Archive from gennaio, 2008
Gen 8, 2008 - fuoristrada    No Comments

Capodanno ed Epifania

Nuovi giri

Due giri tradizionali, a volte con la neve, a volte senza.

 

A Capodanno siamo partiti con tre vetture su sterrati asciutti e facilmente percorribili, Dante, Maurizio ed io, non abbiamo incontrato particolari difficoltà eccettuando una svolta tra i pioppi che ho “volato” portando la 85e79c0147358f7082b466e04d26c714.jpgcomitiva su un sentiero distrutto dalle grosse ruote dei mezzi che hanno provveduto a portare via un bosco di pioppi e che hanno creato delle rotaie assai fastidiose, per il resto poco fango, foto canoniche alla Madonna delle Vigne; solo il Wrangler di a8e1799d03f6b4626cf7859e0f3751d8.jpgDante puntigliosamente si ricopriva di fango per giustificare i suoi 4000 mmc, per il resto solo routine.

 

In settimana ha nevicato, una bella nevicata che io già mi fregavo le mani nell’attesa dell’Epifania, poi la temperatura si è alzata, ci ha piovuto sopra, la neve era piuttosto fradicia, ma il manto ha tenuto abbastanza bene e la campagna si mostrava ab411d53dba2b4964b71b6d29429b659.jpgin uno splendido sfoggio di bianco quando siamo partiti per il nostro giro con Maurizio, il Barba, Pietro ed un nuovo amico Franco.

 

Sotto la neve, il fango e Maurizio se ne è accorto entrando nel primo sterrato, per fortuna non c’era fosso e se l’è cavata abbastanza bene uscendo facilmente dal campo, poi è passato lui in testa alla colonna e ci ha portati per un bel pezzo con 655ae696486efb29006625d534beabaf.jpgNicolino che gli dava indicazioni con la radio.

 

Su quei tratturi sono solito andarci a caccia e nel tratto successivo, poiché la strada si vedeva a stento e sui bordi ci sono dei fossi profondi, sono nuovamente passato in testa.

 

Alla fine del sentiero una “cavalla” di neve ostruiva il passaggio, si insomma con lo spazzaneve avevano pulito la strada e ne avevano ammucchiato una bella quantità, ci passo, non ci passo, ci passo.

 

Col casso! Era pressata e mista a terra, mi sono spanciato sulla vetta con le ruote che 1e6f68e6a1284f7f9da7d82231e58adb.jpggiravano a vuoto, Maurizio si sposta sul bordo, quasi piantandosi a sua volta ed avanza il Barba col suo panzer dai ruotoni tassellati che lega la mia vetturetta e la tira indietro. “Provo a passare io”, dice, ma stava lì in manovra ed io sono ripartito con slancio, stesso risultato del tentativo precedente, solo un filo più avanti. Mi tira indietro di nuovo e poi Maurizio e Nicolino messa mano alle pale, liberano il 932eb0fe44eb3bbf866ee4ff945bd4b3.jpgpassaggio quel tanto che basta. E si riparte.

 

Il giro continua fino alla Madonna delle Vigne, sempre lì, a far le foto come tradizione, poi raggiungiamo il Tanaro e passiamo lungo la sua riva fino al paese di Grava senza particolari inconvenienti eccettuando il fatto che col Nicolino davamo indicazioni sbagliate a Maurizio di nuovo davanti alla colonna e poi ridevamo come matti ascoltando i suoi improperi.

 

A questo punto decidiamo di andare in collina. Ora bisogna premettere che la collina è fatta di terra argillosa, viscida e infingarda, estremamente appiccicosa sulle macchine e senza un filo di aderenza per i battistrada stradali.

 

Inizialmente col Nicolino e Spack sembravamo Pippo, Pluto e Paperino su per la carrareccia, sorridenti e ottimisti, lo sguardo fiero sulla cima che pareva vicinissima, poi una curva e una salitella in apparenza né facile, né dura, ma bastarda fino all’inverosimile, le ruote del mio Suzuki cominciano a slittare e la macchina si arresta. “Ohi, ohi” faccio io, “ahi, ahi” fa Nicolino, facciamo retromarcia e riproviamo, una volta, due volte, dieci volte, ma il risultato non cambia: arriviamo a 4-5 metri dalla cima e ci fermiamo sull’ultima rampa.

 

1b0b774b93ab97beedbd3a6d66c1dbea.jpgFrattanto il sole stancamente scendeva dietro la collina proprio di fronte a noi e nella fioca luce di un meraviglioso tramonto sulle colline bianche, abbiamo realizzato che di lì non saremmo passati per quella sera.

 

“Dietrofront compagni!” e Franco che era in coda alla colonna ha iniziato la manovra di discesa in retromarcia raggiungendo facilmente, come avrei saputo dopo, l’asfalto. Tocca quindi a Massimo, il Barba, coi suoi ruotoni davo per scontato che problemi non ne avrebbe avuti, aspettavo serenamente il mio turno ma nello specchietto lo vedevo sempre più o meno nello stesso posto. Sono sceso ee25e833a33a386b202c53e78c807d8a6.jpg sono andato prontamente a fotografare il suo momento di crisi: in retromarcia il panzer scivolava ora qui ora là rischiando di finire giù dal sentiero nella riva e quindi nel campo sottostante. Dopo lunghi minuti nei quali il cielo si era fatto buio, ce l’ha fatta ed è stata la volta di Maurizio che s’è cavato d’impaccio abbastanza in fretta.

 

Intanto mi ha telefonato Franco che, raggiunto l’asfalto, non vedendoci arrivare cominciava a preoccuparsi e si proponeva di cercare un trattore per venire a toglierci d’impaccio.

 

Ed ora era la volta di Pietro. Il suo Pajero con ruote stradali ha trovato di buon gusto uniformarsi al comportamento del panzer e, per buona dose, ha messo la ruota posteriore di babordo sul ciglio della scarpata. L’unica era provare a tirarlo in avanti per allontanare la ruota dal vuoto. E davanti c’era il mio Jimny. Abbiamo legato le auto e abbiamo provato, non so cosa sia successo, ma qualcosa deve essere andato storto perché un coro di urla ha fermato la manovra.

 

4fe39fde745ceaec629faed4b8adfbc8.jpgEd è venuto fuori Maurizio che già da un po’ brandiva cesoie e tomahawk per tagliare rami e canne da mettere sotto le ruote, non ho idea se poi l’idea sia stata messa in atto, io avevo il mio bel pensare alla non poi così remota possibilità che il Pajero rotolasse nella riva e trascinasse anche me e Spack sul Suzuki in un amorevole abbraccio.

La corda è stata comunque riattaccata e abbiamo riprovato, il Jimny faceva il suo dovere tirando e slittando, io pregavo Wanka Tanka di essere magnanimo, Pietro non so cosa pensasse.

 

Non so quanto abbia contribuito la scarsa aderenza delle mie ruote nel tirare, ma sta di fatto che Pietro si è tolto dalla scomoda posizione e ha potuto faticosamente fare retromarcia fino ad un punto dove è riuscito ad invertire la marcia. Per parte mia non ho avuto problemi in retromarcia e poi a girarmi.

 

Abbiamo raggiunto a nostra volta l’asfalto felici di esserci tolti dalla scomoda posizione, dandoci appuntamento per un giro a Carnevale, poi io ho girato verso il più vicino autolavaggio a gettone perché se arrivavo a casa con la macchina in queste condizioni, avrei sicuramente avuto da discutere con la Giovannina.

c8aab81667d38618cd4b190b4c556b10.jpg