Archive from ottobre, 2008
Ott 30, 2008 - varie ed eventuali    No Comments

Prossimo fine settimana

Un tranquillo week end di riposo

La scorsa settimana ho avuto un discreto daffare: venerdi a cena da amici, un corso d’aggiornamento il sabato mattina, torno a casa preparo le cose per il mare e poi vado a farmi un giro a caccia. Devo tornare in fretta casa per andare alla festa dei 50anni di Dante, vado a dormire all’1.30 –ora legale- e mi alzo alle 5.30 –ora solare- per portare a spasso i cani, prendiamo anche un fagiano e torniamo a casa alle 9.45.

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Alle 11 arriva Valter con la canoa nuova: nella puntata precedente il SeaTiger I si era sgonfiato per un difetto della camera d’aria termosaldata e il Decathlon ci ha direttamente cambiata la canoa per non farci perdere tempo.

Guido fino a Varigotti, variamo il SeaTiger II

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e iniziamo ad immergerci, io ho un po’ di problemi con la cintura dei pesi che non sta su ma mi girano le palle ad andare sulla spiaggetta per mettermi a posto: è popolata di nudisti e questo non mi darebbe fastidio più di tanto, se non da fastidio a loro la mia tenuta tipo omino della Michelin… il fatto più preoccupante è che siano tutti uomini, qualche dubbio lì per lì viene.

PICT0024.JPGMeglio levare la cintura e tornare al campo base, metto in ordine i pesi e faccio un po’ di passaggi per qualche fotografia PICT0033.JPGsubacquea.

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Intanto è arrivato un amico di Valter e lui sta sulla riva a chiacchierare. Quando sto a mia volta uscendo dall’acqua sento tutta la stanchezza accumulata e, va bene che ero sbilanciato dal tenere in mano i piombi, le pinne e la maschera, va bene che ero imbambolato dalla muta, ma un’onda solo un po’ più alta è riuscita a farmi cadere. E queste sono cose che danno fastidio.

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2.JPGAnche guidando verso casa ho dovuto fermarmi per un caffè, perché i fanali delle auto cominciavano a sfumare nel buio.

 

Ma ad una certa età succede di patire un po’ la stanchezza e quindi i programmi per il prossimo fine settimana erano ugualmente pieni di attività: venerdi pomeriggio ero indeciso se andare a lavorare, avrei potuto preparare i road books per il giro ad Ormea, il sabato almeno un amico avrebbe dovuto partecipare con un Defender e avevo trovato un navigatore in II per sostituire il Nicolino impegnato in escursioni cimiteriali, altri due amici erano in forse per partecipare; la domenica eravamo d’accordo col Valter per un’uscita al mare o al lago. All’alba, prima di partire, avevo due cani pronti e determinati per un giro a caccia.

 

Poi il navigatore in II ha dato forfait, il socio certo per il giro in fuoristrada mi ha detto che ha dei problemi, gli altri due in dubbio non li ho più sentiti e, pur avendo trovato un eventuale altro navigatore in II, con la sola mia auto mi dispiace un po’ andare alla ventura sulla montagna.

 

Ieri sera Valter non è venuto a casa mia a vedere la partita dell’Inter come di solito (in effetti non ci ha perso niente), un’aspirina e a letto con una camomilla, raffreddato; quindi anche la canoa di domenica sembra allontanarsi.

 

Oh, saranno contenti i cani che andranno a caccia al mattino e poi anche verso sera.

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E in fondo, se contestualmente mi riposo un po’ anch’io, non sarà forse meglio?

 

Ma oggi è solo giovedì e magari qualche idea mi viene, chissà che ne dice la Giovannina di un giro in canoa o in fuoristrada?

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 Dirà che le dispiace lasciare a casa da soli Buba infortunata e Orso Grigio che è troppo piccolo,

 

quante palle, li mettiamo in macchina anche loro con Kate e Spack e partiamo, pardon, li mettiamo sull’arca e partiamo…

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Ott 28, 2008 - animali    6 Comments

animali

Una gabbia di gatti.

Di fronte ad un’invasione murina casa mia è ben protetta, tralasciando il pattugliamento fornito da Kate e Spack

 

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 nel loro girovagare dentro e fuori casa, due gatti,

Tre Pentole e Gaspare II, vengono regolarmente a mangiare al mio desco ed altri sei vivono stabilmente in casa, l’infortunata Buba, Pepa, Eisenhower, Condoleezo, Percivala e Serena.

 

Con un tale spiegamento di forze un topo men che deficiente si tiene alla larga anche solo dal mio cortile, ma tant’è che, spinti dalla stagione che volge al brutto, due topolini si sono intrufolati al caldo dei caloriferi in cerca di qualcosa di edibile.

Quasi immediatamente è scattato l’allarme,

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Pepa ha circondato rapidamente il mobile sotto il quale si erano rifugiati i malcapitati ma non riusciva a raggiungerli per l’esiguità dello spazio tra il mobile e il pavimento, Pixie e Dixie se la ridevano sbeffeggiando gli sforzi della gatta,

 

 

356608450.JPGCondoleezo forniva un supporto più che altro morale osservando la scena da sopra una sedia.

Si era in una condizione di stallo e non si riusciva a vedere uno sbocco utile ad una delle due parti.

A questo punto accade l’inverosimile, la nostra quinta colonna,

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Orso Grigio,

il gattino che abbiamo trovato un paio di settimane fa e che pesa si e no quattro etti viene svegliato dal rumore della battaglia; sulle prime non capisce cosa stia accadendo, poi si avvede della presenza dell’odiato nemico e salta, in effetti rotola giù, dalla poltrona e con rapidità da pantera, approfittando delle sue piccole dimensioni, si infila sotto il mobile iniziando una fiera lotta con uno degli invasori.

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  Incredibilmente il giovanissimo felino riesce ad avere la meglio e con espressione baldanzosa esce mostrando la sua preda.

Prima deve anche difendersi da Condoleezo che vorrebbe impossessarsi del trofeo, poi viene preso da Giovannina che porta fuori gatto e topo per dare a quest’ultimo la possibilità di cavarsela.

 

Fortunatamente la mia compagna non può comprendere le espressioni del disappunto di Orso quando si vede costretto a liberare il topolino ma comunque ristabilisce la cordiale amicizia col gattino remunerandolo con un piattino del suo cibo preferito.

L’altro topo, vista l’ingloriosa fine del suo socio cerca di guadagnare la porta approfittando di un momento di disattenzione di Pepa e riesce ad uscire in cortile con Giovannina che gli chiude l’uscio dietro per impedire a Pepa e a Condoleezo un probabile inseguimento.

 

Il tentativo d’invasione è stato rapidamente rintuzzato senza perdite,

il sacro suolo di casa è salvo,

i reparti di pronto intervento hanno mostrato una spiccata determinazione nello svolgimento dei compiti loro assegnati guadagnandosi la riconoscenza dei loro padroni;

i topi se la sono cavata con un bello spavento, speriamo serva loro da lezione.

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Ott 20, 2008 - canoa    No Comments

Primi inconvenienti

Patisco  la  canoa ?

Sveglia alle 6 e via a caccia, torno a casa e alle 10.30 mi mangio due spaghetti agliooliopeperoncino, che mi vanno subito di traverso:Giovannina non trova più Buba, la gattina azzoppata e iniziamo la ricerca, è in casa ma non c’è verso di trovarla.

Un’occhiata al meteo per decidere dove andare con Valter, un altro giro in tutta la casa, perchè Giovannina è ansiogena e se è preoccupata non è soddisfatta se tu non sei disperato almeno quanto lei, io sento aumentare lo stress dentro di me e raggiunto un punto critico comincio a strillare, poi sono in ansia e in più depresso per lo scatto di rabbia, ma lo spartito è quello e lo suoniamo ogni volta.

Allora lei mette il muso e si siede con Orso in braccio davanti al televisore e io ho ancora più voglia di gridare.

Per fortuna arriva Valter e si parte. Siamo già a Spinetta M.go quando io mi rendo conto di avere dimenticato la macchina fotografica e Valter… anche; vuoi partire senza il mezzo per documentare l’uscita? Inversione alla rotonda e torniamo a prendere le fotocamere.

Arriviamo a Varigotti alle 15, iniziamo il trasporto dell’attrezzatura ringraziando il cielo che Bruna è con noi,

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la carichiamo come un mulo dei reparti alpini e ci dirigiamo alla spiaggia dove spieghiamo la tenda e ci vestiamo da… omini della Michelin (ma come dice Valter abbiamo più di 50anni e un certo numero di rotoli ce li possiamo concedere). 

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 Intanto telefona una gioiosa Giovannina che ha ritrovato Buba.

1212917805.JPGIl mare altrimenti calmo ci saluta con un paio di onde che rendono difficoltoso il varo de SeaTiger, ci perdiamo una pagaia ma con abile manovra riesco a portare il nostro natante lì 848034637.JPGdove Valter riesce a recuperarla.

Quindi col vento in poppa ci dirigiamo verso la spiaggetta tra gli scogli.

 

 

 

 

1793994264.JPGL’idea è che uno scende in acqua e l’altro tiene la canoa nei dintorni, Valter scende quindi in 214516008.JPGacqua e io resto a bordo, ma dopo pochi minuti mi rendo conto che mi annoio e inoltre comincio a sentire nausea. Avvertito il mio socio, dirigo la prua a riva e messa in secca la canoa indosso le pinne, la maschera e i pesi, quindi scendo in acqua.

 

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1064428310.JPGA ripensarci non è stata una grande idea quella di immergermi con la nausea, ma lì per lì ho pensato che il moto ondoso movendo il nostro leggero battello mi avesse dato fastidio e lo smettere di ballare mi avrebbe fatto passare il malessere.113421630.JPG

E in effetti sulle prime ho dimenticato di non essere in perfetta forma,

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ho guardato il fondo e i pesci, mi sono immerso,

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  ho provato a scendere coi miei pesi e quelli di Valter, ho fatto qualche foto, ho passato i pesi al mio amico perché provasse anche lui con 8 kg, parto per fotografarne l’impresa, ma a questo punto la nausea è diventata più forte, un senso di vomito imminente, ho provato comunque a seguire il mio amico verso il largo, ma sono tornato subito indietro.

Liberatomi, mi sono sdraiato sulla riva in posa per una foto del Valter che rideva di gusto.

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A questo punto ho sentito qualche brivido e mi è venuto in mente che giovedì sera avevo visto una signora che aveva vomitato anche l’anima probabilmente per un’infezione intestinale e quindi più che il mal di mare, probabilmente potè il virus. Comunque sia andata, era tempo di tornare. Mi avvicino al Seatiger per rimetterlo in acqua e mi accorgo che il suo lato sinistro è mestamente sgonfio,  col Valter acceleriamo le operazioni di carico e di messa in acqua e cominciamo a vogare verso la base.

Un forte vento da NNO e il fianco sinistro sgonfio ci rallentavano e ci spingevano verso il largo, io avevo voglia di vomitare e sentivo i brividi: riassumendo in poche parole, è stata durissima arrivare alla base.

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Abbiamo raccolto le nostre cose e siamo partiti alla volta di casa, io sempre col mio malessere e un cupo gorgoglio nello stomaco che mi faceva sembrare un vulcano in attività.

Solitamente se hai nausea non mangi. Non io: mi son fatto affettato, acciughe, agnolottini in brodo –due volte-, bollito e bagnetto, creme caramel alla panna, caffè e amaro.

Ho dormito benissimo e mi son svegliato di ottimo umore. Unica concessione al fatto che stavo poco bene, questa mattina non sono andato a caccia.

 Questa sera ho scoperto la falla nella canoa, probabilmente per un difetto della camera d’aria là dove è stata saldata la plastica si è aperto un forellino che domani proverò a tappare.

 

Ott 12, 2008 - varie ed eventuali    No Comments

Anche le ferie stancano

Una settimana di ferie

Io faccio due settimane di ferie, una dopo la terza domenica di settembre, rientro a lavorare per una settimana, poi un’altra settimana di ferie.

Questa seconda settimana è iniziata con le vicissitudini di Buba, domenica ero una specie di mummia avendo dormito si e no due ore, sono andato due volte dai veterinari con la mia gattina, lunedì l’hanno operata amputando il moncone della zampa,

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1265448314.JPGmartedì siamo tornati per il controllo, mercoledì sono andato a caccia qualche ora con Marco, 744275727.JPGabbiamo girato in lungo e in largo senza alzare il fucile, tornando a casa ho trovato Giovannina preoccupata che Buba non mangiava e non urinava e siamo partiti alla volta dell’ambulatorio dei nostri amici veterinari (per fortuna che non ci fanno pagare la tariffa intera, altrimenti lavorerei per pagare i loro compensi).

 

Ce ne andavamo bordesando bordesando col vecchio Samurai quando dietro una curva ho visto uno straccetto rannicchiato sulla strada: era un gattino che cercava quel po’ di tepore che emanava dall’asfalto; raccoltolo abbiamo proseguito.

 

Nel frattempo Buba ha fatto pipì inondando i pantaloni di Giovannina, i veterinari hanno detto che tutto andava bene e hanno dato un’occhiata anche al gattino nuovo, promettendo di trovargli una sistemazione se fosse sopravvissuto.

 

1302499284.JPGPorti a casa un fagottino di pelo e poi lo dai via?1585834841.JPG

 

Ma dai!

Non noi, la sera, viste le dimensioni dell’esserino, era già diventato Orso Grigio e faceva parte della famiglia. Eccettuando Condoleezo, gli altri gatti non hanno apprezzato il nuovo arrivo e l’hanno fatto segno di ringhi e sbuffi, ma si abitueranno, se Orso sopravvive.

 

Giovedì ho lavorato dalle 09.10 fino alle 18.30 in giardino, con una breve pausa per il pranzo,

 

venerdì sveglia alle 07.00 per un giro in fuoristrada col Nicolino, si va a Pian Sottano: uscita al casello 227789296.JPG132944080.JPGdi Finale L. e via verso il Santuario della Madonna della Neve, gli splendidi colori autunnali degli alberi fanno da cornice al sentiero secco e polveroso, il Jimny salta come un canguro sul terreno indurito dalla siccità, noi all’interno siamo sbattuti or qui or là, ma ridiamo sereni.

 

Raggiunto il Santuario, iniziamo la discesa verso Pian Soprano non senza avere dissetato Spack che fa parte della comitiva.

 

Anche qui il sentiero è secco e duro, obbligandoci a prestare molta attenzione laddove dobbiamo superare dei tratti dove i trattori dei tagliaboschi hanno lasciato dei profondi solchi assai pericolosi per la carena dell’auto.

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 Comunque non troviamo particolari difficoltà e raggiungiamo il ristorante “Da Piero” senza grosse preoccupazioni.

 

Iniziamo con gli affettati, assaggiamo la farinata, poi ci vengono proposti i taglierini coi funghi in una quantità industriale.

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Fedeli al motto “se li avanziamo si offendono e poi son così buoni…”, finiamo le 6 o 7 porzioni che ci vengono poste davanti ripulendo anche per bene il piatto di portata.1079732475.JPG Il buon senso ci consiglierebbe di metter fine al fiero pasto, ma la gola è più forte della spada e dunque vai col cinghiale. Anche questo è in quantità industriale, ma noi lo finiamo caparbiamente, anzi Nicolino finisce il panino che ha iniziato pucciando anche nel piatto di portata.

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Al dolce però rinunciamo, ci alziamo per andare a prendere caffè e amaro al banco, Nicolino lo fa con fragore, tirandosi dietro 820273829.JPGe facendo cadere la sedia.

 

Lasciamo il ristorante pieni di quella felicità che viene dal sereno senso di sazietà che deriva da un pasto ottimo e abbondante gustato in letizia.

 

E riprendiamo il giro.

 

Saliamo tra i boschi per poi ridiscendere fino a Bormida. Qui ritorniamo sull’asfalto e ci dirigiamo verso Varigotti per dare un’occhiata alle condizioni del mare visto che il giorno dopo, cioè oggi, 1139225646.JPGsiamo d’accordo col Valter di andarci con la canoa e la muta.

 

Durante la discesa Nicolino si lascia prendere dall’abbiocco e mentre io guido con attenzione curva dopo curva, lui si addormenta profondamente; come potrei esimermi dall’immortalarlo in una foto che, seppure non rende onore al flebile russare del mio amico, esalta la sua espressività mimica?

 

Si risveglia sul lungomare e andiamo a fare quattro passi sulla spiaggia con Spack che non apprezza assolutamente la rumorosità dei movimenti del mare.

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Mentre torniamo a casa, telefona Giovannina che non trova più Buba, Dio del cielo ha solo tre gambe, dove vuoi che sia andata? Ma Giovannina è sempre tragica e a me non resta che pigiare sull’acceleratore.

 

Cerca sotto le ortensie, sotto le rose. Sotto il ribes è inutile che ieri ho dimenticato di chiudere l’acqua del pozzo e ho allagato tutto, mi levo dai piedi la mia compagna, mandandola a cercare in casa e comincio a passare il giardino metro per metro col supporto di una lampada.

 

Chiama, chiama, chiama, la gattina esce dal suo nascondiglio e la trovo in bella vista dietro le viti.

 

Bon anche questa preoccupazione si è risolta.

 

Le ferie stanno finendo, sabato mattina sveglia alle 06.15 e andiamo a caccia con Marco e non alziamo una piuma, alle 10 torno a casa e preparo le cose per il mare, Giovannina non viene, resta nella nostra clinica veterinaria attivata nei suoi reparti di ortopedia e pediatria, mi dispiace ma restiamo d’accordo che saltiamo la cena a Vado e al ritorno ceniamo a casa mia.

 

Alle 12.30 arrivano Valter e Bruna con il secondo a base di pesce e gli antipasti, Giovannina ci promette gnocchi al Castelmagno.

 

E partiamo. La mia macchina oltre a noi tre è colma in tutti i suoi spazi e il nostro arrivo a Varigotti crea nuovamente qualche problema di traffico.

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Raccontare il pomeriggio al mare sarebbe difficile, resti che ci siamo divertiti, che il mare era splendido seppure ormai freddino, che abbiamo fatto un mare di foto, Bruna da terra e noi con la nuova macchina impermeabile di Valter dal e nel mare.

 

771206461.JPGLa partenza con la canoa,278365325.JPG

 

il passaggio fino agli scogli,

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  la discesa nell’acqua fredda un po’ accaldati, prima io,

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18503297.JPGpoi Valter, che vista la mia reazione era un po’ restio,

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907191530.JPGle nuotate con la nostra mutina nuova,1270729925.JPG

 

le risalite in canoa,

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l’incontro con qualche pesce,

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821206405.JPGil rientro al tramonto,

gli agi del nostro campo base.

 

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Se un’immagine vale mille parole…

 

Poi a casa, cena, scaricare le foto.

 

Alzarsi questa mattina alle 7.30 mi è costata fatica, ma dopo le 10 i miei vecchi cani patiscono il caldo e se non li porto a caccia si offendono.

 

 

 

Ott 6, 2008 - varie ed eventuali    1 Comment

Una giornata lunghissima

Sveglia alle 06.15, lunga passeggiata nei campi con Marco, Kate alza un fagiano e lo abbattiamo.

 

Torno a casa verso le 10 e preparo l’attrezzatura per il mare, la nostra intelligence ci informa che le condizioni meteo a Varigotti sono buone, ma vento e mare non lo sono altrettanto. Fiduciosi nelle nostre risorse, partiamo lo stesso.

 

Sempre l’intelligence ci ha informati che hanno chiuso le cabine sulla spiaggia, col Valter risolviamo rapidamente il problema: passiamo al Decathlon e compriamo una tenda a rapido montaggio per ovviare al problema spogliarsi-vestirsi, radunare tutte le nostre cose.

 

La prima impressione che ci viene dal mare è positiva, pare calmo, ma tante vele all’orizzonte mi fanno pensare che tiri vento.

 

Raggiungiamo il parcheggio, la nostra attrezzatura è ingombrante quanto quella della compagnia appoggio di un reparto corazzato, siamo tutti carichi di borse e anche il semplice attraversamento della strada per raggiungere la spiaggia crea qualche problema al traffico.

 

Occupiamo qualche decina di metri quadrati di spiaggia e cominciamo i preparativi, gonfiamo la canoa, montiamo la tenda – Dio mio come è stato facile! -,

cominciamo la vestizione dei guerrieri e ci dirigiamo verso il mare.

 

Arrivando l’impressione era stata di potere affrontare facilmente le onde, mano a mano che ci avvicinavamo ci chiedevamo se mentre ci preparavamo il mare non ci avesse puntati per mandarci tutto in vacca.1767011021.JPG

 

434993299.JPGE comunque entriamo nell’acqua con la canoa in mano, una prima onda entra con abbondanza nell’”abitacolo”, una seconda onda doppia la prima spazzando via le pagaie, ci guardiamo col Valter e, mentre lui tira a riva la canoa, io parto all’inseguimento delle pagaie; recuperare la prima che resta nel bagnasciuga è abbastanza facile con una breve camminata, la seconda tende a prendere il largo e ad allontanarsi verso est. Quando sono con l’acqua alle ginocchia un’alta onda cerca di farmi cadere, vedo la successiva ancora più alta cui non riuscirei a resistere e per evitare brutte figure, con la muta slacciata mi ci tuffo dentro come ai bei tempi e esco dall’altra parte cominciando a nuotare verso la pagaia. La raggiungo con facilità, anche la corrente mi aiuta, ma nel frattempo l’acqua entra copiosamente nella muta, io divento una specie di vescica galleggiante assai difficile da manovrare, la corrente mi porta al largo, la mano destra è impegnata a tenere la pagaia, i piedi tendono per azione della muta gonfia d’acqua a stare fuori dall’acqua; inizio una difficile lotta contro gli elementi nuotando come posso verso riva, un paio di volte penso di mollare la pagaia, ma poi tiro avanti e infine riesco a toccare la sabbia.

 

Ancora un paio di onde alte cercano di abbattermi, motteggiando non ricordo quale film, mi rivolgo al mare “Non riesci a fare nulla di meglio?” e sbuffando come una vaporiera mi dirigo verso il campo base.

 

1398628404.JPGValter intanto si è preparato per provare con la zavorra, io indosso le pinne e la maschera e lo guardo scendere in acqua, intanto riprendo fiato.

 

Vedo un paio di onde schiaffeggiare il mio amico –una di queste saprò dopo che gli ha strappato via lo440837795.JPG snorkel-,

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Bruna fotografa questa mia attesa e allora parto anch’io, nuotiamo per un po’ insieme, con le pinne è tutto più facile, ma comunque piuttosto stancante e la mia gamba sinistra, sempre lei, ad un certo punto comincia a dolermi, dico a Valter che io rientro e insieme ci dirigiamo verso riva.

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Se montare la tenda è stato facile, smontarla e ridurla all’iniziale borsa rotonda ha necessitato assai più tempo ma, nella somma del dare e avere, il suo acquisto è stato certamente utile.

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Vado a cercare una farmacia per procurarmi un Voltaren per il dolore a questo punto piuttosto forte e ritorniamo all’oramai solito ristorante di Vado per poi rientrare ascoltando Inter-Bologna.

 

A casa scarichiamo le foto della nuova macchina fotografica subacquea di Valter, la mia macchina è caduta in terra e si sono in qualche modo cancellate tutte le foto che aveva fatto Giovannina, quindi ci salutiamo dandoci appuntamento per la prossima impresa.

 

Con la Giovannina cominciamo a radunare il nostro plotone di gatti, Pepa c’è, rientrano Condoleezo, Eisenhower, Serena, Trepentole e Percivala.

 

Chiamo Buba due o tre volte, eccola fuori dalla veranda, Giovannina le apre e lei entra zoppicando, Giovannina strilla “è andata sotto una macchina!”, la metto sul tavolo e vedo che le manca di netto la zampa posteriore destra con un brandello di carne e osso appeso al moncone per la pelle.

 

Mentre la mia compagna telefona ai nostri amici veterinari non trovandoli, io metto la gattina nella gabbietta da trasporto e dico a Giovannina di chiamare Valter –arrivando a casa avevo bevuto quell’amaro che avrei preferito dopo cena e cui avevo rinunciato per paura dell’etilometro e poi sentivo un po’ le gambe molli guardando la mia gattina-.

 

Valter stava già pregustando il profumo delle sue lenzuola, ma non erano passati 10 minuti ed era già arrivato.

 

Abbiamo caricato Buba in macchina e siamo partiti raggiungendo in pochi minuti l’ambulatorio veterinario aperto 24 ore.

 

Lì hanno medicato ed eseguito la pulizia del moncone, gli esami erano abbastanza buoni.

 

Mentre aspettavamo abbiamo cercato di capire la dinamica dell’accaduto e probabilmente è stato un cane, magari il rottwailer dei vicini che l’ha raggiunta mentre Buba cercava di sfuggirgli arrampicandosi sulla rete metallica o una volpe o un cane da caccia, ma l’ipotesi più probabile è la prima, visto che la gattina non si allontanava mai troppo.

 

La veterinaria di turno voleva ricoverarla in osservazione per poi intervenire sull’arto quando le condizioni fossero stabilizzate.

 

Mi sono reso molto antipatico alla dottoressa, ma ho firmato per la dimissione: vivesse o morisse nel suo ambiente, tra i suoi amici, che ci stava a fare in un’anonima gabbia senza nessuno che le stesse vicino?

 

Siamo arrivati a casa alle 04.10, ho avvisato con un messaggio Marco che non sarei riuscito ad andare a caccia alle 06.45 e i miei amici veterinari, chiedendogli a che ora potevano vedermi Buba.

 

Alle 8 mi avevano già risposto e, malgrado sia domenica, ha ricevuto le cure del caso e già domani potrebbero intervenire con l’amputazione dell’osso rotto.

 

Una giornata che non finiva mai e chi ha un animale capisce perfettamente quanto possa essermi pesata.

 

Auguri Buba.