Archive from novembre, 2008
Nov 30, 2008 - tecnologia    4 Comments

Una dura giornata

08.11.29 58.jpgE’ quasi Natale, c’è la neve, fa freddo, dopo il corso di aggiornamento di questa mattina, ho provato ad andare in giardino, ma ho giusto tolto un po’ di neve dai rami e sono prontamente rientrato con le mani ai limiti del congelamento: i guanti non impermeabili si sono bagnati e le dita si sono irrigidite.

 

Andiamo a far la spesa? Va beh, tanto non ho niente da fare e magari diamo un’occhiata ai televisori (è dal Natale scorso che volevamo comprarne uno di quelli piatti).

Carichiamo i cani sul FreeLander e partiamo. E’ vero facciamo un po’ fatica a uscire dal cortile innevato, ma non ci faccio caso, è sul rettilineo che mi rendo conto che qualcosa non va,

la frizione è cotta, accelero, ma l’auto non va come dovrebbe, dietro front. (Sarà un caso, la frizione l’ho maltrattata parecchio durante i giri in fuoristrada, ma le ultime volte, il FreeLander l’ha guidato Giovannina).

Lasciamo perdere e andiamo sabato prossimo, dice la mia compagna, neanche per idea, dico io.

E i cani? Chiede lei? Sul Jimny, faccio io.

E così caricati 60 kg di cani sul piccolo sedile posteriore del fuoristrada (ormai erano felici di venire, potevo mica dare un “contrordine compagni!”) siamo partiti sotto la pioggia.

Quando io dico andiamo a vedere qualcosa, sono ormai deciso a comprarla e una volta che ho comprato qualcosa, devo utilizzarla immediatamente, come accade per i bambini che dimenticano ogni cosa per il giocattolo nuovo.

Ma caricare il grosso pacco sul Jimny già colmo di cani era escluso, farsela portare se ne parlava da lunedì in poi e domani c’è Inter-Napoli e fuori c’è sempre la neve.

Chissà che sta facendo Valter, il mio compagno di canoa e di partite?

Era in pigiama davanti alla TV che mangiava patatine, non ha ben capito cosa avevo bisogno, ma, gentilissimo, è comunque venuto e caricatala sulla sua auto, siamo arrivati a casa col televisore nuovo. Montarlo e trovare i canali è stato uno scherzo, abbiamo stretto 10 viti e i canali se li è trovati da solo, così alle 8 potevamo cenare (ho cucinato io un risotto di pesce, che non è venuto neppure male).

Dopo cena inizia la ricerca dell’ingresso della scheda per il decoder incorporato.

Premettiamo che io faccio fatica a leggere le istruzioni, mi piace seguire l’intuito e premettiamo anche che di macchine in generale e di televisioni in particolare capisco un’acca.

Trovo finalmente un pertugio, infilo la scheda, track la scheda sparisce dentro la tv, come la scheda rapita del bancomat.

Bruna dopo un po’ ravanando sul libretto di istruzioni scopre che serve un adattatore non in dotazione.

Questa scoperta non mi rende felice, non ho più la scheda e domani c’è la partita e sono andato a comprare la tv apposta.

Vado a comprare una scheda nuova e l’adattatore domattina?

Rinuncio a veder la partita sulla tv nuova e rimetto in servizio la vecchia?

Domattina chiamo Bobo che sa tutto di tv e mi faccio aiutare?

Oppure smonto questo nuovo grande aggeggio che magari poi non so rimontare?

Ovviamente, coricato lo schermo sul tavolo, ho cominciato a svitare le innumerevoli viti.

Sentivo un gran caldo, ma sarà stato il camino o l’uso di cacciaviti e brugole, comunque sono arrivato all’ultima vite.

Abbiamo scosso un po’ il pannello posteriore ed eccola lì quella bastarda di scheda.

Richiudi dolcemente il tutto, stringi tutte le viti…

Come nuovo! e ricollegatolo alla corrente funzionava pure!

E così siamo passati al collegamento del vecchio decoder.

Fatto tutto, non funziona ancora.

Comincio una durissima lotta col telecomando, lotta impari, perché continuo a non leggere le istruzioni, ma non ne vengo a capo.

E per forza la presa scart era ancora collegata al lettore DVD!

Ora funziona e domani, forse, vedrò la partita, ma Dio mio, tra frizione dell’auto e tv, che giornata dura!

 

 

 

 

 

Nov 29, 2008 - fuoristrada    No Comments

Neve

Preferivo nevicasse a Natale.

 

Quando mi hanno svegliato questa mattina scusandosi per il disturbo, che se non fosse stato proprio indispensabile…, ho risposto non si preoccupi che tanto volevo passare e che sarei andato in mattinata, poi ho guardato fuori dalla finestra, ho visto lo spesso mantello bianco che copriva la campagna e ho capito il motivo delle parole della cliente.

A me piace la neve, va bene, ma a Natale, a Capodanno, anche la domenica, ma nei feriali… Dio ce ne scampi, la vita rallenta, quelli in macchina davanti a me rallentano, sbandano, slittano, tutti parcheggiano alla dai che va bene; poi le nevicate fuori stagione prendono sempre alla sprovvista i responsabili della pulizia delle strade e gli spazzaneve tardano, così quando passano, la neve si è già trasformata sotto il peso delle auto in un insidioso strato di ghiaccio e ci fanno ormai poco.

 

E, tra una macchina finita nel fosso e un camion scivolato nel campo, per fare 5 km e ritorno ci ho messo un’ora.

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Per non parlare del pomeriggio che sono andato in città, c’eran dei pezzi di strada ridotti alla stregua di un campo arato con le zolle di ghiaccio e le auto che procedevano a passo… ma neanche Cesareugo, il mio amico tartaruga…

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Io faccio sempre attenzione perché spesso son quelli col fuoristrada, che vanno sicuri perchè hanno le 4 ruote motrici, a finire nel fosso e la cosa è ancor più fastidiosa per loro, in effetti quello con la 600, disperato perché gli slittano le ruote ti viene di aiutarlo, di dargli una spinta, ma quello col fuoristrada, che stesse più attento no? Che ci ha le 4 ruote motrici…

 

Ma mi son perso il filo, dicevo io sto attento, vado pianino, ma quelli che se scendo li supero a piedi, stessero a casa se nevica, che ti viene da sorpassarli e sai che è una cazzata, che il ghiaccio ammonticchiato al centro della carreggiata ti ostacola, ti fa sentire leggera la macchina, ma tant’è qualche volta vai, pregando di non fare la figura dello scemo se ti fermi nel fosso e quello poi passa pianino e ti guarda soddisfatto, convinto che esista una giustizia divina.

 

Per fortuna tutto è andato comunque per il suo verso e alla fine della giornata, complice anche il fatto che in studio ho visto 1 persona in paese e 5-6 in città e che avendo  tempo sono passato da alcuni che non vedevo da tempo, devo dire che mi sono persino divertito, in fondo le difficoltà ce le andiamo a cercare in montagna, oggi ho trovato una strada difficile senza spostarmi da casa.

 

Altro discorso vale per i miei animali, uno più incazzato dell’altro, i gatti in particolare, uscivano facevano due passi, cominciavano a camminare sulle punte e rientravano in casa.

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I cani, una pipì veloce e via al caldo dei termosifoni,

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 una giornata di noia mortale e domani non si va neppure a caccia.

 

Ma domenica, se non organizziamo un giretto in fuoristrada nei dintorni, metto gli stivali e porto i cani a fare una passeggiata nei campi, senza fucile ovviamente, ma loro son contenti lo stesso.

 

Speriamo non sia vietato.

 

Nov 24, 2008 - Senza categoria    No Comments

Le foto più belle dei giri


Ovviamente saranno quelle che piacciono a me

Nov 23, 2008 - caccia    5 Comments

Week end

Domenica.

 

Aspetti la domenica assaporando lo stacco: cinque giorni e mezzo a lavorare 10 ore, la gente, il parcheggio che non si trova, ancora la gente che chiede qualcosa, quel pezzo di strada che non finiscono mai e c’è la coda, ancora la gente, il vigilante che se metti la macchina nel carico e scarico…, il telefono suona.

E se non bastasse, al sabato c’è il corso di aggiornamento con la psicologa che ti spiega il “burnout” e s’incazza pure un filino quando il mio vicino, prendendo lo spunto dalle parole di lei:

“se c’è un collega che mi sta sulle palle, lo mando a sentire questa relazione!”.

La mia categoria è un po’ presuntuosa, quasi arrogante, ma non facciamo un bel lavoro e ci capisco.

 

Ma poi il sabato pomeriggio…

 

Prima telefono alla signora che mi ha chiamato sul cellulare, non era niente di importante e si è arrangiata.

 

La settimana è finita, la schiena fa un male boia, ma i cani si aspettano di andare a caccia e io li porto.

 

E alla sera viene Valter a vedere Inter-Juve, vinciamo 1 a 0 e la schiena, non fosse che per il Tora Dol che ho preso alle 19, mi lascia saltare dalla poltrona per andare a telefonare all’amico juventino che deve sapere che stavo guardando la partita e che loro hanno perso. Vada per tutte le volte che ha chiamato lui.

 

“Ora non ci resta che tifare Toro” scrivo sul blog di un interista che ormai considero un amico avendo con lui un vecchio rapporto di tastiera e poi, vado a dormire.

 

Metto la sveglia alle 8, che se mi gira bene vado a caccia.

 

La sveglia suona impeccabilmente alle 8, è un simpatico gadget che si accende in due calde tonalità di azzurro e verde che si alternano quando si mette a suonare, ma basta sollevarla e girarla e lei si spegne,

 

la sollevo, la giro e lei si spegne.

 

Alle 9 Giovannina mi porta il caffè,

 

“allora vai a caccia? Che i cani son già agitati!”.

 

Bevo un mezzo caffè e mi giro dall’altra parte.

 

Alle 10 Giovannina mi manda Spack che col suo alito pesante si accoccola sul letto vicino a me,

ma io faccio finta di niente e poltrisco nel letto fino alle 11.

 

Mi alzo e provo a piegarmi, non va poi così male, ma si che vado a caccia.

 

Un piatto di spaghetti con il sugo allo speck,Immagine 012.JPG

 

Immagine 010.JPGun piatto piccolo che voglio dimagrire per dare fiato alla mia schiena e poi via.

 

Un paio d’ore nei campi col fucile in spalla e la macchina fotografica al collo per ricordare domani i miei cani.

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Arrivando mi trovo un altro davanti, ma non mi arrabbio, mi allargo e lo guardo seguire la roggia, intanto arriva un altro di fronte a lui e sbaglia un fagiano.

 

Io di foto ne faccio,

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poi fatico un po’ nel levare il Country Tiger, il mio vecchio Samurai, da un arato dove l’ho parcheggiato

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e torno a casa.

 

Immagine 038.JPGMi aspettano un gelso e un pesco che ho deciso di potare oggi e lo faccio con la supervisione di Pepa che sale a Immagine 043.JPGcontrollare.

 

Quando rientro in casa la schiena mi fa un male cane, ma la giornata è passata bene.

 

Peccato che domani ricominciamo:

 

 la coda sulla strada che non finiscono mai, la gente, il parcheggio, il telefono che suona.

 

Ma poi torna sabato e stavolta non ho neppure il corso!

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Nov 22, 2008 - caccia    2 Comments

C’era una volta

Tramonto.

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Sono un po’ giù di corda, sono ormai 9 giorni che facendo stretching ho sentito un dolore lancinante alla parte bassa della colonna e cammino che neanche tanti anziani… intendendosi “anziani, anziani”, vecchi via.

Di solito non ho niente, dal 1978 non mi sottopongo ad esami di laboratorio, l’ultima lastra  me l’avevano fatta a militare nell’83.

 

Quest’anno ho iniziato con una RMN al ginocchio che non ne potevo più,

 

in effetti non è servita a una pipa,

 

continuo ad avere male al ginocchio e, avendoci giocato sopra per anni a tennis,

 

sento male anche all’anca, ma finora ci zoppicavo un po’ e tiravo diritto.

 

Ora no, la schiena mi fa proprio male, mi piega e non mi lascia dormire, mi alzo dalla sedia che sembro storpio, cammino che… che per fortuna non mi vedo.

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I miei cani hanno quasi 12 anni, non so se ci saranno alla prossima apertura e, se anche ci fossero,

non so se riusciranno a partecipare.

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Ora, è sabato,

 

ma posso non portarli a caccia?

 

 Vado a caccia da quando ero grosso così,

 

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è più forte di me,

 

tra un’oretta

 

–ora come ora devo disintossicarmi da un corso di aggiornamento sul “burnout”-

 

mi cambio e li porto a fare un bel giro.

 

Poi vedrò la partita coi gobbi da infermo,

già lo so,

 

schiantato sulla poltrona senza neppure il coraggio di saltare in piedi su un quasi goal,

 

ma Kate e Spack, probabilmente, lo farebbero per me.

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Nov 9, 2008 - fuoristrada    1 Comment

In giro

Ad Ormea

Il buio della notte faticosamente si sollevava su un orizzonte lattiginoso quando sono arrivato nei pressi di Piovera per un’oretta a caccia.

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Immagine 004.jpgNon mi aspettavo di trovare qualche selvatico anche se al di là degli alberi e della roggia, nell’oasi di protezione sentivo cantare i fagiani che si stavano svegliando, ero andato perché l’avevo promesso ai cani e perché volevo godermi l’alba.

 

E, col fucile in spalla, ho seguito i miei fidi fotografando i primi passi del sole,

 

cercando magari qualche prospettiva particolare.

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Ma alle 8.45 dovevo trovarmi coi miei amici per il giro in fuoristrada e alle 8 sono tornato a casa.

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Sono arrivato ovviamente con 10 minuti di ritardo per un contrattempo, ma abbiamo recuperato 5 minuti e siamo arrivati da Nicolino in città quasi in orario.

 

Ho impostato il GPS e siamo partiti.

 

Ad Ormea siamo già andati 5 o 6 volte, mai che abbiamo fatto la stessa strada e anche oggi…

 

A Spotorno l’aggeggio infernale ci dice di uscire e, dato che siamo un equipaggio democratico, dopo una rapida consultazione col mio compagno di merende, gli abbiamo dato retta, Pietro ovviamente ci segue.

 

Pensavamo che ci mandasse verso nord, verso le montagne, ma lui no ci indirizza verso l’Aurelia, passiamo da Varigotti, da Finale e qui ci spedisce a nord verso il Melogno. E verso il casello dell’autostrada “che se ci fa rientrare, lo butto via…”. Ma no, saliamo fino al Melogno, poi ci fa passare da Calizzano e finalmente ci guida ad Ormea. Abbiamo perso una mezz’ora abbondante, ma siamo passati su uno splendido lungomare e attraverso fitti boschi di faggio e di chissà che altro nella loro coloratissima uniforme autunnale.

 

Il giro può iniziare, dopo che una breve consultazione ha stabilito che si vada a mangiare al ristorante di Caprauna anche se l’ultima volta non ci siamo trovati granchè bene.

 

Cominciamo a salire sul sentiero che percorre un bosco di castagni,

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troviamo qualche difficoltà là dove le recenti abbondanti piogge hanno lavato via la terra scoprendo i grossi sassi che fanno da fondo alla carrareccia, in Immagine 004.jpgImmagine 008.jpgcerti punti pare di salire su per una pietraia e bisogna fare molta attenzione.

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 Saliamo comunque senza problemi particolari, superiamo il punto dove la neve ci ha fermati ad aprile, raggiungiamo il crinale e cominciamo a scendere. Sono quasi le 2 quando raggiungiamo Caprauna e Nicolino va a chiedere se ci danno ancora da mangiare, ottenuto il consenso ci allochiamo al tavolo abbastanza affamati.

Immagine 020.jpg          Immagine 021.jpg

E non possiamo dire che ci trattino male, gli antipasti si susseguono in un corteo lungo e apprezzabile, poi preferiamo assaggiare i “malfatti” con le patate e il sugo di noci, rinunciando ai ravioli e quindi assaggiamo coniglio, cinghiale ed arrosto; i miei amici non mancano di gustarsi tre tipi di dolce; finiamo con caffè e amaro o grappa. L’ultima volta che siamo andati “da Anselmo” probabilmente per la presenza di un gruppo numeroso di festeggianti noi eravamo stati un po’ trascurati, oggi ci siamo trovati benissimo.

 

Siamo ripartiti e dopo un breve tratto di asfalto siamo scesi lungo una carrareccia che ci ha portati fino a Nava, la strada non presentava particolari difficoltà, ma la nebbia rendeva piuttosto precaria la visibilità.

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Immagine 041.jpgAncora un tratto di asfalto, poi abbiamo seguito un sentiero che corre lungo il Tanarello all’inizio in una spettacolare gola che ospita il torrente,

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 poi nel bosco in salita;

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qui approfittando di alcuni tornanti che favorivano la manovrabilità del Jimny abbiamo lasciato indietro Pietro e Franco per nasconderci nel primo slargo del bosco e dopo avere visto passare i nostri amici, chiamarli col cellulare per prenderli quindi in giro.

 

Ci siamo dunque nascosti su un sentiero poco visibile, ci siamo fatti un po’ di ridere al rapido passaggio dell’auto di Pietro, abbiamo provato a chiamare, ma ovviamente il telefonino non prendeva. E a questo punto è toccato a noi inseguire i nostri amici che ci aspettavano in cima alla salita all’inizio dell’asfalto.

 

Ora potevamo continuare il giro, ma la nebbia era molto fitta e cominciava a far buio, ci aspettava ancora almeno un’ora e mezza di sterrato sul ciglio del burrone, di per me avrei anche continuato, ma né il Nicolino, né Pietro, né Franco erano dell’idea, non ho provato neppure ad insistere e il GPS è stato impostato su Alessandria. Mentre scendevamo senza problemi verso Alberga sono riuscito a trovare Radio 1, Cruz al 92° mi ha dato ancora una volta ragione, speriamo non venga in mente all’Inter di venderlo.

 

 

Nov 2, 2008 - Senza categoria    No Comments

Tanto per ridere


I momenti più divertenti, che non è facile descrivere, ma a chi c’era, probabilmente fa piacere ricordare.