Archive from maggio, 2009
Mag 26, 2009 - fuoristrada    3 Comments

Doppio giro in Toscana

07.9.20 65a1.JPG2° Grand Tour di Giugno.

Prologo.

Dopo il riuscitissimo 1° Grand Tour in Toscana dell’anno scorso (al quale abbiamo partecipato Mariano ed io col solo FreeLander), quest’anno abbiamo proposto un doppio giro ancora in Toscana ed abbiamo ottenuto l’adesione di Maurizio col suo Terrano e di Massimo che dovrebbe avere un nuovo fuoristrada attrezzatissimo e forse di suo papà, forse con un altro fuoristrada, forse.

Forse,

infatti sabato sera ci siamo riuniti con Maurizio ma anche lui poco ne sapeva e siamo rimasti che Mariano avrebbe prenotato in quel di Pontremoli per la notte.

Mariano, già domenica, ha coscienziosamente obiettato che aveva bisogno di sapere il numero esatto dei partecipanti per prenotare, io, prontamente, ho riferito l’obiezione di Mariano a Maurizio via SMS chiedendogli di mettersi in contatto col nostro prenotatore, Maurizio se ne è allegramente impipato.

Questa mattina mi telefona Mariano che a Pontremoli non c’è posto in agriturismo e che Maurizio non risponde al cellulare, che lui non sa quanti siamo effettivamente e che gli girano un po’ le palle di prenotare con la sua carta di credito (comprensibilissimo).

Io allora provo a chiamare Massimo e Maurizio, che non mi rispondono al cellulare.

Allora richiamo Mariano e gli dico di provare all’agriturismo dove siamo stati l’anno scorso in Maremma.

Lì c’è posto, ma manca ancora il numero preciso dei partecipanti.

Rimaniamo in questo sgradevole limbo, il posto ci sarebbe, ma la distanza aumenta,

verranno gli altri?

Io non riesco ad attendere le altrui decisioni, mi prende in fretta la “futta” e infatti, tornato in casa, giravo come una tigre in gabbia con Maria che alimentava la mia ansia di agire in qualche modo dicendo “andate comunque voi, anche da soli”.09.5.24 028.jpg

Ho scritto un SMS a Maurizio descrivendo la situazione e ho continuato a camminare nervosamente tra casa e giardino col mio codazzo di cani + Pepa (il mio gatto rosso cui piace accodarsi al corteo dei cani).

Erano si e no passati 5 minuti dall’ultima telefonata con Mariano, ma in qualche modo il dado andava tratto, così l’ho richiamato dicendogli: “tu prenota per 4 a Suvereto, tanto Maurizio e Betty vengono, se poi siamo di più in qualche modo faremo”.

Mariano era un po’ riluttante (la carta in ballo era sempre la sua), ma poi ha acconsentito.

Riottenuta la mia serenità interiore avendo deciso in qualche modo, sono andato in studio.

C’era un sacco di gente, il telefono suonava per lavoro e al coro si sono unite le telefonate di Maurizio che intanto era riuscito a rispondere, le mie a Mariano, quelle di Mariano a me (ed ogni volta spiegavo al malcapitato davanti a me cosa stava succedendo): ovviamente i tempi si allungavano e l’impazienza in sala d’attesa cresceva fino a sfociare in un principio di rissa verbale tra gli astanti. Con cipiglio da Reparto Celere ho sciolto il tafferuglio e alla fine della fiera era deciso, eravamo 7 partecipanti, si andava in Maremma e tutto si era risolto per il meglio.

Ora mi resta il dubbio se non sia meglio partire con Mariano e il probabilmente lentissimo Massimo il sabato pomeriggio (posto notte permettendo), se sia divertente rifare pedissequamente i due giri della scorso anno o cercarne uno nuovo, se…

Comunque l’importante è partire.

Ma un’altra volta…, un’altra volta sarà organizzata così:

Noi il tot del mese di tot andiamo a … chi vuol venire, prenota il suo posto letto in zona –seguono le indicazioni per i vari agriturismi trovati su internet- e…

Muoia Sansone con tutti i Filistei!

Che con sta storia che organizzo io per il tennis, per il fuoristrada, per questo o per quello,

finisco per rischiare di inc… ogni volta.

Mag 19, 2009 - inter    3 Comments

3° scudetto (e 1/2) consecutivo

Non starò a raccontare della terza volta a Fresonara in canoa sull’Orba, preferisco parlare del terzo scudetto consecutivo dell’Inter.

E lo farò con qualche foto che abbiamo scattato sabato sera dopo la sconfitta del Milan ad Udine che consegnava il titolo all’Inter.09.5.16 003.jpg

Un passo dall’amico juventino, l’unico che non ha fatto finta di non sentire i nostri strombazzi.

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Un salto in città per girare un po’ intorno alla piazza,

 

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poi facciamo qualche foto guardando girare gli altri

 

 

 

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Ancora qualche foto nella campagna intorno al paese

 

 

 

 

Per terminare con il tradizionale imbandieramento del negozio del macellaio milanista

(al quale provvederemo di fare avere la foto!)

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Se l’Inter ci farà il favore di vincere qualcosa anche l’anno prossimo,
l’idea che è venuta fuori sarebbe di finire la festa con salamini, dolcetto e chitarra.
Ma non mettiamo il carro davanti ai buoi,
Quest’anno sono gli altri a
“seru tituli”,
il prossimo anno, vedremo.
Mag 11, 2009 - canoa    No Comments

9.5.09 sull’Orba

Sull’Orba: fino a Predosa.

 

Dopo la precedente uscita sull’Orba, sono venuto a conoscenza di una diga poco distante da quella che abbiamo utilizzato la prima volta situata un poco a monte e raggiungibile percorrendo un altro sterrato o anche continuando su quello che avevamo già utilizzato.

Potevamo tornare sui nostri “passi” e ripetere il percorso di sabato scorso?

Siamo arrivati alla caletta che ci ha permesso la discesa in acqua la prima volta e, trovando la scusa che il posto era affollato di pescatori, abbiamo proseguito sullo sterrato.

Abbiamo raggiunto la diga successiva dove lo sterrato terminava contro una roggia su cui passava una struttura in cemento per la gestione del flusso attraversabile a piedi e abbiamo cominciato a cercare una possibile via all’acqua.

Scartata l’ipotesi di scendere troppo vicino al punto di caduta dell’acqua e visto che la riva era piuttosto alta, abbiamo deciso di raggiungere un ghiaione che si vedeva ad alcune centinaia di metri. x1.jpg

Il ghiaione non era raggiungibile, era al centro di un altro torrente affluente di destra dell’Orba, ma uno slargo libero da vegetazione, ci ha permesso comunque la discesa in acqua.

x2.jpgAbbiamo risalito per un certo tratto proprio questo torrente incontrando germani e garzette, d’ogni tanto il fondo si alzava, noi scendevamo e procedevamo a piedi, ritornavamo sulla canoa e continuavamo nella risalita. In certi punti dove l’acqua era molto bassa abbiamo incontrato dei grossi pesci che, nella nostra ignoranza sull’argomento, chiamavamo “trote” (ma potevano essere una qualunque altra specie di pesci) e che giocavano a rincorrersi increspando l’acqua bassa.

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Poi il letto del torrente si è ristretto e la corrente si è fatta forte, abbiamo provato a passare una, due, tre volte, ma giunti ad un certo punto restavamo fermi e alla fine abbiamo deciso di lasciar perdere.

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x4.jpgSiamo tornati sull’Orba e abbiamo cominciato a risalirlo.

Una curva, un’altra, un’altra ancora nella tranquillità silenziosa del fiume rotta qui e là dal canto di un merlo o di un fagiano; la corrente non eccessivamente forte, il vento contrario ma non fastidioso, ci permettevano di pagaiare con calma, senza eccessiva fatica.

Dopo un’altra curva abbiamo incontrato un paese,

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il letto del fiume si restringeva, la corrente aumentava. Noi cominciavamo ad essere stanchi, erano ormai le 5 del pomeriggio, il cielo cominciava ad annuvolarsi, per passare avremmo rischiato di toccare la lenza di un pescatore; gli abbiamo chiesto che paese fosse quello cui eravamo davanti, “Predosa” ha risposto lui, “passate pure” ci ha invitati poi ritirando un poco la lenza, ma era ormai ora di tornare e abbiamo girato la prua verso valle lasciandoci portare dalla corrente e dal vento, inseriti appieno nella serenità dell’ambiente.

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Un unico rammarico, non avere portato coca e panini, sensazione di carente organizzazione acuita poi dal passaggio di fronte alla postazione di un pescatore con famiglia da cui si alzava il profumo di carbonella e pesce fritto che ha ulteriormente stimolato il nostro appetito.

Tornati alla diga comunque, abbiamo deciso di provare ad approdare un po’ più vicino alla macchina,

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soprattutto io ero un fautore del diminuire la distanza da percorrere a piedi, toccava a me portare la canoa al ritorno e sinceramente non ero entusiasta di percorrere quei 4-500 metri sullo stretto sentiero della riva, già stanco per il pagaiare, con in spalla la canoa oltretutto appesantita dall’acqua di cui era intrisa.

x112.jpgFortunatamente giunti in prossimità della diga (e della macchina), ci siamo avvicinati ad una specie di scivolo e, non senza qualche difficoltà, siamo riusciti a risalire sulla riva, abbiamo x11.jpgdeposto la canoa sull’erba a svuotarsi dell’acqua e abbiamo chiuso così una serena giornata sul fiume.

 

 

 

Mag 3, 2009 - canoa    No Comments

Sull’acqua

Sull’Orba.

Dopo la pausa invernale riprende anche l’attività sull’acqua.

Insofferenti a lunghi tragitti stradali, abbiamo provato a recarci sull’Orba, un torrente affluente del Bormida, seguendo le indicazioni di un conoscente.PICT0056.jpg

PICT0025.jpgCon una mezz’oretta di auto abbiamo raggiunto il torrente presso Fresonara, dove il corso si allarga per la presenza di una specie di diga.

Parcheggiata l’auto sul ciglio della strada,

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siamo scesi tra rovi, ortiche e fango fin su un piccolo pianoro dove abbiamo gonfiato la canoa e siamo partiti risalendo la corrente.

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Abbiamo continuato per un bel pezzetto fin dove il letto del fiume era diviso da un gruppo di isolotti e il fondale si alzava fino a sfiorare la deriva della nostra imbarcazione.PICT0033.jpg

Qui la corrente era piuttosto forte, siamo arrivati fino in mezzo alla schiuma,

 abbiamo continuato a pagaiare con foga, ma ci siamo resi conto che malgrado i nostri sforzi, restavamo fermi.

PICT0036.jpgAbbiamo provato a passare sul ramo del torrente alla nostra destra e abbiamo anche rischiato di danneggiare la canoa toccando un ramo sommerso, ma anche dall’altra parte abbiamo vissuto l’effetto “tapis roulant” e siamo tornati indietro; ci siamo avvicinati al punto di caduta dell’acqua dalla diga –ma non troppo, perché malgrado l’esiguità del salto, il rumore metteva un certo disagio-, abbiamo esplorato la riva alla ricerca di un approdo più comodo, poi siamo ancora tornati verso sud e verso le “rapide”. Abbiamo rivissuto la sensazione del non farcela proprio e siamo tornati alla macchina.

PICT0045.jpgCol Valter ci siamo rivisti per la cena e per la partita, abbiamo mangiato con gusto gli PICT0051.jpggnocchi di Maria e la torta di ricotta di Bruna, ci siamo goduti il II tempo dell’Inter –il I tempo meglio dimenticarlo in fretta- e quando ci siamo alzati abbiamo convenuto che siamo parecchio fuori forma, con una tavola al posto della schiena.

Ma non dubitiamo di fare meglio alle prossime uscite.