Archive from febbraio, 2008
Feb 29, 2008 - fuoristrada    No Comments

Speriamo che ce la caviamo

D’ogni tanto vedevo per strada o parcheggiati nella mia città dei fuoristrada dai ruotoni enormi tassellati per mordere anche sull’acqua, con lo scappamento sul cofano come i trattori, così alti sulle sospensioni a molla che mi veniva il dubbio che si usassero delle scale per salirci, spesso c’era l’adesivo dei Lupi della Val Borbera sulla carrozzeria. f45e0ec7799bc2430a472955daaccf3a.jpg

 

Il mio fuoristrada, vuoi il vecchio Samurai, vuoi il Freelander, vuoi il Jimny, sono sempre stati stradali, con le loro ruote d’ordinanza, senza altro che quello che la casa costruttrice ha concesso loro. Nel baule lo zaino con una corda, gli attrezzi per eliminare rovi e ramaglie, un estintore, ma niente più.

 

Bene o male, coi miei amici, abbiamo formato un gruppo che se ne va a spasso per le montagne col fuoristrada, ma spesso uno non può, l’altro ha da fare, il terzo la moglie non lo lascia. E quindi molte 21adc7cec60ffd4483e0b213375e544d.jpgvolte ci è capitato di partire da soli col Nicolino e la Giovannina per posti isolati e impervi chiedendoci, in caso di guasto, che avremmo potuto fare.

 

Girando tra i siti, sono capitato su quello dei Lupi, foto di guadi, salite e discese, distese di fango, che le mie vetture non si potrebbero permettere. C’era un indirizzo mail e timidamente ho provato a scrivere, mi hanno gentilmente 031f5e8daa833a54a24c04512400cc33.jpgrisposto e domani si va insieme.

 

Nicolino ha un impegno, Giovannina è bloccata a casa da Jack –uno dei miei cani- che non sta bene, ma per fortuna ho tanti buoni amici e con me viene Valter. Mi hanno assicurato che si tratta di un percorso facile, da fare in allegria e per la compagnia, speriamo si tratti di Lupetti e che il percorso sia realmente da gita, vedremo.

 

cd28c62a32c8823ae87fb3fa4827c0a4.jpgNoi arriveremo col Freelander, speriamo non comincino a storcere il naso già vedendoci.

 

Comunque noi saremo

 

“Sorridenti al nostro fato”.

Feb 17, 2008 - Senza categoria    1 Comment

By Nicolino

Tratto da “Cronache Sestresi” di lunedì 18 febbraio 2008:
Numerosi testimoni affermano di avere assistito ad un’insolito evento sulle alture di Sestri L., ieri, domenica 17 febbraio. Fra gli alberi spogli si aggiravano esotici animali in libertà, senza peraltro che i giardini zoologici dei dintorni lamentassero fughe dai serragli. Si sarebbe trattato di due pingui felini, una tigre e un leone, e di un elefante, magro ma dotato di un’enorme proposcide. Con loro sarebbe stato anche avvistato un setter irlandese. I testimoni, atterriti
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per l’orrida apparizione, non si sono dichiarati più sollevati dal fatto che le esotiche fiere fossero mantenute tranquille dalla presenza di una domatrice, che indossava un cilindro multicolore. Pare che gli animali, dopo aver consumato (o meglio, sbranato) un rapido pasto, si sarebbero dissetati con birra e spremuta d’arancia.

I carabinieri dei reparti speciali hanno iniziato fin dal primo pomeriggio una battuta di caccia estensiva, nella speranza di catturare le belve.
A noi non rimane che consigliare a tutti i turisti e villeggianti di prestare la massima attenzione quando si aggirano per i boschi, e mantenere la calma in caso di contatto ravvicinato. Il consiglio, sempre utile, rimane quello di buttare alle bestie quanto più cibo possibile, dopodichè allontanarsi lentamente e contattare immediatamente la polizia veterinaria.
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Feb 17, 2008 - fuoristrada    No Comments

Ancora Carnevale

Giro d’inverno

Il Giro di Carnevale non è ancora svanito nel ricordo ma siamo già di nuovo sulla via per una nuova avventura. Il tempo è buono, non fa freddo, eccoci dunque diretti verso la Riviera di Levante, il Nicolino ed io col Maurizio e la Betty che avevano saltato il giro precedente.

 

Eravamo tutti di buon umore e già lungo il tragitto autostradale l’abbiamo messa sul ridere, dal pinguino artico che ha comprato il Maury all’autogrill, al continuo fraintendere le comunicazioni via radio dello stesso Maurizio che dopo un po’, rendendosi conto della situazione, ci ha mandati a comprare del Guttalax.

 

E’ iniziato lo sterrato e abbiamo cominciato a salire, la strada era asciutta, un po’ scavata dalla pioggia, ma nel complesso buona.

 

99b6f40674b5b4f0ba210cbf483c75c6.jpgAlla prima sosta Maurizio ha scatenato la bagarre, poiché intendeva partecipare al Giro di Carnevale, si era procurato dei cappelli adatti 7d8e63bb3652dc362f470a8200ec3b22.jpgall’evento e, non tenendo conto che ormai si era in Quaresima, li ha comunque portati oggi.

Vuoi rifiutare all’amico la soddisfazione di indossarli?

Ma Dio ci scampi! (che se poi ci ha guardati, si è divertito anche Lui).

 

b8fa8f6507d7391129e85a9a0cfeedbe.jpgE quindi eccoci lì, come quattro dementi, a ridere come matti coi nostri nuovi copricapo, un berretto da jolly per Betty, a testa d’elefante per Maury, a forma di leone per f5082566ca46f81900e5d293a551a4d6.jpgNicolino e a testa di tigre per me. Fortunatamente non è passato nessuno.

 

Il giro riprende, io lascio la guida a Nicolino che con espressione intensissima procede lungo la via, io provo la soddisfazione di guardarmi un po’ intorno, 9460cd691428f4df49170b458f8511e6.jpgfaccio qualche foto, scherzo con Maurizio per radio.

 

Giunti in uno spiazzo, decidiamo di consumare il nostro pranzo e spazzoliamo una buona quantità di panini, c’era il sole, ma è febbraio e un venticello freddo rendeva fastidioso lo starsene fermi a mangiare: non ci è parso vero di indossare di nuovo i nostri nuovi cappelli. Qui e’ passata un auto in effetti ma il conducente, forse anche spaventato dalla presenza di quei personaggi per lo meno strani, ha fatto finta di niente.3561e54e21f8cf0256f3d3c61519645c.jpg

 

Ripartiamo, ma abbiamo percorso pochi chilometri e incontriamo lo spazio attrezzato dove ci fermiamo sempre e non ci possiamo esimere dal farlo anche oggi.

 

A volte i giri sono più impegnativi, vuoi per il sentiero rovinato, vuoi per la pioggia, la neve o il ghiaccio, vuoi per la difficoltà a trovare la via, oggi tutto filava liscio e ci restava tempo per le soste con la sequela di risate gustose.

 

Giunti ad un trivio, abbiamo anche voluto provare l’emozione dell’incertezza e invece di seguire il sentiero segnato sulla mappa che seguiamo di solito, abbiamo svoltato a sinistra per un tratturo che non avevamo mai percorso. Tutte le strade portano a Maissana e, seppure contraddicendo le indicazioni del GPS, vi ho condotto un dubbioso Nicolino, sempre alla guida, che ha voluto anche scommettere un caffè contro la bontà del mio orientamento pagandolo poi al primo bar sulla via.

 

Nell’ultima parte qualche incertezza l’abbiamo avuta sul percorso, con qualche inversione, ma in questo itinerario abbiamo sempre delle difficoltà di rotta anche per le imprecisioni presenti nel road book, ad esempio c’è il punto dove ti dice di passare sulla sinistra di una chiesetta e tu ci passi, dopo 650 metri cerchi la deviazione sulla sinistra, passano 700 metri, 800, un chilometro, c’è una deviazione sulla sinistra, non ti sembra quella giusta ma l’imbocchi, fai qualche centinaio di metri e ti trovi strozzato in un cunicolo tra due case, fai retromarcia più in fretta che puoi e torni sull’asfalto, dubbioso alla fine scendi ancora e trovi un’altra chiesetta, da lasciare sulla destra e dopo 650 metri lo sterrato sulla sinistra: e ditelo che le chiese sono due! Prima una, poi l’altra!

 

Ennesima sosta alla miniera di Gambatesa, dove si estraeva il diaspro rosso, in effetti non sono mai riuscito a capire cosa ci si faceva, comunque è una pietra rossastra e in certi punti i lati del 8eaea3fa9492136889ed3dbb53f8d607.jpgdf399fa933b6a058aab6154b178a9c6d.jpgsentiero su tutto il percorso sono colorati da polvere derivata da quella roccia.

 

Poi l’ultima parte del giro di oggi lungo un percorso che passa su una ripida scarpata con grossi pezzi di roccia franati a rendere difficoltoso il passaggio ed infine la discesa fino a Lavagna.

 

Ultime risate all’autogrill dei Giovi e infine a casa,   domani è lunedì, ma per oggi ci siamo divertiti.

 

 

 

 

 

 

 

Feb 9, 2008 - fuoristrada    4 Comments

Fragile come la roccia

Note di viaggio

 

Per ogni giro a ciascuno di noi rimane qualcosa impresso nella memoria, un luogo, un discorso, un piccolo fatto che poi renderà quel giro memorabile.

 

c4f7e07e89d061a4cd562170a7ba7944.jpgL’ultimo giro si è caratterizzato per l’incertezza del percorso, bloccato ora dalla neve, ora dal fango sul sentiero rovinato dai cingolati dei boscaioli, con la conseguente necessità di improvvisare per continuare ad andare tra i boschi.

 

Ma mi piace ricordare, tra tanti, un episodio in particolare.

 

Avevo voluto proseguire su per un sentiero molto ripido malgrado fosse sbarrato da un albero secco abbattuto dalla neve, giunti in prossimità dell’ostacolo eravamo scesi e con Franco eravamo impegnati a sollevare, ac6e61d22f09a42347ba2aa27433076a.jpgspingere e tirare il tronco, il Nicolino provvedeva ad immortalare i nostri sforzi con la macchina fotografica, l’epica sfida dell’uomo contro la natura che ci respingeva cercando di fermarci con il tronco di traverso al sentiero.

 

Il peso non era eccessivo ma i rami si impigliavano tra gli alberi e rendevano difficoltoso lo sgombero, la pendenza notevole del sentiero ci costringeva a camminare piegati, Franco ed io eravamo presi dal nostro lavoro ma ad un tratto un cupo fragore ci ha distratti.

 

Poi una sorta di boato e un flebile lamento, un rotolar di sassi e noi ci siamo voltati verso la direzione dei rumori: Nicolino per riuscire a scattare delle foto migliori era salito su un grosso masso, vuoi per il peso del nostro amico, vuoi per la fragilità dell’appoggio che comunque era lì da chissà quanti secoli, una piccola crepa ha fatto spaccare il macigno e il nostro è scivolato lungo la ripa insieme a grossi frammenti del masso tra il mio Suzuki e il bordo del sentiero. Pochi attimi ma probabilmente lunghissimi per il nostro che deve avere vissuto la caduta come in una paurosa moviola.

 

La scena che si presentava agli occhi degli esterrefatti presenti, cioè Franco ed io, era sicuramente memorabile: Nicolino era lungo disteso sulla schiena con la gamba sinistra sotto il Suzuki, la gamba destra piegata in maniera innaturale, la mano sinistra piantata sul terreno per non scivolare ulteriormente e un grosso pezzo di roccia posto tra le gambe, la mano destra era sollevata e portata all’indietro sull’argine del sentiero a riparare la camera da eventuali urti.

 

b47fbbd20c1750461b57a732eec77b6f.jpgNoi eravamo lì con il tronco in mano, Franco ha subito chiesto se si 48dcadece07574f276601ca32a4dc908.jpgfosse fatto male, io mi sono messo subito a ridere come un matto, siamo scesi per aiutarlo ad alzarsi e ci siamo rallegrati che non si fosse fatto nulla, lui ha tenuto orgogliosamente a sottolineare di avere evitato alla macchina fotografica qualsiasi urto.

 

Maurizio ha chiesto una documentazione fotografica dell’accaduto, ho voluto scrivere queste poche note per spiegare che, impegnati in tutt’altra impresa, né Franco né io abbiamo potuto immortalare l’esilarante rappresentazione del Nicolino.

 

Un frammento di roccia ho voluto portarlo a casa, farà bella mostra di sé nel mio giardino ad imperitura memoria del fatto e per ringraziare il Signore delle Praterie che ha voluto salvaguardare l’incolumità del nostro amico.

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Feb 3, 2008 - fuoristrada    1 Comment

Giro di Carnevale

Piantati tre volte

 

La stagione è ancora acerba, magari c’è ancora la neve, i sentieri saranno rovinati dall’inverno, magari nevica pure… e siamo dunque partiti nella convinzione che comunque avremmo avuto un buon pranzo da Piero.

 

A Mallare ci siamo convinti che ci eravamo preoccupati per nulla: la prima parte del percorso liscia cbca44d2c09162eae2875836b64cd443.jpgcome l’olio, la difficoltà maggiore è stata superare due bikers che scendevano lungo il sentiero; poi l’asfalto ed arriviamo al santuario della Madonna della Neve. Di prendere la carrareccia che scende tra i castagni non se ne parla nemmeno, quaranta cm di neve gelata ci sconsigliano qualunque tentativo e continuiamo per Osiglia.

 

L’idea è seguire il sentiero da lì fino a Pian Sottano, saliamo facilmente cercando di non saltare la deviazione sulla destra che si vede poco, ma giunti b649ccdf176b5b739161a75f5392685f.jpgin prossimità del bivio ci troviamo davanti un altro banco di neve, probabilmente è stato formato dal vento, poi il freddo lo ha indurito e ora sta lì, ci guarda e ride dentro quel suo cervellino gelato. Io, 9f04775f228941d8a9b18ee63d8f8541.jpgpiccato, imballo e parto. Prr mi fa lui e il Suzuki si acchiana  incapace di proseguire, ma anche di tornare indietro. Facciamo due foto, sblocchiamo la situazione e torniamo sull’asfalto fin da Piero, solito pranzo abbondante, Franco ed io saltiamo il secondo, Mariano non rinuncia a qualche tocchetto di cinghiale, beviamo un grappino con Piero e ripartiamo.

 

Iniziamo il percorso in salita come siamo soliti fare, un bivio sbagliato non ci fd0b42539fb590fbe034a398b7bf773e.jpgsmonta, torniamo indietro e ricominciamo, non c’è neve e iniziamo a salire tra a16f567a852e25d8e651123792ee9d51.jpgle ramaglie lasciate dai boscaioli, poi, quando la salita si fa più dura, le rotaie lasciate dai mezzi pesanti che hanno trasportato il legname, riempite da fango molle e inconsistente rendono la marcia difficoltosa, poi molto difficoltosa ed infine impossibile.

 

 968a219ef9f273707c0bb0e99186d748.jpgRetromarcia e prendiamo un’altra via che ci ha indicato Piero, siamo saliti lungo sentieri ripidissimi, abbiamo spostato alberi caduti, Mariano è sua volta stramazzato lungo la ripa in un rotolar di sassi che lo accompagnavano, poi abbiamo raggiunto uno 9c668720d508ddff26363e569910ee50.jpgspiazzo e siamo andati a piedi per valutare se ci convenisse proseguire: abbiamo deciso di tornare indietro e scendere verso Finale Ligure con un sentiero che avevamo già percorso.

 

Seguo correttamente la via fino all’imbocco del percorso, svolto sorridente e b1e1c6112bd51893fb8ddd15054acff3.jpgmi ritrovo un altro banco di neve gelata, esasperato, proseguo. Ovviamente il risultato è uguale al precedente, terzo blocco, una cinquantina di metri sottovento coperti da neve indurita, poi si vede il sentiero pulito, possibile che non si riesca a passare? Breve retromarcia, ripartenza e l’auto s’acchiana di fd3899a91583d26b2c903dffdaa3c9fa.jpgnuovo. Proviamo a spingere, Franco prova tirarmi, niente da fare. Viene in nostro aiuto un ragazzo molto gentile con un Wrangler nuovo nuovo, prova a tirarmi ma si spezza la fune. Non volendo restare bloccato sull’Appennino fino al disgelo, risalgo in macchina e forzo un po’ con la prima e la retromarcia, la vettura si muove, persevero e ne esco. Anche stavolta è andata bene. Per rendere ottimale la conclusione del giro il gentilissimo giovane ci propone  un’alternativa sterrata per raggiungere Finale e visto che deve scendere lui pure, lo facciamo insieme. Dopo un certo tratto il Wrangler ha accelerato l’andatura, ignaro che quel gioco di solito lo faccio io, abbiamo iniziato una discesa piuttosto movimentata per gli scrolloni che le sospensioni piuttosto rigide del Suzuki propalavano ai nostri sederi. Ci siamo accontentati comunque di un ottimo pareggio.

 

24d3ac14b6a3a98f6233839a78121f33.jpgGiro a Finale con Spack che ha dimostrato una certa paura del mare –Il termine sarebbe panico, ma il mio cane è piuttosto permaloso-, Aurelia chiusa prima di Noli, ritorno a Finale, autostrada e a casa.

 

Nota per i soci: Domenica dovremmo tornare a girare col gruppo, ma il dove è da valutare con molta ponderazione.