, ma sono ormai decenni che sono così, potrei cambiare?

Non ho mai badato alla ragione del mondo, quel che è giusto lo decido io, l’ho sempre fatto e in fondo non mi sono trovato poi così male.

Un certo disorientamento l’ho in effetti provato quando Scaiola è arrivato in tv a dirmi che lui ha messo 600.000 E per la casavistacolosseo  e che se qualcuno ce ne ha messi altri 900.000 lui non se ne è accorto… p.d.m… ti ho votato anch’io, ma sei scemo o credi che sia scemo io? Non stavi meglio a casa tua senza venirmi a dire delle … Che comunque non credo gli altri siano meglio, con affitti calmierati o le auto regalate… e non mi importa che sia o non sia un reato penale, io le mie cose me le sono sempre pagate e non chiedo alternative di sorta.

E se dico “domenica andiamo a fare il picnic in fuoristrada” domenica parto col fuoristrada e vado a mangiare in montagna. Magari un picnic Maria ed io da soli può risultare un po’ triste o magari ci si divertiva lo stesso, ma, cambiato l’itinerario, vuoi mettere un bel piatto di raviole a Becetto affogate in burro e panna?

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E così alle 9.30 di domenica con la mia compagna e Jim siamo partiti alla volta della Valle Po.

Che poi il giro di Sanfront non è tra i più facili e restare con la macchina in panne su quei tratturi non deve essere una esperienza piacevole, una mano amica, una corda potrebbero allora essere utili… ma noi abbiamo tirato diritto, unica concessione alla riuscita del giro, abbiamo preso il Jimny, che magari è più scomodo, che ti fa contare i sassi e i buchi della carrareccia, che non puoi tirare al massimo in autostrada, ma è leggero, ha le ridotte e va dappertutto.

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10.jpgLa fresca brezza montana ci ha accolti quando a Sanfront abbiamo cominciato a salire verso il Colle del Prete, il primo tratto l’ho affrontato con sole 2 ruote motrici, poi ho inserito la trazione integrale sperando di sentire meno i sassi, ma non è servito granchè. Abbiamo raggiunto il vasto prato dove alcuni gruppi di persone si apprestavano ad un picnic e abbiamo proseguito ancora tra i sassi della carrareccia. Maria, vista una biker che raccoglieva mirtilli, a voluto a sua volta fermarsi e abbiamo assaggiato i piccoli frutti blu che crescevano sul ciglio del sentiero.

Dopo un certo numero di altri scossoni abbiamo raggiunto il Colle del Prete e abbiamo iniziato la discesa verso Becetto. Fortunatamente il ristorante non era 13.jpgcompleto e parcheggiato Jim 11.jpgall’ombra –che comunque di sole non ce n’era granchè- ci siamo apprestati al pranzo: antipasti e raviole alla panna, niente secondo e siamo ripartiti non senza una sosta al Santuario della Madonna Nera, famoso perché la statua della Madonna è stata trafugata qualche decennio fa.

Avevo deciso di salire da Sampeyre al Colle omonimo e percorrere il giro all’inverso fino a Valmala, ma la strada era bloccata fino alle 18 per non so quale manifestazione, Maria già forse sperava in cuor suo di girare verso casa, ma restava il percorso originale che ci allungava il tratto di una quindicina di chilometri di asfalto ma, dopo una sosta al Santuario di Valmala, ci avrebbe portati fino a 2330 metri e quindi al Colle di Sampeyre.

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Il Jimny non ha mostrato segni di difficoltà, il problema più grosso è stato evitare di impolverare eventuali camminatori o ciclisti; una certa soddisfazione ce l’ha data il fatto di interrompere con la nostra presenza le scorribande di tre motociclisti tedeschi (che a casa loro probabilmente si guarderebbero bene dal comportarsi così) su un costone a lato della carrareccia.3.jpg

2.jpgSopra i 2000 invece abbiamo trovato nuvole basse che ci hanno impedito di ammirare il panorama splendido che comunque già conosciamo e ci siamo allora dati all’osservazione dei fiori che, coloratissimi, ornavano il ciglio della strada militare.

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Raggiunto il Colle, anche per arrivare alle 18, abbiamo raggiunto la baita dove vendono il formaggio e ci siamo riforniti di burro giallissimo e ottima toma.

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5.jpgPoi, fatte due difficili chiacchiere con dei turisti olandesi, abbiamo inziato la discesa verso Sampeyre e verso casa.

Qualcuno dirà che prima o poi resteremo in panne su una cima,

soli come il grido di un’aquila,

ed io non posso che essere d’accordo,

ma fino ad allora…

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