Archive from giugno, 2008
Giu 30, 2008 - fuoristrada    5 Comments

Giro d’estate

Da buon Interista.

 

E’ domenica, in Padania fa caldo,

dunque andiamo a fare un giro in Riviera, facciamo un giro facile in fuoristrada, mangiamo in  agriturismo, finiamo il giro presto prima che i pendolari della spiaggia vadano ad intasare l’autostrada, magari al ritorno innaffiamo anche il prato, poi la cena e la finale Germania – Spagna.

E con la Giovannina, Kate e Spack partiamo sereni verso le 09.00 alla volta di Finale.

 

Non un distributore con l’addetto e così mettiamo poco gasolio per la mia scarsa affinità affettiva con i self services, ma arriviamo tranquillamente a Mallare passando per l’interno per evitare l’autostrada c8d10138e0d74cc3d2f21e3f60338f28.jpgsicuramente intasata. Iniziamo il giro, tutto facile fino alla Colla di San Giacomo, poi scendiamo verso Rialto. Ad un certo punto ci si presenta un bivio, stiamo facendo il solito percorso a ritroso e non mi viene in mente a2a832bc2f4ee673a2f9eb478549e373.jpgniente, perché metterla in politica? Vai a sinistra e scendi.

 

Ovviamente avremmo dovuto girare a destra, tornare indietro mi pareva disdicevole e ho continuato fino all’asfalto, poi mi sono affidato al mio orientamento e all’agriturismo siamo a406e905ee0f6550c0851049b9ab65f7.jpgcomunque arrivati, ma l’allungamento del percorso ha depauperato le riserve di carburante e così dopo pranzo abbiamo preferito volgere la prua su asfalto verso Finale dove avremmo trovato sicuramente un distributore.

 

Fatto rifornimento abbiamo ripreso il giro in salita nella zona della riserva di Pollupice, abbiamo raggiunto il Colle del Melogno, abbiamo fatto scorta di 01d7943d7b53359f3c2f00edfb93fc69.jpgformaggio di capra ad un banchetto e siamo scesi ancora su sterrato per poi risalire ancora verso Rialto e verso l’agriturismo dove avevamo pranzato, in teoria avremmo fatto a ritroso il percorso del mattino, raggiunto ancora Mallare e quindi ripresa la via di casa.

 

7a95d064da7b7a47a6ac3f4c3db2d5fa.jpgMa avevamo da poco superato l’agriturismo, quando ho cominciato a sentire ad ogni buco un rumore innaturale nel posteriore dell’auto; sarà la ciotola dei cani, sarà la pigna che ho raccolto, sarà… è meglio che guardi.

 

La marmitta penzolava in maniera innaturale verso il terreno.

 

Invertita rapidamente la rotta siamo tornati sull’asfalto e abbiamo ripreso la discesa verso Finale. Presso uno spiazzo ci siamo fermati per valutare meglio la situazione.

 

Ora, parliamo un attimo del clima: eravamo tra i 500 e gli 800 metri slm ma faceva un caldo, ma un caldo che sudavi abbondantemente già al pensiero di muoverti, con l’aria condizionata in macchina, si appannavano i vetri, si ma mica dentro, si formava la condensa fuori, sulla faccia esterna dei vetri, se non ci fossi stato, non ci crederei neanche io.

 

Ma torniamo alla marmitta, mi sono inginocchiato per guardare cosa era successo, un male, ma un male alle ginocchia per colpa del ghiaietto che avevano sparso, ma mica i ciottoli di fiume, arrotondati e gentili, cui sono abituato, delle armi improprie, puntute e bastarde fuori, mi sono dovuto sdraiare per potere guardare sotto. Ora so che a tenere la marmitta c’è un anello di una specie di gomma molle e che ieri il mio si è rotto, lasciando il tutto a penzolare verso il suolo. La Giovannina ha subito proposto di legare il gancio col guinzaglio del cane, io ho pensato di rubare un pezzo di filo di ferro in una vigna, poi ci siamo accordati per fermarci a casa di qualcuno e chiedere un pezzo di filo di ferro.

 

Wanka Tanka ci ha fatto trovare un signore gentilissimo che ci ha accompagnati fino a casa sua con la moto, ha cercato un filo adatto e mi ha prestato anche le pinze, ho messo il crick sotto la marmitta per sollevarla e sdraiato sull’asfalto caldo ho iniziato a legare i due capi per fermare il congegno. E’ persino venuto un lavoro ben fatto, ma non me la sono sentita di riprendere il giro su sterrato, eravamo a dieci minuti dal casello e abbiamo deciso per l’autostrada. Salutato il gentilissimo nostro nuovo amico che ci voleva anche invitare a bere qualcosa a casa sua, abbiamo ripreso la discesa verso Finale.

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Ma intanto si erano fatte le 18.00.

 

Al casello c’era la coda, su 103.3 ci hanno detto che ci volevano 50’ da Varazze allo svincolo di Voltri, lasciamo la coda e volgiamo nuovamente la prua verso il Melogno, questa volta su asfalto, poi svolta verso Bormida -> Pian Sottano e rientro giusto in tempo per mangiare pane e un po’ del formaggio acquistato nel pomeriggio mentre le squadre entravano in campo per la finale.

 

Da buon Interista, sono riuscito a complicare un giro che nelle previsioni doveva essere facile come battere il Siena in casa per vincere lo scudetto senza troppi patemi.

 

Ma in fondo, tutto è bene, quel che finisce bene.

 

Giu 24, 2008 - fuoristrada    No Comments

2° puntata Tour in Toscana

Grand tour in Toscana. 2° puntata
E venne il mattino del giorno dopo.
Eternamente in ritardo, clamorosamente, mi sono svegliato in perfetto orario: divertirmi, non avere rompipalle tra i piedi, l’ansia di iniziare il nuovo giro, forse l’andare a dormire subito dopo Francia-Olanda, mi hanno permesso di essere pronto al richiamo di Mariano alle 07.45, già docciato e 535961a79f8ebac86e1b49adbf3cac80.jpg2f76848b539b21f5e42717c5c9e57d09.jpgcalzato. Abbondante colazione, “così magari a mezzogiorno mangiamo solo un panino all’autogrill…”, una foto dalla finestra dell’agriturismo ad un rapace alto nel cielo o ad una lepre nel frutteto di fronte e via verso l’Aurelia.
Una breve sosta per un caffè e qualche 9ce882d4e5a235cba5c80fc30d2dda88.jpgfoto al Ponte del Diavolo –Ponte della 0a3a7e67765101fd8dbd69350b7f1a58.jpgMaddalena- e via verso S. Cassiano (LU).
Nulla di rilevante fino all’inizio della mappa, facendo salvo un diverbio con un San Cassianese che al mio gesto di stizza mentre cercavo un distributore tra le vie strette del paese e lui mi suonava perché non mi muovevo mi ha detto “oh, che mi mandi anche affanculo?”, che se non mi stava così attaccato al paraurti magari mica ce lo mandavo!
Ma non sono sicuro che avessi proprio ragione io, magari una freccia prima di rallentare potevo anche metterla.
Fatto gasolio, su per gli erti colli, splendidi panorami, fino a che la strada è finita stringendosi tra due case, c’è ovviamente sorto il dubbio di avere saltato un bivio. Inversione difficoltosa sotto gli sguardi curiosi degli autoctoni, ricerca del bar per pagare il pedaggio per percorrere la strada come da indicazioni del sito apposito, il bar era chiuso e, italianamente, abbiamo voltato il muso verso l’alto. In effetti temendo che ad un tratto comparissero due alpini che ci chiedessero di mostrare il ticket, ma queste c50f169acdd4d2d529d1ca381a485af5.jpgpreoccupazioni si sono dissolte quasi subito soverchiate da altri problemi che ci si sono proposti: in primis si è trattato di mettere il muso del Free Lander nel bivio stretto e in salita, ma salita, che ci proponeva la mappa e poi fare la salita stessa che senza ridotte ha messo a dura prova la7c45afe4ce1dea4cabfb05adc1ee3a5f.jpg scorza del mezzo meccanico (parentesi: per me, animista quasi convinto, la mia macchina ha un’anima e me lo ha mostrato in diverse occasioni di situazioni difficili quando mi ha comunque portato in vetta creando spesso stupore nei miei amici. Chiusa parentesi).
Qui Mariano, mentre salivamo con le ruote che anelavano il terreno compatto gettando di lato sassi e polvere, il burrone di lato e la cima lassù, lontana, mi ha fatto scoppiare dal ridere, d0a09c8c6a21db6dd1ee8e4099bc419b.jpg(considerando che la rivista descriveva il percorso come facile e adatto ai Suv) è sbottato: “spero che quel pezzo di m… che ha scritto l’articolo trovi sempre donne facili come questo percorso, così non scopa più!”.d81f4e8e45b09c458778478754e7917c.jpg
Ma l’Aquila non ha mostrato segni di cedimenti e in poco tempo siamo arrivati in vetta, davanti una discesa altrettanto ripida, ma potevamo fermarci a fare due foto.
La discesa era tosta, la mappa ci proponeva in fondo un guado, il cielo era grigio, talora proprio cupo, non pioveva, ma a d4fa606e24ad3820140d1f737f725543.jpgmonte? Siamo scesi con attenzione lungo lo stretto sentiero, rammaricandoci ogni tanto di essere venuti con una sola auto, ma sempre sorridenti al nostro fato. Il guado ac51d9f6256e816e46a6cfc97dc5883c.jpgnon è stato nulla di eccezionale, un guadino, poi ancora salita, ma meno ripida, fino ad un bosco di castagni centenari, splendidi nella loro maestosa possanza, con la c0e63049d0657a3e903a61718c056f51.jpgsolita terra violetta a fare il sentiero. Raggiunto il termine della strada a pedaggio sul passo di qualcosa, abbiamo definitivamente smesso la preoccupazione del ticket e siamo scesi a valle su stradbe304932f9a0c21c85223bbb9f08142e.jpga buona, poi l’asfalto, ancora sterrato fino al ristorante “Nido dell’Aquila”, potevamo esimerci? Neanche per scherzo: antipastone misto di salumi e crostini, pasta fritta, pappardelle coi funghi, poco vino, caffè –parchi come francescani-.
5cbcdeeb3726dc679ca6149468e6fae3.jpgRipartiamo in salita su un sentiero discreto fino al Passo del Giovo, 1600 metri con un vento e un freddo da lupi, fanculo, rapida inversione come da road book, indicazioni ad un tedesco che si era avventurato fin lì con un’Audi, “it was not a good idea!” ha detto lui nel dialogo con Mariano in inglese, io l’avrei anche aspettato nel caso avesse avuto problemi, ma l’ora già tarda ci ha spronati a mollarlo lungo il sentiero, comunque c’erano eventualmente altri sulla via, probabilmente fungaroli. 6d96fea08c28d4e6b96e144db6e21d2c.jpg
Prima della meta, ancora un’emozione, mentre salivamo una salita argillosa, piena di pozze e scivolosa, l’occhio ci è caduto su un segnale di divieto di transito: “l’hai visto?” fa Mariano, “si” rispondo io, “torna indietro che vediamo cosa dice” ribatte lui, “non ci penso nemmeno, alla peggio quando troviamo i taglialegna torniamo indietro!” concludo io con la macchina che mi scivolava di lato nella fanga sulle sue gomme stradali.
67bb288533dcd4eacc749899cad29a21.jpgE continuiamo verso il Passo del Saltello. Raggiuntolo riusciamo a leggere il divieto, si riferiva al giorno dopo in occasione di non so quale manifestazione.
Rinfrancati telefoniamo a casa dove Clementina e 2935a43340da1f642a652b6fbb9741b4.jpgGiovannina aspettavano nostre notizie per andare a mangiare una pizza per poi aspettarci a casa mia e volgiamo la prua verso valle, verso il confine tra Lucca e Modena, poi asfalto fino a Spezia, autostrada col sole che tramonta sul nostro giro.

75d0c4f205ecc061d9a71fbb17b04244.jpg

Non vuoi finire con aglio, olio e peperoncino sugli spaghetti?
Guardiamo le foto e buonanotte.
A settembre il Friuli?
Si può fare!

Giu 15, 2008 - fuoristrada    2 Comments

DUE GIORNI IN TOSCANA

Grand Tour in Toscana Prima puntata

Al solito, Mariano ed io da soli.

Ormai era programmato, le ferie prese, chi c’è, c’è.

Giovedì mattina abbiamo prenotato due stanze in un agriturismo di Suvereto (LI) e siamo partiti alla volta della Toscana. Il Jimny o il Free Lander? Ho fatto i controlli e il pieno al primo poi, vedendo il sole nel cielo, ho scelto il secondo, più comodo, seppure meno affidabile in fuoristrada per la mancanza delle ridotte.

Alle 14.00 ero sotto casa di Mariano, alle 18.15 prendevamo possesso delle nostre stanze dell’agriturismo “la 6096a758af80da4535be92c5ea314bf2.jpgfed89bf19cd12fd593966e52101cd294.jpgBulichella” col GPS che, portandoci dall’Aurelia alla meta, ci ha regalato il passaggio su uno sterrato completo di guado tra le canne che ci ha subito messi di buon umore.

La nostra base si trovava in uno splendido paesaggio tra le colline livornesi vicino al confine con la provincia di Grosseto, dopo una rinfrescatina, abbiamo giocato un po’ a fare i turisti aggirandoci nel centro storico di Suvereto,

062407b286661f08fe1514e52491511b.jpg  0278e2c39993f3d23fe72588c3573c73.jpg  c1a43cb9a1c83cde58a12394daa6b8b1.jpg

354be0d5c82dc9669b09cb118fdad3cb.jpgameno borgo dalle stradine strette di pietra che si arrampicano sulla collina tra antiche ec23a30f15f51db0d5508a1bad9001ab.jpgpalazzine, il bel gioco dura comunque poco, giusto il tempo di arrivare all’ora di cena, poi ci siamo presentati alla Trattoria Martini, per affogare la stanchezza del viaggio con crostini, pappardelle al cinghiale e cinghiale con le olive, ovviamente con ottimo pane e vino toscano. Ritorno a “casa”, partita in tv, doccia e a nanna.

Inizia la giornata del 13 con un’abbondante colazione –pane, burro, marmellata, torta, yogurt, spremuta d’arancia, yogurt, caffè e latte, di cui magari solo un assaggio…- poi dirigiamo il GPS su Massa 12f5dc1c691bc506b10580b5828b2e70.jpgMarittima (GR), passiamo su strade poco trafficate immerse tra splendide colline, secondo le preferenze di Gipsy che non ci convincono sempre ma, passando, 0e5daa073e95488e243f56ff3169a5a8.jpgvediamo anche le cicogne e a Massa ci arriviamo. Acquistati acqua, birra, coca, un paio di panini -di grossi panini- e un paio di etti di salame e un paio di prosciutto, partiamo.

Anche qui ha piovuto e il primo tratto di strada non particolarmente difficile presenta dei solchi profondi che mettono a repentaglio la d314b09c3b5edf695ec4ef764721e682.jpgcarena del Free Lander, ma passiamo abbastanza tranquillamente, seppure con molta attenzione. Poi il road book ci porta ad un bivio in cui non ci raccapezziamo, andiamo a 0f3b1e3c198c4ad254dc2bc6efbabcdf.jpgvedere a piedi, poi in macchina ma il sentiero si spegne nel bosco, telefoniamo anche a Maurizio che l’anno scorso aveva iniziato il giro, poi torniamo indietro guardando la mappa per trovare un’alternativa. Due contadini ci osservano da vicino ad un serraglio di cinghiali, noi siamo sempre un po’ preoccupati per la possibile ostilità dei residenti verso i fuoristradisti e i foresti in generale, poi passando loro vicino chiediamo informazioni e riportando a memoria il senso della risposta: “ oh, che voi credete d’essere i primi bischeri che s’incagliano in questo posto? L’è capitato a tanti altri, in macchina, in moto, l’è la carta che l’è sbagliata, dillà non se va in nessuna parte. Oh voi ve conviene tornare indietro e seguire la strada in direzione di Siena!”. Amichevoli e gentili questi Toscani!

f6e6a3c47a9d6a1394776fc13666c6bb.jpgArrivati alla successiva nota della mappa, iniziamo a salire su un facile sterrato ornato da splendidi panorami, poi la discesa con squarci luminosi tra gli alberi sulle colline circostanti. Arriviamo quindi ad un paese dove troviamo con difficoltà l’imbocco del sentiero per scarsa chiarezza della mappa, seguiamo una carrareccia anche qui 062860b2f32c52e9572cdcdff0ec4e5a.jpgrovinata dalla pioggia ed imbocchiamo poi un viale lunghissimo di cipressi con uno sterrato rosso, quasi viola per un particolare colore del terreno.

Un pezzo di asfalto con una rotonda che ci vede girare un paio di volte in tondo prima c1e3eca68bb7a7314c0b3ad56fef5854.jpgdi decidere la direzione da prendere, una nuova salita, inizia la discesa, ci fermiamo a mangiare i nostri panoni con abbondante imbottitura di salumi, poi ripartiamo e, attraverso un altro pezzo con profondi solchi creati dalla pioggia, arriviamo alla provinciale che ci porta a Punta Ala, punto d’arrivo.

Rientriamo a Suvereto cercando il guado che avevamo superato il primo giorno ma le piogge della notte avevano gonfiato il torrente e, essendo da soli, non mi è parso il caso di rischiare di dover chiamare il trattore.

Al rientro a “casa” contavo di fare una doccia e poi leggere un po’ nella quiete del cortile dell’agriturismo, invece mi sono sdraiato “un attimo” sul letto e mi sono svegliato solo un’ora dopo, giusto in tempo per Italia-Romania. Dopo la partita si torna alla trattoria per i tortelli e una bella bistecca con patate fritte, poi Olanda-Francia e a nanna.

Domani si riparte.

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Giu 2, 2008 - fuoristrada    No Comments

a Finale

Tra gli elementi inclementi.

Ormai sta diventando la normalità.

 

Uno non può, l’altro ha da fare o la moglie non lo lascia,

 

c’è questo, c’è quello,

 

e noi si parte da soli.

 

Ogni rivista di fuoristrada che si rispetti, ti dice regolarmente che andare alla ventura con una sola auto è … stupido.

 

Ma a volte decidi un giro, uno ti dice che viene, uno che è probabile, l’altro forse.

 

Nei giorni precedenti tu ti convinci che vai,

ma il meteo dà previsioni pessime, la protezione civile sconsiglia di muoversi se non in casi estremi, il tuo cane sta male e tu dormi poco per stargli vicino,

il giorno precedente il giro, l’ultimo amico ti dice che non ha un socio e che da solo non viene e comunque, col tempo che c’è, è meglio lasciare perdere.

 

La mattina ti svegli intontito dalla notte in subbuglio per il tuo vecchio cane che sta per morire, lo vedi brancolare e ti dispiace lasciarlo, sei tentato di telefonare a Mariano e dirgli

 

“lasciamo perdere è una giornata di m…”.

 

Poi il cane si alza e mangia, il sole splende sulle tue rose fradice di pioggia, la tua compagna ha messo in macchina lo zaino con le cose che servono, il tuo socio non ha commentato il messaggio che diceva “siamo soli, SANF”.

 

Si può mandare tutto a put…?

 

Ma dai! Si parte!

 

Non si fa il giro in programma in quel di Cuneo, che probabilmente è reso impossibile dalle piogge dei giorni scorsi, si va in riviera, a Finale Ligure, là ci sono sassi e poca argilla, il sole ora viene, ora va, ma non piove, ora qui ora là troviamo una pozza, un rigagnolo d’acqua scende lungo il sentiero, ma la via è ben percorribile.

 

Ma si, siamo a corto di benzina, (colpa mia, sull’autostrada c’era un sacco di gente ai distributori e io volevo che mi si timbrasse l’avvenuto rifornimento).

Sbagliamo anche un bivio e facciamo spostare due volte un trattore di tagliaboschi, all’andata e al 612a52c30f95005048f3dfd0f1ca66d6.jpg86c543c14efd961206aac6478fe5f9ea.jpgritorno –al ritorno, passando, ho persino detto “abbiamo proprio sbagliato strada!” e loro si sono persino messi a ridere dicendo “e si,lì la strada finisce!”-,

 

ma arriviamo all’agriturismo persino in anticipo e dobbiamo aspettare per potere mangiare: poi lo facciamo, in maniera ottima e abbondante, menzionerei la pancetta tagliata spessa, i frisciòe, i ravioli di magro e le costine, tra le altre cose.

Beviamo anche una bottiglia e 12 di un vinello leggero che andava giù bene e alla ripresa del giro 506e427162fab0cd545a523631163795.jpgMariano, preoccupato del mio tasso alcolico, si fa in quattro per indicarmi una pianta sul percorso in retro all’uscita del parcheggio, ma il vinello era davvero leggero, io ne ho bevuto sicuramente meno di lui, tanto che pur essendo un bevitore di birra ai pasti, non ho avuto problemi.

 

Il giro riprende, saliamo fino al passo… non mi ricordo cosa, poi scendiamo di nuovo ed andiamo a finire il percorso con il tratto forte del giro: si inizia ab812861d7336a84c5ae01da3862e676.jpgentrando in una forca formata da rami di castagno che nascondono l’ignoto, poi la pacecca, qui il fango c’è davvero, ma la via è in discesa e filiamo tranquilli.

 

Arriviamo alla discesa più bella, quella assai ripida ed io chiedo a Mariano di fare qualche foto, poi provo a passare nei binari sulla carreggiata, crunck, un sasso mi blocca, provo con la retromarcia ma le ruote girano a vuoto, Mariano a valle mima lo sgomento che stiamo provando coi movimenti delle braccia e del capo, pare che noi si sia nella m….

 

Metto le ridotte, le gomme slittano, poi fanno presa e mi tolgo dal casino in cui mi ero messo, penso anche di tornare indietro, ma è questione di un 79e34c7c56798b02ff55f1cb51143116.jpgattimo, eccomi con una ruota sulla costa del sentiero 903d4a5012d32ae4f306c0a2b820efa9.jpged una sul centro della carreggiata –se scivolo in basso, possiamo andare a chiamare il trattore-,

 

attento!, guarda quel sasso! ca… mi scivola il posteriore! Ora la pacecca!

 

E’ fatta!

 

3145595a82285b2ed04b617028f2c50b.jpgRiprendo a bordo Mariano e via verso valle.

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Ancora una discesa ripida, ma qui c’è solo fango, ci fa una pipa.

 

Raggiungiamo il piano e via verso l’autostrada.

Intanto il vinello, su Mariano fa effetto, gli prende l’abbiocco e lui pisola, ora si, ora no fino a casa.

En passant, soccorriamo anche una signora che nel bosco ha visto una biscia e ha dato una facciata per terra per scappare, intanto arriva il marito e visto l’edema perioculare sx, non posso che consigliarle una gita al pronto soccorso,

ma anche questo è fuoristrada!

Poi a casa un momento di quiete,

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la cena,

quindi vediamo le foto della vacanza in Marocco.

Contrordine compagni,

la Clementina, ha fatto qualche casino e sulla penna che ha portato c’è solo una puntata di Lost!