Archive from luglio, 2008
Lug 27, 2008 - canoa    7 Comments

canoa

Nuova avventura.

 

 Prologo

Con Valter siamo diventati amici giocando a tennis insieme per una quindicina d’anni,

 

per un buon decennio siamo anche andati  in giro con la mounatin bike nei mesi estivi.

 

Nel frattempo una grigliata oggi, una pizza domani, per rinsaldare l’amicizia e per ridere un po’.

 

Ma il tempo passa, le giunture arrugginiscono, la bicicletta è diventata faticosa, il tennis l’abbiamo interrotto per malanni articolari, altri sport non ci venivano in mente.

 

Lui si lamentava del poco fiato, io che amo mangiare sto acquisendo una tipologia rotonda che è si una forma, ma non è propriamente l’essere in forma.

 

Un giorno propongo di acquistare una canoa “sai lì allungo le gambe e il ginocchio non mi da fastidio…”, lui non scarta l’idea a priori, io gli inondo la casella di posta di foto e siti di canoa, sabato mattina gli telefono “andiamo in quel negozio a Serravalle tutto di attrezzature sportive a vedere se hanno la canoa? Tanto per vedere…” Alle 03.00 partiamo.

 

Considerato che io ho fatto un breve corso di canoa una trentina d’anni fa e lui neppure quello, personalmente ero partito con l’idea di dare un’occhiata e poi considerare meglio la cosa. Ma, dopo un’occhiata nostalgica alle bici, a palle e racchette, abbiamo trovato le canoe.

 

Ce n’era una gonfiabile a due posti, con un prezzo abbastanza abbordabile, larga, apparentemente comoda, praticamente un lungo canotto che non da l’idea del mezzo per attraversare la corrente di un impetuoso torrente alpino, ma per quello che potremmo voler fare noi… Abbiamo fatto due conti, “ma si, potrebbe andare”. E siamo usciti.

 

Siamo risaliti in auto, abbiamo imboccato l’autostrada e abbiamo continuato a valutare la cosa, il mezzo poteva andare, il prezzo anche, ci siamo anche fermati a dare un’occhiata allo Scrivia, da una piazzola dell’autostrada, siamo ripartiti discutendo di dove avremmo potuto provare a “navigare”.  Eravamo quasi arrivati a Tortona ed io “Però siamo proprio due coglioni, eravamo già lì, siamo convinti di comprarla, potevamo prenderla e via”.

 

Ormai eravamo due fanciulli in avanzata fase di esaltazione, siamo usciti a Tortona, abbiamo girato intorno alla rotonda e siamo tornati al Decathlon, abbiamo fatto su canoa, pompe per gonfiare, giubbotti & Co., per poi uscire soddisfatti.

 

Se avessimo guardato al nostro entusiasmo, quello di Valter in particolare, saremmo andati subito al fiume a provare, ma erano già le 18 e abbiamo deciso di aspettare la mattina di domenica.

 

Tornando a casa ho incontrato Dante che mi ha detto che voleva acquistare lo stesso articolo un po’ di tempo fa, così domani viene anche lui a vedere il varo e, speriamo non serva, a dare eventualmente una mano.

 

1639492499.jpgChe Wanka Tanka sia con noi!

Si va!744982653.jpg

Di fronte ad un pubblico entusiasta si è svolto nella mattinata di oggi il varo e il seguente giro di prova del Sea Tiger.
Tra il pubblico si pregustava qualche scena da raccontare, magari una ripresa da ricordare negli anni, invece tutto si è svolto in maniera più che onorevole e il Sea Tiger ha percorso in lungo ed in largo lo spazio antistante il ghiaione sotto Rivarone.
384933146.jpgNel filmato gentilmente fornito da uno dei presenti si vedono persino momenti di voga ordinata con l’imbarcazione che scorre rapida sul fiume.
Presi dall’entusiasmo, i due protagonisti della storica impresa hanno già comunicato alla stampa1653240379.jpg che, salvo condizioni meteorologiche estremamente avverse, sabato prossimo tenteranno l’esplorazione del Lago di Candia o di
quello di Viverone.
Qualcuno potrebbe chiedersi che c’entra SEA Tiger con fiumi e laghi…
E belin, dateci tempo, no?

1609194379.jpgSi ringraziano Sergio, Dante e la sua469138832.jpg famiglia che hanno partecipato alla manifestazione fornendo il supporto tecnico per le riprese e un impagabile aiuto per la messa in acqua dell’imbarcazione.

1984710504.jpg
Lug 21, 2008 - Senza categoria    7 Comments

Bardonecchia

Nuovo giro.

 

Venne il tempo del giro di Luglio.

 

Al solito, uno non può, l’altro ha da fare, quell’altro “al 99% vengo”, ma tanto sai già che non viene.

 

Mariano risponde presente, Franco è disponibile a far da secondo a quello del “99% vengo”, con due macchine si va a Monesi che deve essere un giro più tosto, da soli si va a Bardonecchia con un nuovo giro che ci dovrebbe portare a 3000 m/slm.

 

Ovvio che si va a Bardonecchia da soli.

 

Siamo in 3, quindi partiamo col Free Lander.

 

e8ca8a47f1069fa6dab8d6b30c88e884.jpgTutto semplice fino all’inizio della salita, qui un cartello dell’amministrazione comunale ci fa presente che sopra il Rifugio Scarfiotti non si può proseguire in auto.

 

Intanto si è messo decisamente a piovere e mentre saliamo verso il rifugio, “tanto ormai siamo qui”, ci fermiamo per un caffè “da Silvio”, un nome e una garanzia ed in effetti lo splendido profumo di cucina che aleggia nella sala ci fa pensare che forse non tutto è perduto.

 

Mr Silvio ci dice che si la strada è chiusa, che come noi non capisce bene per quale motivo dato che a piedi su di lì ci vanno in ben pochi e chiudendo ad auto e moto… immaginiamo una lacrima virtuale che scende lungo la guancia del ristoratore.64c1726a340d82439fd11b37556d488c.jpg

 

Riprendiamo la salita, cascate altissime scendono lungo la montagna, fuoristrada facile ma l’ambiente molto bello ci appaga comunque.

 

Giunti al rifugio ci balena per un attimo l’idea di proseguire in barba al divieto, poi io che sono pervicacemente attento alle regole faccio una proposta: “è quasi edc5f777703a94c6f21444d759f95870.jpgmezzogiorno, torniamo indietro, mangiamo da Silvio, poi andiamo a Salice d’Ulzio e proviamo a fare il giro dell’Assietta  al contrario”.

Franco accetta di buon grado, Mariano è favorevole alla prima parte del discorso, dubbioso sulla seconda. Ricordo che a suo tempo disse “ho il senso d’orientamento di un frigorifero” e sbagliava di poco, nel senso che a volte ne ha meno di un frigorifero.

 

L’alternativa era riprendere l’autostrada e tornare a casa, quindi era deciso.

 

Arriviamo da Silvio e ci propongono un po’ di antipasti attendendo

003c9ac48a04fc73e9604d4ea5ec26e1.jpg

la polenta che sarebbe stata pronta dopo una mezz’oretta, accettiamo ovviamente soddisfatti.bdfd3ac67acfcf0615fecf8643724629.jpg

 

Lardo & Co, una salsa col tonno, tomini, patate lesse, etc, Grignolino e poi la polenta.af27cff1d67671aca0458b87a10de4c8.jpg

 

Una normale e una coi formaggi, due vaschette una con stufato e salsiccia, una con spezzatino di cervo.

 

Ci dedichiamo con passione alla bisogna, il cervo è andato via senza particolari entusiasmi, ma di stufato e salsiccia abbiamo chiesto il bis insieme ad altra polenta.

 

E abbiamo finito gioiosamente anche la seconda ondata, facendo magari scarpettacaefaf6e870cf601c85995251f151249.jpg e gettando nello sconforto Franco di abitudini più morigerate rispetto a Mariano e me.

Caffè, amaro e riprendiamo il percorso.

 

A Salice arriviamo facilmente, poi si trattava di trovare lo sterrato, io ho seguito i ricordi delle volte che c’ero passato l’altr’anno. Sembra facile ricordare, ma oltretutto all’inverso…

 

Poi ci si para davanti una ZTL, mi par di ricordare di averci girato intorno in un’altra occasione, dalle 14 alle 15 si può passare e m’infilo, uscendone mi par di riconoscere il percorso e si sale. Cominciamo a ritrovare qualche particolare, anche Mariano, ci convinciamo di essere sulla giusta via.

 

c5b597a623795b6c206c4a13f9d4f8a4.jpgQualche marmotta qui e là e raggiungiamo il Colle dell’Assietta.

Qui una colonna di auto ci impedisce di proseguire, una morte, avanzano a 8-13 km/ora, fermandosi oltretutto ogni tanto, esasperante.

 

La buona educazione darebbe di lasciar passare chi è dietro ma la massa di auto veniva da un altro pianeta e ce la siamo fatta in quel modo fin sotto il Colle delle Finestre, il momento in cui hanno svoltato su asfalto è stato vissuto con gioia da Mariano e me, Franco che probabilmente era il più esasperato della comitiva, ha voluto anche dare un ultimo saluto al “capo colonna”, che qui potremo chiamare “Slowhearth”, mentre passava sotto di noi sul tornante.

 

Dal Colle delle Finestre in poi, tutto facile e alle 19.30 eravamo già a casa.

 

Prima il tempo inclemente, poi il Comune di Bardonecchia, poi la colonna di auto che venivano da non so che raduno sull’Assietta, hanno cercato di rovinarci il giro, ma anche questa volta ci siamo divertiti.

65cfdb9e95f38d6b029c15501ea41f42.jpg