02/05/2012

I Maggio fuoristrada

562474_2623368043652_1838770933_1646835_1346388541_n.jpgAlone as the howl of the wolf

Prologo

I maggio, chi viene?

Franco ha da fare, Pietro ha da lavorare, Mariano ha un impegno, Maurizio ha la macchina nuova, Maria ha la tosse.

Resta un esiguo manipolo di audaci che, malgrado la pioggia prevista su tutto il nord ovest, muoveranno verso i boschi della Val Bormida per cercare quelle varianti del percorso che non si sono mai affrontate prima.

Non si programma la solita sosta al ristorante, solo razioni individuali ed equipaggiamento completo per affrontare ogni avversità si possa presentare. Questo è un giro diverso dal solito, i due Jimny, i due piloti con la sola compagnia del setter Jim e un road book vecchio di 25 anni.

Un ultimo pensiero al Signore delle Praterie che voglia essere ancora una volta benevolo con i suoi cavalieri… e

Domattina si parte. 

Appuntamento come sempre a Varazze, l’ora si decide quando io arrivo a Masone e do il via a Gigi. Piove con cattiveria e ogni volta che usciamo da una galleria, una secchiellata di pioggia si abbatte sul vetro, ma proseguiamo imperterriti, lasciamo l’autostrada a Finale e a metà strada dal Melogno imbocchiamo il primo sterrato:

la radio di Gigi non funziona… le pile ricaricate… sono vecchie…

003.jpg la perfetta organizzazione del giro traballa ancor prima di iniziarlo, ma per fortuna io ho le batterie di riserva e non rischiamo una solitudine silenziosa.

Dopo otto anni di giri in fuoristrada è la prima volta che affrontiamo i sentieri sotto la pioggia battente e il ruscellare dell’acqua verso valle, all’inizio mette un004.jpg po’ di apprensione, poi osservando la perfetta tenuta dei Jimny malgrado le ruote stradali, ci tranquillizziamo e ci appassioniamo alla guida. In molti punti l’acqua ristagna e pare di affrontare un guado, ma non incontriamo particolari difficoltà.

005.jpgDal colle del Melogno continuiamo sull’asfalto fino ad Osiglia dove imbocchiamo la seconda parte del giro (chiamiamola pure seconda parte, ma oggi il giro si fa a capocchia e comunque non stop). Gigi è capocolonna, si ferma per una veloce pipì nello slargo del bivio dove dovrebbe girare a destra, risale in auto e prosegue diritto. “Ti sei accorto che hai sbagliato strada?” gli chiedo per radio, lui frena subito e io continuo “vai pure avanti che andiamo a vedere dove ci conduce questo sentiero” e proseguiamo. Una volta con Maria ci ha portati fino ad una discesa sconnessa che da soli e col FreeLander non ci siamo sentiti di affrontare, ma oggi, probabilmente imboccando una variante diversa, la strada continua in piano e poi lungo una ripidissima006.jpg salita che non spaventa per nulla i Jimny. Va beh abbiamo imboccato un sentiero che non ci ha portati da nessuna parte, ma, dopo l’inversione sono passato a condurre e abbiamo proceduto spediti… ma si, ad un certo punto abbiamo imboccato una salita fangosissima che portava solo ad un casotto di tagliaboschi e Gigi ha cominciato a dubitare di uscire “vivo” dal bosco, ma ad un certo punto ho riconosciuto uno slargo sotto di noi dove c’eravamo fermati il 1 aprile quando Jim era salito lungo la scarpata proprio fino a dove ci trovavamo noi ora e, così, ho potuto tranquillizzarlo, anche se invero lui non ricordava una cippa. A questo 007.jpgpunto bastava scendere ancora un po’ e poi andare a destra alla prima  svolta. E così abbiamo fatto per raggiungere di lì a poco quel bivio che Gigi aveva volato il 1 aprile e che stavolta ha riconosciuto come luogo seppure senza riuscire a contestualizzarlo. Svoltiamo quindi a sinistra per iniziare quella parte di percorso che ci aveva tanto impressionati fin dalla prima volta a Pian Sottano, così ricco di salite, ma soprattutto di discese che col fondo fangoso di oggi era davvero emozionante.008.jpg

E abbiamo raggiunto Pian Sottano.

Siamo passati sotto la Trattoria “da Piero” memoria di tante allegre mangiate e solo con una stretta forte al cuore ho potuto proseguire, ma oggi era “panini” e 008.jpgforzando il mio animo (e soprattutto il mio stomaco che era già l’una e mezza) ho tirato diritto. Mi son fermato ad un bivio per fare il punto con Gigi e lui mi ha detto di come gli avrebbe fatto piacere rifare quella salita che avevamo fatto tempo fa con due Defender lombardi incontrati al ristorante.

Detto fatto, breve inversione e di lì a poco salivamo verso la Madonna delle 010.jpgNevi.



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Sempre bello questo tratto, ad apprezzare l’articolo, anche se oggi non era particolarmente rovinato dai mezzi dei boscaioli e dalla pioggia e senza
particolari difficoltà abbiamo raggiunto l’asfalto.





011a1.jpgQui, la cappella che ci ha fornito una copertura e, anche se tirava un gran vento, ci ha permesso di evitare di mangiare in macchina.011a2.jpg




Si erano fatte le tre, ci restava ancora il tempo per un altro tratto di percorso, mi pungeva l’idea di andare fino a quella forra con 011c.jpgpassaggio sul torrente che con Mariano e col FreeLander… Oggi mi preoccupava il livello dell’acqua con la pioggia che continuava a cadere, ma quando ho chiesto a Gigi lui mi ha risposto “Tu vai, che io ti seguo” ed io sono partito verso Osiglia dove abbiamo di nuovo imboccato lo sterrato del mattino. Gigi è passato davanti, ma questa volta gli ho fatto 011d.jpgimboccare la diritta via là dove al mattino aveva tirato diritto, poi abbiamo continuato fino alla forra e, visto che la portata del ruscello non risentiva della pioggia, siamo scesi per poi risalire lungo il pendio dall’altra parte.

Ancora qualche bel passaggio su uno stretto sentiero in un castagneto e, raggiunto quasi l’asfalto, abbiamo provato ancora un paio di sentieri che però non 011e.jpgportavano in nessun posto e, tornati indietro, abbiamo preso la via per Carcare.

Finalmente di nuovo un giro vero, senza troppe divagazioni, solo per il gusto di vivere l’emozione del bosco sfidandone i sentieri e rispettandone l’integrità e la forza.

“La verita’ nel bosco è dare un senso a tutti gli alberi

E per sentieri assurdi cercar posti delle fragole… “ scrisse quello,

fragole zero, ma ci siamo davvero divertiti…

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05/11/2011

1.11.11 Giro dei Santi

Cominciamo male …

Il più tradizionale dei nostri giri, quello dei Santi, sembrava avviarsi ad involtolarsi su se stesso mano a mano che i partecipanti… Mariano per cimiteri, Gigi a pochi giorni dalla partenza… per cimiteri, che da Mariano ce lo si poteva aspettare, ma Gigi… Dio Santo…!!! Il più entusiasta tra tutti noi e ci molla così…! mah, ormai nulla più mi meraviglia.

Restiamo Maurizio (che dopo l’ultimo Grand Tour di Giugno…cui non ha partecipato, non si è quasi più sentito), Pietro (che il suo  90% di probabilità di partecipare ormai è mitico…) ed io. Maria si propone stranamente entusiasta come mio secondo, forse vedendomi pessimista e imbronciato ha pensato così di sollevarmi il morale, Franco è presente come secondo di Pietro, Luciano si è aggregato, Carlo mi ha fatto sapere di essere disponibile come secondo di Gigi (sigh!).

Lunedi ho avuto conferma della presenza dei miei due amici, in questo modo era possibile piazzare anche i tre navigatori senza deludere nessuno, tutto è bene quel che finisce bene, non mi resta che prenotare il pranzo alla trattoria “da Piero”.

 Ma ho fatto il conto senza l’oste…. La trattoria domani è chiusa.

Dopo Gigi, ci tradisce Piero! Riposo settimanale, d’accordo hanno diritto anche loro a un giorno di festa, ma… proprio domani? La vita è crudele con chi organizza i giri e già pregusta un ottimo pranzo con gli amici.

Chiamo Maurizio e gli propongo una variazione del percorso e il pranzo o in un agriturismo sopra Finale o direttamente sul mare e lui è d’accordo. Telefono quindi all’agriturismo e riesco a prenotare per 8 (“si mangia dall’una”, “si ma fino a che ora ci date da mangiare?” “alle due, alle tre, alle quattro…” mi piace questo discorso, si mi piace proprio! Un po’ di elasticità fa sempre piacere a chi organizza un giro), quindi confermo a Maurizio il punto di ritrovo e studio il percorso, fare prima il pezzo da Mallare o quello da Osiglia? Arrivare con l’autostrada o con la statale? Ma che me ne importa, comunque domani …

si parte.

Un filo di ritardo ma nulla che rovini il morale della truppa, imposto il GPS su Osiglia e via in autostrada. Raggiungiamo Altare dove solitamente usciamo, io non leggo bene il GPS, lui non dice nulla, esco non esco… esco. No ca… dovevo prendere il casello successivo, va beh 11.11.1 f1.jpgvolevo iniziare col sentiero  da Osiglia che non facciamo più da un pezzo, partiremo invece da Mallare. I miei sodali non ricordano una pipa del percorso e non si accorgono di nulla.

A questo punto volevo condurli fino a una vecchia struttura militare fortificata molto particolare che sbarrava l’accesso alla valle, ma non imbrocco il bivio e arrivo 11.11.1 f18.jpgdirettamente in paese accorciando di un bel pezzo la strada che percorriamo di solito ma ovviamente nessuno si accorge di nulla (Dio mio come sono bravo nei miei errori!!). Raggiungiamo Mallare e iniziamo a salire sullo sterrato verso la Colla di S. Giacomo con Maurizio capofila che si ricorda del 11.11.1  c val bormida-feglino 049.jpgpercorso, testuale, mano a mano che ci passa. Raggiunto il passo e fatte un po’ di foto, cominciamo a scendere verso Pian dei Corsi. Arriviamo all’asfalto e io cerco la via che successivamente ci porterà all’agriturismo e dico ai miei amici di memorizzare11.11.1 18.jpg il punto perché tornando in discesa è difficile individuarlo, tempo sprecato.

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Seguiamo l’asfalto fino al Santuario della Madonna delle Nevi  dove facciamo altre foto sotto e alle pale eoliche


 

 

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poi imbocchiamo lo mn2.jpgsterrato in discesa. Maria comincia a patire i solchi sullo sterrato, i salti, le ripide discese, le pozze fangose e, un po’ per fare qualche foto, ma soprattutto per togliersi dal “pericolo”, scende dall’auto e fa un pezzo a piedi. Scendiamo tra i castagni sul sentiero 

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 asciutto e duro (Pietro  aveva avuto notizie dalla sua intelligence che avremmo trovato un fondo estremamente fangoso e come non essere d'accordo con i suoi

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 informatori pensando a quanto successo nel Levante… ma nei fatti tali notizie si sono verificate assolutamente inesatte).

11.11.1 45.jpgMentre con Maria scendiamo alla testa della colonna, possiamo ammirare prima due caprioli che fuggono al nostro arrivo, poi anche due pernici rosse che non posso esimermi dal fare alzare da Jim –quando avrà ancora la possibilità di assaporare il profumo delle rosse?-, poi raggiungiamo l’asfalto. La truppa smania per il 11.11.1 47.jpgpranzo, “è già mezzogiorno!!”, “non dobbiamo far tardi!!”, “c’è Zoh” e così via. Ma la mia determinazione è incrollabile, senza porre tempo in mezzo svolto verso Osiglia deciso a fare ancora il tratto di percorso che avrebbe dovuto essere quello iniziale.


Raggiungo il bivio, a sinistra la Madonna delle Nevi a destra Osiglia a 9 km. Ma 9
km di curve, poi il tratto off road, poi tornare al Santuario, arriviamo a mangiare minimo minimo alle due, va beh dai, svolto a sinistra e cominciamo a cercare lo sterrato che ci porterà al ristorante. Avevo detto ai miei amici di memorizzare il punto, ho sostenuto tempo sprecato, Pietro quando mi sono fermato al bivio per  poco non mi tamponava, va beh chiacchieravano…

11.11.1  c val bormida-feglino 068.jpgIniziamo la discesa verso Finale, in breve raggiungiamo il bivio che l’ultima volta con Maria ci ha portati su un lungo giro intorno all’agriturismo e questa volta non mi lascio fregare, in pochi minuti raggiungiamo il ristorante. E’ la una passata da poco, la truppa è felice per il pranzo imminente e io sono soddisfatto di avere raggiunto l’obiettivo con pochi e non significativi svarioni.

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rist 2.jpgIl pranzo è ottimo e abbondante a parere di tutti,rist 3.jpg il prezzo più che accettabile, acquistiamo olio, miele e marmellata, la signora ci fornisce la ricetta delle frittelle liguri che hanno sbancato e si riparte.


 

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11.11.1 84.JPGCi resta da percorrere il sentiero nella faggeta che con l’autunno ci accoglie con splendidi colori e spazi di una luminosità quasi irreale, ancora 11.11.1  c val bormid-feglino 2 017.jpgqualche sosta poi raggiungiamo il Melogno.

Qui la truppa si divide in due gruppi, i “teneri” che fanno fuoristrada perchè a mezzogiorno si mangia e vogliono essere a casa presto anche a costo di sacrificare il giro a queste loro priorità e gli “irriducibili”  a loro volta divisi in “duri”  cui poco importa dell’ora del ritorno, ma non transigono sull’ora del pranzo e i “duri e puri” cui non importa né dell’ora del ritorno né dell’ora del pasto o addirittura neppure del fermarsi a mangiare pur di concludere il giro. Per capirsi, Pietro, Luciano, Franco e Carlo hanno sp1.jpgpreso la via del ritorno sulla Statale convinti di sp2.jpgfare una furbata evitando di trovare traffico in autostrada, Maurizio e Betty, i “duri” del  gruppo e Maria ed io, i “duri e puri”, siamo scesi su sterrato fino al casello di Finale per poi rientrare, fatte le foto di rito sulla via, abbreviando i tempi in autostrada, senza tralasciare la doverosa sosta per un caffè all’autogrill.

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Conclusione: una splendida giornata di fuoristrada, con un pranzo apprezzato da tutti malgrado la serrata di Piero, il rientro a casa alle 18.45 per i “teneri” e alle 19.05 per gli “irriducibili”, con un diversità nei  tempi quindi che non giustificava la ritirata dei nostri amici che non confidavano nella loro “guida”.

05/10/2011

ferie

Vennero le ferie… e se ne andarono…

Dopo tanto aspettare, quindici giorni passano in un attimo, anzi dopo i due primi giorni di lavoro con quasi 22 ore al mio attivo  tra studio e domiciliari, mi domando persino se ne valesse la pena…

Ma poi qui davanti alla pagina bianca, mentre cerco di dimenticare le cose che ho da fare domani, penso che, si, ne valeva la pena, soprattutto in quest’era digitale dove comunque ti restano i ricordi attraverso le foto dei momenti che hai vissuto…

Quindici giorni… è cominciato con il sabato mattina con le ultime cose da fare, il pomeriggio vissuto in trepidante attesa del primo giorno di caccia (non più la trepidazione di un tempo, con il giro preliminare col mio amico Cesare per 11.9.17 1.jpgdecidere dove iniziare… Cesare ha appeso il fucile al muro, Luna non ce la fa più, anche lui ha perso smalto, tanto non c’è11.9.17 2.jpgselvaggina…), ma… si parte in bici con i miei amici, faccio in modo di passare dove poi intendo andare a caccia, anche questo è un modo di preparare il primo giorno… e il giro comunque è piacevole, si arriva sul fiume, una gara di salto del sasso, e si continua…

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Domenica mattina, un tempo in piedi alle 5 senza la sveglia, fucile e cartucce pronti sul tavolo, i cani… Niente di tutto ciò, sveglia alle 9, Jim che mi guarda anche se non capisce bene 11.9.18 1.jpgcosa sta per succedere, la cartuccera mezza vuota, il fucile, quello nuovo, leggero, che con quello sbaglio persino poco… ma non è più la stessa cosa… Si parte comunque, cammino, Jim corre come un pazzo, io sono qui, lui è già nel paese vicino, ma non vediamo niente, anche colleghi cacciatori se ne vedono pochi. Al pomeriggio piove11.9.18 9.jpg ma andiamo lo stesso, più che altro per qualche foto… E abbiamo vissuto il 38° 1° giorno di caccia.

Lunedi, mi alzo tardi, indosso la tenuta di giardinaggio, prendo gli attrezzi e vado dietro casa… suona il cellulare: una chiamata che non posso… e vado, la vita, la morte, sono in ferie, ma ci sono cose che non puoi demandare… La sequela burocratica dell’accaduto, poi vado in giardino. Alle 16 in bici con Luciano che Alessandro non c’è, Francesco lavora… Franco… non viene.

11.9.20 6.jpgMartedi fuoristrada… parto con Maria alla volta di Gargnano sul Lago di Garda,11.9.20 24.jpg qualche difficoltà a trovare l’inizio del giro, poi quando pare che tutto vada per il verso giusto… ci perdiamo e iniziamo una salita di quasi 18 km con momenti di preoccupazione vivissima, ma riusciamo a tirarci fuori anche questa volta. Non mangiamo nulla, eccettuando brioches e cappuccino all’autogrill, ma a conti fatti e usciti dal periglioso sentiero, siamo felici.

 

 

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Mercoledi si torna a caccia e Jim alza il suo primo fagiano, con rapidità e precisione lo abbatto (ero girato dall’altra parte e col fucile in spalla), cade tra le alte sterpaglie dove dubito di riuscire a recuperarlo, ma se ne occupa il mio cane che non lo riporta, ma gli si siede di fronte attendendo che io lo raccolga. Non è un grande risultato, ma noi siamo comunque soddisfatti, la mia gamba fa male, il cane è impreparato, la selvaggina è poca, si, noi siamo soddisfatti.

11.9.26 1a.jpgGiovedi in bici con Luciano, che Franco11.9.26 10a.jpg porta Zoh al campo di addestramento, Alessandro si dimentica… e noi si va ugualmente e il giro ci porta a scoprire nuovi e interessanti sentieri.

Venerdi In giardino, la sera da Franco, gorgonzola, pecorino e salame, poi il biliardo.

11.9.25 2.jpgSabato e domenica ancora a caccia. Domenica pomeriggio con l’amico Lucianino, che è venuto a fare un giro dalle nostre parti e abbiamo sentito volare un fagiano, visto no, che è partito basso sotto le piante di un boschetto e a noi non è rimasta che l’allegria del sentire la sua canzone lanciataci quasi come un sberleffo nel volar via. Non è gran cosa ma, almeno per me, è bello anche questo.

Lunedi ancora in bici con Luciano, martedi in giardino e mercoledi ancora a caccia.

11.9.29 6.jpgGiovedi si parte con Mariano alla volta di Genova, dove ci troviamo con Gigi per un11.9.29 3.jpg giro sulle alture di La Spezia, trovato il punto di partenza ci procuriamo sommarie vivande e partiamo. All’inizio pare che tutto si svolga per il meglio, poi la strada si fa dura, incontriamo un albero abbattuto e dobbiamo 11.9.29 21.jpgtoglierlo dal percorso, poi ci  poniamo a valutare un profondo solco sulla carrareccia e studiamo di riempirlo di terra11.9.29 7.jpg e sassi, ma per fortuna prima di cominciare il lavoro, Gigi e Mariano vanno più in basso a vedere come si evolve il sentiero che a Gigi pareva sbucare, dopo un breve tratto, sull’asfalto. Quello che tra i rami del bosco pareva una strada asfaltata 11.9.29 29.jpgera in realtà una grossa roccia grigia e il sentiero si perdeva in una profonda escavazione creata dalle piogge, assolutamente insuperabile coi nostri Jimny. Non ci restava che risalire la via che avevamo disceso decisi, con la convinzione di raggiungere la meta. Per tacitare la nostra frustrazione abbiamo messo mano ai panini. E tale solo fatto è bastato a migliorare l’umore della truppa. Impostato il Gps sulle11.9.29 46.jpg coordinate del punto successivo, siamo ripartiti e sembrava che, rientrati nel road book, fossimo sulla diritta via, d’accordo, abbiamo dovuto chiudere qualche buco con sassi e pala, però lavoravamo fiduciosi di trovare coi nostri sforzi il traguardo. Ma, in un modo o nell’altro, travisammo ancora le indicazioni date dalla rivista e raggiunto un quadrivio, che non era assolutamente nel road book ci siamo fermati per decidere che strada pigliare. Una possibilità era tornare indietro fino all’asfalto, ma noi, sitibondi di avventure e conoscendo le difficoltà del percorso già affrontato, abbiamo deciso di proseguire in salita e ci è andata bene, abbiamo
raggiunto in breve l’asfalto, talmente in breve che, dopo una scoscesa salita fino a una baita segnalata da un cartello, col solo Mariano un po’ scettico, abbiamo ripercorso i nostri passi per imboccare un altro bivio e raggiungere poi l’asfalto dalla parte opposta della montagna. Qui, dato che ormai l’ora si faceva tarda, abbiamo imboccato la via di casa.

11.9.30 9.jpgVenerdi ho coinvolto Luciano per un giro in canoa sul Tanaro, ero un po’ dubbioso della riuscita della cosa, arrivare al fiume,11.9.30 12.jpg gonfiare il natante, ma poi piacerà al mio amico? Luciano era addirittura entusiasta e dispiaciuto solo che la stagione avanzata non ci permetterà probabilmente altre uscite. In effetti è bellissimo starsene nella quiete del fiume, soprattutto al ritorno, portati dalla corrente… ma se non ci siete stati non potete capirlo… Alla sera di nuovo a casa di Franco, questa volta è stata trippa e fagioli, poi ancora biliardo.

 

 

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Sabato e domenica ancora a caccia, domenica pomeriggio, partiamo con Maria più che altro per fare qualche foto sul fiume, poi passando vedo che hanno tagliato un campo di 11.10.2 c9.jpgmais e torno indietro. C’è già un tale che11.10.2 c36.jpg però è più preoccupato per avere perso le chiavi della macchina e aspetta un amico che gli porti le altre per tornare a casa. Mi dice di andare tranquillo e io m’incammino, fucile in spalla come al solito, nella stoppia di granturco. Maria resta a chiacchierare col collega cacciatore sul sentiero, io parlo col cane invitandolo a venire vicino alla riva della roggia, lui se ne infischia e corre nel campo. Fatti una decina metri, sono lì che cerco di trattare con Jim un comportamento più consono, quando un fagiano11.10.2 c25.jpg parte a pochi passi da me e vola verso il punto da cui son 11.10.1 16.jpgpartito. Girati, tira giù il fucile, un attimo e sparo, niente, sparo di nuovo, lo tocco ma continua ad andare, “punta ca…, hai solo più un colpo!” sparo di nuovo e il fagiano cade a qualche decina di metri da Maria che si spaventa persino. Recupero il fagiano che Jim trova ma non riporta e andiamo11.10.2 c2.jpg a fare le foto sul fiume.

11.10.2 c45.jpgLe ferie son finite, affogo il dispiacere del ritorno al lavoro in uno splendido piatto di pasta e fagioli e vado a dormire sereno, so cosa mi aspetta il giorno dopo, ma la vita è questa… e fra cinque giorni è comunque ancora sabato.

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