Archive from ottobre, 2007
Ott 29, 2007 - fuoristrada    3 Comments

Meglio soli? Finchè va tutto bene!

We Were Lone as an Eagle Cry

Un nuovo partecipante con la Campagnola, il Pajero, il Terrano. Poi uno non può, l’altro ha da fare, l’altro… non c’è. Partiamo da soli, Nicolino ed io, come al solito. Al primo bivio, i vetri appannati “tu cosa vedi?” chiedo, “non vedo una pizza!” pausa “nel senso che non c’è nessuno, vai”. Partiamo.

Tutto bene, autostrada fino ad Alberga, comincia la salita verso Caprauna e poi Ormea. Giunti a pochi chilometri da Caprauna, mi sovviene che ieri non sono andato a fare rifornimento, in autostrada mi sono dimenticato, il serbatoio si è svuotato rapidamente e si accende la spia. A Caprauna, proviamo a chiedere se ci sia un distributore, ci guardano sorridendo come se avessimo chiesto per un rivenditore di astronavi, si riparte alla volta di Ormea, “Benvenuti ad Ormea” recitava un cartello, intorno a noi boschi e montagne. Non arrivavamo mai, sentivo piangere il Jimny, un lamento desolato, “romb, guarda che adesso mi fermo, romb, non ce n’è più!”.

Cominciamo a pensare come cavarci dai guai se l’auto si ferma, poi un viale alberato, le prime 6549c8051e9faa0b4c15e9c45460c3bc.jpgcase, la piazza, un’insegna dell’AGIP: è aperto, siamo salvi. Torniamo indietro, passiamo il ponte ed iniziamo a salire tra i castagni, questa parte la conosciamo per averla fatta già altre volte, ma riusciamo a sbagliare un bivio, saliamo per qualche centinaio di metri ma torniamo subito indietro e riprendiamo a salire, non grandi difficoltà, ma troviamo anche la neve, le foglie autunnali ci circondano di rossi, gialli e arancioni. Ogni tanto una 534b29eb8f80d77c6e112665f48ee06e.jpgsosta, qualche pipi di Spack, qualche foto,360795bf95a365decb1d921c702c72b1.jpg un sacco di risate. Poi il pranzo “da Maurizio” presso il Col di Nava, discreto, da tornarci (impagabili i cacciatorini che ci hanno dato per antipasto), ma, entrando per chiedere se c’era posto, il profumo della cucina mi aveva già fatto una buona impressione. 7b93fcb0cc4e0f6744d4023cf592414a.jpgE si riprende il giro, passaggio nel forte, poi il tratto che la scorsa volta non abbiamo potuto affrontare perché chiuso per una sagra equina, con una certa delusione,  in quanto si trattava di uno sterrato facile in discesa tra gli alberi, bello coi colori delle foglie e una montagna innevata là in fondo, ma povero di emozioni. Raggiungiamo l’asfalto e ci dirigiamo verso Ponti, passiamo l’abitato molto caratteristico fatto di pietra e attraversato dalla strada stretta, troviamo con difficoltà lo sterrato sulla sinistra e cominciamo a salire,  2×4, 4×4, ridotte, la salita qui è bella e da’ soddisfazione, un bivio, un altro, la mappa imprecisa, ci siamo distratti, 43f9aed6eb68bb62e8f61440682ec623.jpgboh?, ad un certo punto non ci troviamo più nella mappa, siamo in discesa, sta facendosi scuro. Proviamo a tornare indietro ma perdiamo il conto da703c7e47098aba46ccff798b19a8e3.jpgdei chilometri parziali, in questo stato di confusione geografica imbocchiamo un sentiero in salita che secondo me dovrebbe portarci a scavalcare la collina e quindi in discesa verso Pieve di Teco. Neanche per scherzo, il sentiero argilloso ad un tratto si perde in un pianoro adibito a pascolo. Cazzo! Testardo 94fba3a2654971ab63405e1aa5f5d145.jpgcome posso esserlo solo io, non mi do per vinto e saliamo a piedi fin sulla cresta per cercare un sentiero al di là per scendere a valle: panorama stupendo, ma sotto di noi solo boschi fitti e senza sentieri. Sul pianoro intanto abbiamo trovato un amico, che chiameremo Edward, 02c90997bf352e6e8a325403052e4f03.jpguno stanco Beagle con un campanello e il numero del cellulare del padrone sul collare, proviamo a chiamare, ma non risponde nessuno, lo carichiamo e lo portiamo giù? Lo lasciamo qui a morire di freddo e di fame? E se ci denunciano per ratto di cane? E se Spack 7cdcf23c229615b3112446230bd54183.jpgs’incazza e ne fa strame? Facciamo finta di niente e ci avviamo alla macchina, se ci segue, lo portiamo con noi. Cinque minuti dopo Edward era appisolato tra i piedi di Nicolino, felice di scendere a valle con noi. Abbiamo imboccato un sentiero già occupato da una vacca che non aveva granchè voglia di togliersi dalle palle e farci passare, quando finalmente si è decisa, ne sono arrivate altre due. 1222df1c24541adc5d6765ee212e3720.jpgAbbiamo aspettato pazientemente e siamo ripartiti, poi Nicolino ha indovinato quella che secondo lui era la strada che avremmo dovuto imboccare in precedenza, un bivio sbirolo in discesa e qui l’ho fatto incazzare: bastavano pochi metri di retro, ma io sono voluto andare a girare più avanti con un tipo di manovra che già una volta ci ha messo 2eeec4a8737936fc16cbbada3ce0b5cb.jpgnelle grane, ma questa è un’altra storia. Sta di fatto che siamo scesi lungo una discesa assai difficile nel bosco sempre più buio. Non so come sia successo e in quale punto siamo tornati sulla strada già percorsa in salita, sta di fatto che è successo, ma non sapremo mai che razza di giro abbiamo imbastito. D’ogni tanto incrociavamo dei cacciatori di cinghiali e chiedevamo se conoscevano il padrone di Edward, ma era probabilmente della squadra dell’altra valle. In una di queste soste, mentre contestualmente avevo fatto scendere Spack per una rapida pipi, mi sono accorto di non avere più il portafogli in tasca. Un attimo di gelido panico ha attraversato la mia mente, mentre mi rivedevo a risalire la via alla probabilmente inutile ricerca dell’oggetto colore delle foglie secche nel buio ormai calato sul bosco. Ma nei nostri giri, finora è sempre andata bene e il portafogli mi si era sfilato in macchina. Ed Edward? Giunti a Ponti mi sono fermato a parlare con dei cacciatori e ho rintracciato il suo padrone, così che abbiamo potuto lasciarlo a loro affinché lo custodissero in attesa che lo venissero a riprendere.

6a0b8f2eb9ece69e3ee43e9baab3959b.jpgAlla prossima. In compagnia o solitari come il grido di un’aquila nel cielo.

Ott 10, 2007 - suv    10 Comments

Meglio soli o accompagnati?

Da soli o… . in colonna? La discussione se sia meglio affrontare un percorso off road da soli o in gruppo, d’ogni tanto ricorre nelle ore passate col Nicolino lungo sentieri più o meno difficoltosi con le nostre vetture “stradali”.

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Il buon senso consiglierebbe di essere sempre almeno in due vetture, un infortunio alla macchina, una disattenzione con conseguente difficoltà a venir fuori da un pasticcio, la possibilità di contare su una spinta, su una corda tesa che ti aiuti a uscirne fuori, ma anche solo la compagnia di un altro equipaggio col quale scherzare nelle soste, col quale dividere la serenità di un pranzo in una trattoria di montagna o il frugale panino in uno slargo della carrareccia. Un classico argomento della Giovannina è proprio “vai piano… , stai attento…, siamo soli se ti scivola nel fosso rimaniamo qui”. Ma il buon senso è un articolo di cui difetto, Nicolino è un ottimo compagno di viaggio e sinceramente non mi annoio mai quando insieme affrontiamo lunghi tragitti in auto, se manca lui, anche con la Giovannina le ore in auto non sono disdicevoli –salvo che non si spaventi ed apra la portiera per saltare via come un tappo di lambrusco come quella volta che su un terreno argilloso, col Samurai9ae1420d1e4024a7b6fe838f602fb4bb.jpg che saliva scodinzolando è saltata a terra tra l’auto e la parete obbligandomi a inchiodare bloccando la colonna e facendo incazzare Dante che col le gomme stradali del suo Wrangler ha cominciato a slittare obbligandoci a invertire la marcia e a tornare a valle-. Il buon senso… Buon senso significa scegliere sempre la possibilità meno azzardata e più utile, ma io non l’ho mai preso in considerazione, altrimenti ora avrei un lavoro remunerativo e tranquillo, con le ferie pagate, la malattia e la tredicesima. Invece… in due giorni 22 ore di lavoro per cinque miseri giorni di ferie e oggi non è che vada molto meglio, per quale motivo dovrei esimermi dal rischiare di rimanere piantato sulla ripa di una montagna o di lasciare un po’ di vernice su qualche roccia se nel farlo mi ci diverto? In fondo, Wanka Tanka è con noi e le cose si sono sempre svolte in un accettabile scambio tra rischio e beneficio, speriamo che duri. E poi, se siamo in colonna c’è sempre da aspettare qualcuno, quello che patisce i botti sul sacro osso del fondoschiena, quello che ha paura di rigare il metallizzato, quello che patisce il burrone steso là sotto senza protezioni di sorta, quello che i carrozzieri sono cari, quello che non è capace e lo sa. Come in tutte le cose ci sono i pro e i contro. Nui non chiniam la fronte, se qualche amico si aggrega, ben venga, se siamo soli, neanche un lamento e si va e

” Oh Grande Spirito, la cui voce ascolto nel vento,
il cui respiro dà vita a tutte le cose.
Ascoltami; io ho bisogno della tua forza e della tua saggezza,
lasciami camminare nella bellezza,
e fa che i miei occhi sempre guardino il rosso e purpureo tramonto.
Fa che le mie mani rispettino la natura
in ogni sua forma e che le mie orecchie rapidamente ascoltino la tua voce”. 

                              da “La Preghiera al Grande Spirito”

 

Ott 7, 2007 - Senza categoria    No Comments

A tavola


Parte molto sostanziosa dei nostri giri sono le soste per il pranzo, talora siamo parchi come Francescani -raramente peraltro- talora ci lasciamo andare come anoressici guariti da improvviso miracolo farmacologico.
Molto spesso comunque vale la pena di fermarsi in trattoria.

Ott 6, 2007 - suv    8 Comments

On the Road Again

8cc333337496b36700169099e1d0d41f.jpgSiamo partiti alla volta di Pian Sottano (SV) contando di trovare presso la trattoria dove ci fermiamo di solito, un po’ di funghi da comperare come avvenuto gli anni scorsi. Da Mallare abbiamo raggiunto il Santuario della Madonna della Neve su uno sterrato abbastanza facile, quindi siamo scesi 100a6e2a7b225696f8d34c86558ab401.jpgverso Pian Soprano col sentiero che si faceva più difficoltoso a causa delle carreggiate create dai mezzi dei boscaioli e approfondite dallo scorrere della pioggia. Abbiamo raccolto qualche castagna mentre Spack la faceva qui e là, godendo della temperatura mite di una splendida giornata autunnale.

de5c0580f5535e02125537e34318026a.jpgSalite, discese, qualche breve sosta, qualche scossone più robusto, che dal coccige saliva verso la colonna cervicale; comunque nessun problema importante.

Una volta giunti alla trattoria, abbiamo chiesto se avessero dei funghi da vendere, ma le condizioni meteo delle settimane scorse non avevano creato le condizioni per la crescita dei prelibati porcini e noi abbiamo tacitamente deciso di affogare la delusione in un abbondante pranzo così che nella sala altrimenti vuota ci siamo dedicati con passione agli antipasti, guardandoci sorridendo quando la signora ci ha portato una vassoiata di taglierini coi funghi che potevano bastare per 5 o 6 persone.

Spazzolatene una buona parte, abbiamo guardato le stringhe di pasta rimaste nel vassoio e il Nicolino “mi sembra male lasciarne, per me si offendono se non le finiamo” ed io “ci mancherebbe offenderli, sono così gentili!” e abbiamo fatto questo sacrificio.

ba4bf5b0a870e3debd7c3d6906377ae6.jpgA questo punto potevamo interropere, ma la signora b3db6711bdf6e622430d9186ff997e0d.jpgci ha portato salsiccia e fagiolane, cinghiale e capriolo. Non so se si siano offesi ma questi non siamo riusciti a terminarli.

Ci siamo alzati prima che ci proponessero il dolce e abbiamo preso il caffè e una amaro al banco (ma sarebbe stato meglio un Geffer!).

Quattro chiacchiere con la signora, promettendo di tornare prima della fine dell’anno e siamo ripartiti.

L’abbondante zavorra stipata nei nostri stomaci, rendeva il procedere sul sentiero sassoso estremamente sgradevole e le soste si sono moltiplicate -per la gioia di Spack e per il sollievo dei 7f30e8fc81ac37644d734289d67eff54.jpgnostri visceri- ma il giro è proseguito senza intoppi, abbiamo intravisto un capriolo col cucciolo che si sono eclissati nel bosco di castagni 140b0e4380953eeb2241db318fdfdd6a.jpgal nostro arrivo.

Abbiamo superato un passaggio difficile e abbiamo raggiunto Biestro e da qui Carcare dove abbiamo imboccato l’autostrada verso Savona.

Funghi non ne abbiamo portati a casa, ma la giornata è stata ugualmente molto piacevole, l’unica riserva è data dal fatto che potremmo avere sopravvalutato le capacità dei nostri apparati digerenti, ma una cena leggera dovrebbe essere sufficiente a non farci risentire delle abbondanti libagioni del mezzogiorno. Alla prossima.

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